Alla stupidita’ non v’è mai fine

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Alla stupidità non v’è mai fine .

Una frase, questa, che ho pensato diverse volte andando per Tribunali.

L’ho pensato quando Ti trovi una controparte che invece di tutelare il proprio cliente ritiene che il processo sia una manifestazione del proprio ego personale e provoca più danni che la grandine.

Quando trovi un giudice che sembra vivere in un mondo parallelo e non comprende le cose più ovvie della realtà quotidiana.

Quando  trovi un Got o un Giudice di Pace e Ti chiedi: ma chi ce lo ha messo a giudicare?

Quando vedi richieste di archiviazione da parte della Procura nonostante vi siano prove oggettive dei fatti.

Quando vedi persone portate ingiustamente a processo nonostante non vi siano prove.

Quando ti trovi dinanzi ad un GIP che dovrebbe fare da filtro nella udienza preliminare ma rinvia tutti a giudizio per non faticare a leggersi le carte ( uso comune in tutti i tribunali).

In tutti questi casi e molti altri la frase che mi è sempre venuta in mente è proprio ” alla stupidità non v’è mai fine”.

E questo è ciò che mi è venuto in mente con forza proprio in questi giorni dinanzi ad una richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero a cui mi sono fermamente opposto ma che ha di che rimanere stupiditi ( non è un errore di battitura).

Il caso

Un lavoratore, durante l’orario di lavoro, si allontana improvvisamente senza dire nulla al datore. Un testimone lo nota andare via in sella al proprio motorino impennando. Dopo poco il lavoratore si reca all’Ospedale accusando di aver avuto un’infortunio sul lavoro e manifestando dolore alla schiena mentre sollevava delle casse d’acqua.

Successivamente, nei certificati Inail, il lavoratore cambiava completamente versione sostenendo che il dolore era alla spalla e si sarebbe verificato mentre sollevava un sacco di farina.

Inoltre, il lavoratore postava su Instagram, a 4 giorni sull’infortunio, un video ove appeso a delle sbarre, era intento a fare un percorso di guerra oltre ad altre foto in cui, mentre era in infortunio, se la spassava al mare con gli amici.

Conseguentemente veniva, pertanto, proposta querela da parte del datore di lavoro allegando i certificati medici contrastanti, le foto ed i video: in pratica tutto il lavoro della Procura era già stato svolto.

Dopo 3 giorni dalla presentazione il Procuratore nominato richiedeva l’archiviazione del procedimento sostenendo che ” non vi è alcun reato in quanto il lavoratore si potrebbe essere fatto male alla schiena sollevando le casse dell’acqua e alla spalla sollevando il sacco di farina“!!

Ora da dove il Procuratore abbia preso questa illuminazione non è dato capire anche in quanto il lavoratore non ha mai sostenuto di aver avuto due infortuni ma uno solo, cambiando versione dei fatti. Nè la Procura si è degnata di guardare e visionare foto e filmati prova schiacciante della truffa perpetrata dal lavoratore.

Quindi ho pensato: alla stupidità non v’è mai fine! Ed onestamente altra frase più appropriata non me n’è venuta in mente.

I casi sono due:

  • o vi è stupidità
  • o mancanza di voglia di lavorare

In tutte e due le ipotesi la cosa è grave in quanto i mezzi che il nostro ordinamento ci dà, in questi casi, passano attraverso queste Autorità che se non svolgono il proprio dovere ledono i diritti dei cittadini.

Proprio per questi motivi – più frequenti di quello che si pensa – ho sempre sostenuto fermamente che un avvocato che garantisce il risultato al proprio cliente sia un professionista da evitare proprio in quanto, andando nei tribunali, passare dalla ragione al torto è quell’attimo dato dalla disattenzione o stupidità di chi deve giudicare.

Se hai bisogno di assistenza, scrivimi:

info@bartolinistudiolegale.com

e sarò lieto di assisterti e difenderti nel migliore dei modi

 

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