In questo periodo di crisi molte persone sono sommerse da debiti. Vediamo come è possibile eliminare questa drammatica situazione.

Il sovrandebitamento è un fenomeno purtroppo molto in crescita in Italia caratterizzato da una situazione in cui il debito contratto è maggiore del reddito disponibile con sopravvenuta impossibilità ad adempiervi, sia per la persona privata che per l’impresa non soggetta alla legge fallimentare.

La perdita del lavoro, una malattia prolungata, una riduzione dello stipendio sono alcune delle cause che possono portare a situazioni economiche e psicologiche catastrofiche per la famiglia.

Con la legge 3 del 27 gennaio 2012 “Procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio”, successivamente modificata e convertita nella Legge n° 221 del 17 dicembre 2012, il consumatore, l’imprenditore agricolo e le start up innovative sono stati annoverati tra i soggetti che possono accedere alla procedura della composizione della crisi, al fine di risolvere il sovraindebitamento attraverso un accordo di ristrutturazione del debito.

La composizione della crisi da sovraindebitamento è una procedura a cui possono accedere i soggetti che non riescono con il proprio patrimonio liquidabile a far fronte al pagamento dei troppi debiti contratti.

Grazie a questa procedura, pertanto, il debitore può cercare di risolvere la situazione debitoria rivolgendosi ad un organismo di composizione della crisi o fare domanda al Tribunale competente in materia, per richiedere la nomina di un professionista abilitato che lo aiuti a trovare un accordo con i creditori, al fine di evitare l’espropriazione dei beni.

I soggetti che possono accedere alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento sono i debitori a cui non si applica la legge fallimentare per cui:

  • Consumatori, se estranei all’attività imprenditoriale o professionale;
  • Imprenditori commerciali sotto soglia o che hanno cessato l’attività da più di 1 anno;
  • Enti privati non commerciali:
  • Imprenditori agricoli (art. 7 L. 3/2012);
  • Start up innovative.

Sono invece esclusi dalle suddette procedure, i debitori soggetti al fallimento, secondo quanto stabilito dal decreto 16/03/1942 numero 267 (legge fallimentare), ossia: gli imprenditori che esercitano un’attività commerciale, fatta eccezione per quelli che dimostrano la coesistenza dei seguenti 3 requisiti:

  • non aver superato il limite di 300 mila euro di patrimonio attivo nei 3 anni precedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio della attività,
  • avere realizzato nel corso dei suddetti 3 anni, ricavi lordi complessivi inferiori a 200 mila euro;
  • avere debiti anche non scaduti inferiori a 500.000 euro.

 

Il debitore che presenta i requisiti del sovraindebitamento, prima che il debito diventi esecutivo, ha due possibilità per risolvere la crisi:

  • Rivolgersi agli Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento o,
  • Presentare un’istanza al Tribunale per far nominare un Professionista abilitato.

A prescindere dalla scelta intrapresa, al debitore vengono sottoposte 2 possibili strade:

1) Accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano proposto dal debitore.

2) Piano del consumatore: è un piano a cui si può accedere solo in presenza di determinati requisiti e condizioni, primo fra tutti quello di essere persone fisiche senza debiti derivanti dall’attività di impresa o professione, essere in buona fede, ovvero, la colpa del sovraindebitamento deve essere per cause non imputabili al consumatore, il dover fornire tutta la documentazione atta a descrivere la propria situazione economica e patrimoniale, e poter essere richiesta 1 volta ogni 5 anni.

Per accedere alla composizione della crisi da sovraindebitamento, il debitore sia che si rivolga agli Organismi che al Tribunale, è tenuto al pagamento di specifici importi se intende procedere alla risoluzione della propria situazione debitoria e precisamenteeuro 98,00 per contributo unificato ed euro 27,00 per i diritti, ai quali si aggiungono i costi del professionista che seguirà la procedura e la stesura dell’accordo o del piano consumatore.

 

Cosa è possibile ottenere ?

Attraverso la procedura di sovraindebitamento è possibile ottenere:

  •  la sospensione delle azioni esecutive in corso e future (pignoramenti, fermi amministrativi, aste giudiziarie ecc);
  •  dilazioni di pagamento di Iva, ritenute trattenute e non versate (solo quota relativa alle imposte);
  • stralcio delle quote di interessi, sanzioni e pene pecuniarie relative ad Iva e ritenute trattenute e non versate;
  •  stralcio relativo a tutte le altre imposte, tasse, imposte locali, imposte indirette e dirette, multe, canoni RAI ecc nonché dei relativi interessi, aggi, sanzioni e pene pecuniarie;
  • rinegoziazione pluriennale dei mutui (diversa dalla sospensione di un anno dei mutui previsti dalle leggi);
  • stralcio relativo ai finanziamenti contratti con la cessione del quinto dello stipendio o della pensione;
  • stralcio di tutti gli altri finanziamenti (contratti con società di leasing, banche, finanziarie, società di credito al consumo ecc);
  • stralcio di tutti gli altri debiti di natura personale, professionale e imprenditoriale (verso fornitori, enti, condomini, soggetti privati, parenti, amici ecc).

 

Per consulenze  scrivete a info@bartolinistudiolegale.com

 

 

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