Legalius

L'alleato per la difesa dei tuoi diritti

Home » Blog » Diritto Civile » Cosa fare ottenuta la sentenza favorevole?

Cosa fare ottenuta la sentenza favorevole?

Si è arrivati finalmente, dopo anni di battaglie, ad avere una sentenza che ci da ragione ma la controparte non ne vuole sapere di darvi soddisfazione e di eseguire la sentenza.
Cosa fare?
Esecuzione provvisoria: prima di tutto bisogna sapere che tutte le sentenze civili sono provvisoriamente esecutive . Ciò vuol dire che se anche una parte propone appello , la parte che risulta vincitrice nella sentenza di primo grado ne può chiedere, intanto, l’esecuzione.
Esecuzione forzata: Nessun limite ha la parte vincitrice per far eseguire la sentenza potendo rivalersi sulla parte inadempiente in ogni modo in quanto questa risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri potendo il creditore far espropriare i beni di quest’ultimo. E’ quindi possibile pignorare i beni mobili ed immobili del debitore, 1/5 dello stipendio e della pensione ( sopra il minimo vitale), i beni mobili registrati, quote di società ecc.
Esecuzione forzata per consegna e rilascio: se nella sentenza il giudice ha stabilito l’obbligo di consegnare una cosa determinata la parte vincitrice può ottenerne la consegna o il rilascio con un apposita procedura detta appunta ” per consegna e rilascio” tramite l’ufficiale giudiziario.
Esecuzione forzata degli obblighi di fare: la parte vincitrice può ottenere che controparte adempia ad un determinato obbligo a spese di quest’ultimo
Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto: se colui che è obbligato ad adempiere ad un contratto non lo adempie si può richiedere che ciò venga imposto dal giudice in sentenza. Il caso classico è quello del preliminare non adempiuto con il quale una parte chiede il trasferimento della proprietà di un immobile al giudice.
Esecuzione forzata degli obblighi di non fare: se nel contratto si prevedeva una clausola in cui una parte non doveva fare qualcosa che invece ha fatto, si può chiedere che ciò venga distrutto a spese dell’obbligato salvo che detta distruzione sia di pregiudizio all’economia nazionale ( caso raro in cui si avrà comunque diritto al risarcimento del danno)
Spedizione in forma esecutiva: Una volta avuta la sentenza questa deve essere munita, per poter procedere ad esecuzione forzata, di formula esecutiva e cioè del comando del giudice agli ufficiali giudiziari di mettere in esecuzione la sentenza. Tale formula non viene messa automaticamente all’emanazione della sentenza ma va appositamente richiesta in cancelleria previo pagamento della tassa di registrazione della sentenza.
Notifica del titolo e del precetto : una volta ottenuta la formula esecutiva è obbligo della parte vincitrice che voglia eseguire la sentenza notificare a controparte ( e si badi ben non al legale avversario) il titolo esecutivo ( cioè la sentenza con la formula esecutiva) unitamente ma disgiuntamente all’atto di precetto che è un atto in cui si elencano specificatamente le somme dovute e dove si intima il pagamento entro 10 gg. dalla notifica. Prima di tale atto deve essere notificato sempre il titolo esecutivo ma è prassi notificare assieme i due atti ponendo prima il titolo esecutivo e spillando successivamente il precetto in cui si avrà cura di inserire la formulina di rito ” che si notifica unitamente ma disgiuntamente al presente atto”.
Modalità dell’esecuzione : si arriva quindi alla fase del pignoramento. Qui si aprono diverse strade per il creditore di cui quelle più certe sono sicuramente il pignoramento presso terzi o quello immobiliare con una piccola precisazione. Nel caso di pignoramento presso terzi ( pignoramento dello stipendio, del conto corrente ecc.) la procedura è molto veloce e nel giro di un mese e mezzo si può veder soddisfatto il proprio avere con poca spesa ( euro 130,00 circa). Nel caso di procedimento immobiliare, invece, la procedura è molto più lunga ( due anni circa) e molto dispendiosa tantochè difficilmente viene intrapresa dalla parte privata che ricorre a tale procedura solo a casi estremi ( la spesa può aggirarsi su oltre 5000,000 euro).

17 commenti su “Cosa fare ottenuta la sentenza favorevole?”

  1. il 4 dicembre ho vinto una causa di lavoro la clinica dove lavoravo non vuole reintegrarmi ne pagare tutte le somme imposte dal giudice che devo fare…………

  2. Salve il mio compagno ha vinto la causa di lavoro il 15 dicembre con sentenza di reintegro e risarcimento di tutilizzare gli stipendi. Lui ha deciso di non rientrare a lavoro e quindi gli spettano altre 15 mensilità. Ad oggi però non ha visto un euro in più il datore ha fatto ricorso. Vorrei sapere se nel frattempo prima dell’udienza si può fare il precetto e riscuotere i soldi oppure bisogna aspettare che finiscano le udienze? Grazie

  3. Volevo sapere se la stessa procedura può valere anche per ottenete l esecuzione di una sentenza del giudice di pace e relativa alla restituzione della patente che la motorizzazione non vuole eseguire?

  4. Salve,ho vinto una causa di lavoro ed ho ottenuto sia il reintegro piu12 mensilità come indennizzo..volevo sapere quanto tempo ha il datore di lavoro per fare ricorso e quanto tempo passa perché la sentenza diventi esecutiva…grazie

  5. Ho vinto dopo 16 anni in cassazione con sentenza di demolizione ma il vicino non vuole ottemperare.Da 2 anni aspetto che il giudice del facere dica come fare.Ma quanti altri anni occorrono?

    • Anche se probabilmente è a conoscenza della procedura la riassumo qualora qualcosa non le fosse chiaro ( poi in fondo suggerisco un metodo forse che può spingere controparte ad eseguire).
      Il soggetto che intende ottenere l’esecuzione forzata di un obbligo di fare o di non fare deve, dopo aver notificato l’atto di precetto e decorsi dieci giorni, chiedere con ricorso al giudice dell’esecuzione che siano determinate le modalità dell’esecuzione.
      Occorre sin da subito precisare che, al fine di individuare il destinatario della notifica del titolo esecutivo e del precetto, occorre far riferimento a chi esercita il potere di fatto sul bene e al proprietario, se diverso.
      A questo punto, il giudice sente la parte obbligata e vi provvede con ordinanza. In tale provvedimento designa anche l’ufficiale giudiziario incaricato dell’esecuzione e indica le persone tenute a compiere l’opera non eseguita o a distruggere quella compiuta.
      Durante l’espletamento delle attività inerenti l’esecuzione, l’ufficiale giudiziario può chiedere al giudice tutte le disposizioni che si rendano necessarie per eliminare difficoltà che siano eventualmente insorte.
      Il giudice dell’esecuzione vi provvede con decreto.
      Se, poi, durante l’esecuzione insorgano eventuali ostacoli di ordine pratico, l’ufficiale giudiziario può anche richiedere l’intervento della forza pubblica.
      Talvolta può anche accadere che per la conclusione delle operazioni si rendano necessari determinati provvedimenti o autorizzazioni.
      Si pensi, ad esempio, al caso in cui l’opera da costruire in sede di esecuzione degli obblighi di fare necessiti di autorizzazione o concessione amministrativa come potrebbe essere nel suo caso.
      In tal caso è l’ufficio esecutivo che richiede quanto l’esecutato non abbia provveduto a richiedere.
      Non so a che punto di queste fasi che le ho descritto il suo procedimento è giunto ma purtroppo le lungaggini processuali sono un grosso dramma della giustizia italiana che compromettono i diritti di chi esige tutela e favoriscono coloro che sono nel torto.
      Detto questo a mio avviso è possibile comunque proporre denuncia contro il vicino ex art. 388 cp e cioè per non ottemperanza al provvedimento del Giudice ( mi riferisco alla Cassazione). In molti casi una denuncia penale accellera i tempi non in quanto il giudice dell’esecuzione si muova più celermente ma in quanto il vicino potrebbe aver più timore di questa azione: infatti prima di proporla sarebbe consigliabile inviargli una diffida ove si intima la demolizione entro 15 gg. altrimenti si procederà penalmente.
      Non è detto che ciò sortisca l’effetto ma è un tentativo ulteriore che può fare

  6. Buonasera , sono adry, 2 giorni fa ho vinto una causa di lavoro contro l’ex ditta e la sua assicurazione , era per un infortunio sul lavoro avvenuto nel 2015 . Volevo sapere in quanto tempo l’assicurazione deve risarcire il danno o se l’assicurazione ha l’intenzione fare ricorso deve risarcire lo stesso ???

    Grazie mille anticipatamente .

    • La sentenza di primo grado è sempre provvisoriamente esecutiva e quindi anche se controparte farà appello dovrà pagare salvo che la Corte di Appello non conceda , una volta presentato ricorso, la sospensiva.

  7. Buongiorno ,sono Maik ha dicembre e arrivata la sentenza per un richiesta del rilascio di un appartamento, dove si evince che il sottoscritto dovrei dare una somma di 80.000,00 €. per lavori di ristrutturazioni, che un soggetto ha eseguito, anche se il sottoscritto lo aveva denunciato di non fare alcun lavori, mentre al creditore e stato condannato al rilascio dell’appartamento, tengo ha precisare che il creditore non usa più questo appartamento in quanto vive all’estero ,ma la residenza risulta ancora nel mio appartamento dove però ci vivono altre persone senza titolo. ora la mia domanda e questa : io non ho questa somma da dare al creditore ,ma ho bisogno del mio appartamento come posso agire? potrei riuscire ha vendere casa senza che mi facessero una impugnazione? insomma vorrei un chiarimento preciso da potermi muovere grazie. Gentilmente potete rispondermi tramite e-mail?

    • Buongiorno Michele. Ritengo che se ha delle prove in cui aveva diffidato a fare i lavori si possa fare qualcosa coinvolgendo però il creditore reale quale terzo coobbligato. La questione non è di facile soluzione anche in quanto vi è comunque un ingiustificato arricchimento da parte sua che si trova comunque un immobile ristrutturato anche se non voluto. Qui entrano in gioco due questioni: quella della valutazione effettiva della richiesta risolvibile tramite cut e quella del vizio del consenso non avendo lei sottoscritto alcun contratto con la ditta edile che ha svolto i lavori. Sicuramente è una questione che va risolta giudizialmente. In linea generale se vende l’appartamento prima che si instauri una causa e che venga trascritta sull’immobile potrebbe poi risolvere il tutto estragiudizialmente però accettando di pagare una somma che, a suo dire, non sarebbe stata concordata e per lavori non richiesti. Vista la complessità della questione la invito a prendere un appuntamento in studio inviando una email a info@bartolinistudiolegale.com facendole presente che, qualora abitasse in altra zona rispetto alla sede dello studio, abbiamo la possibilità di seguirla comunque tramite email, Skype e potendo patrocinare la causa in tutta Italia. Grazie per averci scritto.

  8. Gentile Avv. Bartolini, la ringrazio tanto per la risposta, come dice lei la cosa e complicata,anche se ci sono le prove del fermo dei lavori da eseguire, ecco che ha questo punto ci vorrebbe un colloquio molto accurato per spiegare ,e capire l’accaduto, solo per dire che questa causa è durata otto anni, dopo di che all’ultima udienza hanno cambiato il giudice, mettendo un avvocato che faceva le veci del giudice, ora dico che cosa potrebbe aver capito questa persona di una causa così complessa?……. questa è stata una truffa ben congegnata, dal soggetto interessato con altri complici che il sottoscritto conosce bene, comunque ho deciso di non fare più niente perché sono convinto che per raddrizzare questa storia ci vorrebbe un santo di Avvocato e un bel po’ di soldi sempre col punto interrogativo per il giudice!!!!!!!! chiudo perché non vorrei approfittare della sua bontà. Io la ringrazio per avermi dedicato un pò del suo tempo, le vorrei dire che io mi trovo fuori zona ,A Latina, grazie
    michele

    • Non avevo capito che vi era stata una causa…
      Purtroppo sulle vicende giudiziarie e dei giudici se ne potrebbe parlare per giorni. Bisognerebbe pertanto fare un appello se siamo in termini. Se vuole posso valutare la questione ed ovviamente farle un preventivo. La cosa che gli posso garantire è che non avrà sorprese in termini di spese e che tutto verrà gestito con il massimo impegno. Purtroppo non posso garantirle il risultato perché non dipende da me. Comunque in appello, anche se non so quanto ha speso in primo grado, la spesa è più limitata in quanto l’attività da compiere è minore ( anche se per tariffa sarebbe aumentata). Se vuole resto a sua disposizione. P.S. per colmare la distanza si potrebbe agire in questo modo:
      1) invio della documentazione tramite posta o email
      2) sessioni tramite Skype
      3) l’appello verrebbe inviato tutto in telematica e quindi il problema non sussisterebbe.
      Dovrò poi partecipare alla udienza personalmente ma questo non è un problema

  9. Gentile A.vv purtroppo per l’appello sono passati i tempi, al momento stiamo cercando di fare un accordo col creditore, ho messo in vendita la casa ,e col ricavato se ci sarà dovremmo estinguere il debito azzerando la sentenza, questa sarebbe la mia richiesta, sperando che l’atro ci sta, altrimenti lascerò fare l’impugnazione e andare dal giudice per mandare la casa all’asta, questo perché la casa non li vale tutti i soldi che ci dovrei dare, mi creda ho girato tanto su internet prima ma non ho trovato nessuno che perdesse un pò di tempo sul caso, come le ho detto prima per il momento provo questa strada, se ci sarà bisogno di altro mi farò risentire e vedere se possiamo fare qualcosa altro anche per andare avanti al giudice se mi vorrà un avvocato vi contatterò, sperando che possa farlo per le mie possibilità che al momento sono scarsissime, e scoraggiato per la nostra giustizia, e diciamolo pure avvocati in gamba sono sicuro ce ne sono pochi anzi pochissimi, spero mi capisca cosa voglio dire !!!!! non voglio farle perdere altro tempo ma seguirò sempre il suo sito web per stare informato ,grazie ancora Avvocato Bartolini
    Michele….

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Prenota il tuo appuntamento online

Vai al calendario Prenota un appuntamento

Difendi i tuoi diritti

Come scegliere l’avvocato giusto per te in 5 semplici passi