Parchi di divertimento e risarcimento danni

PARCHI DI DIVERTIMENTO E RISARCIMENTO DANNI

Si avvicinano per molti le vacanze e, in questo periodo i parchi di divertimento, registrano il tutto esaurito.

Ma cosa fare nel caso si subisca un incidente all’interno di questi parchi?

Il Parco può essere ritenuto oggettivamente responsabile?

La questione ruota intorno alla norma dell’art. 2050 c.c. e cioè al fatto se l’attrazione in sé possa essere ritenuta pericolosa o non perfettamente mantenutao se l’incidente sia invece accaduto per colpa dell’utilizzatore.

Nel caso d’impianto di scivolo velocela Cassazione, con sentenza del 13 marzo 2007 n. 5839 ha statuito, ad esempio, la responsabilità dell’utilizzatore nel caso in cui questi, anziché lasciarsi scivolare in piscina planandovi in posizione prona sull’apposito materassino, si era alzato in piedi tuffandosi di testa ed inarcando la schiena: “con riguardo all’esercizio di attività pericolosa, qual è quella svolta dal gestore d’impianto di scivolo veloce in sottostante piscina, anche nell’ipotesi in cui l’esercente non abbia adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno, in tal modo realizzando una situazione astrattamente idonea a fondare una sua responsabilità, la causa efficiente sopravvenuta, che abbia i requisiti del caso fortuito e sia idonea – secondo l’apprezzamento del giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità in presenza di congrua motivazione – a causare da sola l’evento, recide il nesso eziologico tra quest’ultimo e l’attività pericolosa, producendo effetti liberatori, e ciò anche quando sia attribuibile al fatto di un terzo o del danneggiato stesso”.

Ed altro caso interessante si è avuto nella decisione del Tribunale di Padova del 10 gennaio 2007 n. 44 ove si rilevava che l’attrazione presso la quale era avvenuto il sinistro – consistente in uno scivolo a mezzo del quale le persone giungevano in velocità in una vasca a bordo di un canotto – comportava un elevato rischio di collisionetra gli utenti già arrivati alla fine del percorso, in procinto di uscire dalla vasca, e quelli ancora a bordo del canotto.

Caso opposto si è avuto, invece, nell’ipotesi di infortunio accaduto ad un bimbo caduto nella pista di pattinaggio in quanto in questo caso, salvo particolari ipotesi, non vi è alcuna pericolosità insita nella struttura dovendosi la causa dell’incidente solo addebitare alla responsabilità dell’utente.

Insomma il principio che sta alla base della responsabilità o meno del Parco di divertimento nel caso di incidenti è sempre quello rientrante nel concetto di “attività pericolose” ai sensi dell’art. 2050 c.c. rientrandovi tutte quelle attività che per la loro stessa natura o per le caratteristiche dei mezzi adoperati comportino la rilevante possibilità del verificarsi di un danno per la loro spiccata potenzialità offensiva.

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