Quando l’Avvocato è gratis?

Se non hai i soldi per pagare l’avvocato puoi usufruire del c.d. gratuito patrocinio e i relativi costi saranno a carico dello Stato, ma sempre se vinci la causa. Se la perdi, invece, devi pagare il tuo difensore e, in caso di condanna alle spese, anche quello dell’avversario. Questo vale tanto per le cause civili, che per quelle penali e amministrative. In pratica, il cittadino con reddito basso sceglie il proprio avvocato che deve essere iscritto in apposito elenco e presenta la richiesta di accesso al beneficio del gratuito patrocinio con l’autocertificazione del proprio reddito e, dopo di ciò, non deve preoccuparsi più né di spese vive, né di tasse, né di consulenti tecnici d’ufficio.

Si deve tener ben presente che l’Avvocato che aderisce al gratuito è comunque una specie di benefattore in quanto le spese di viaggio per recarsi alle udienze ( soprattutto chi è in una zona, come noi di Viareggio, in cui non c’è più il tribunale) se le paga da sé, riscuoterà una parcella dimezzata a fine lavoro e gli ci vorrà almeno un anno e mezzo per riscuoterla affrontando una procedura per la liquidazione che è tutt’altro che veloce ed automatica.

Quindi la regola è che quando ci si rivolge ad un avvocato “gratuito” bisogna comunque aver rispetto per il suo lavoro e non perché è gratis e…tanto non costa nulla….stalkerizzarlo con telefonate, whatsap e richieste di 1000 incontri allo studio: chi è nel gratuito come il sottoscritto sa che non a caso faccio queste affermazioni.

Ma inoltre, in questi periodi, molti clienti dichiarano di non aver soldi e di poter accedere al gratuito quando invece non ne hanno i requisiti.

Quindi, cercando di far chiarezza, andiamo una volta per tutte a vedere quali sono i limiti di reddito e come si calcolano.

Per accedere al gratuito patrocinio bisogna non superare una soglia di reddito che viene aggiornata ogni due anni (l’ultimo aggiornamento, risalente al 2015, è di 11.528,41 euro).

Ma come si calcola tale limite di reddito?

Per calcolare il reddito:

– vanno conteggiati anche i redditi che per legge sono esenti dall’Irpef o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva;

– se il richiedente convive con il coniuge o con altri familiari si sommano ai suoi redditi quelli di ogni componente della famiglia.

La giurisprudenza comprende in tale calcolo anche i redditi di chi, pur non essendo legato da vincoli di parentela o affinità, convive con il richiedente e contribuisce dal punto di vista economico e collaborativo alla vita in comune. Non si sommano invece i redditi del familiare che, pur risultando fiscalmente a carico del richiedente, non convive con lui.

Quando però sono in contestazione i diritti della personalità o quando gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri membri del nucleo familiare con lui conviventi, si tiene conto del solo reddito personale (si pensi alla causa di separazione o divorzio).

Inoltre, il limite del reddito per accedere al patrocinio a spese dello Stato deve intendersi al netto degli oneri deducibili ma non degli oneri detraibili.

Ai fini dell’ammissione all’agevolazione, il reddito quindi va decurtato dagli oneri deducibili. Secondo la Suprema Corte, infatti, è più aderente alla lettera della norma l’interpretazione secondo la quale gli oneri deducibili debbano essere considerati a differenza delle detrazioni di imposta. Le detrazioni di imposta infatti abbattono l’imposta dovuta ma non concorrono alla determinazione del reddito imponibile.

Vediamo la differenza tra oneri deducibili e detraibili.

Il Fisco consente ai contribuenti di ottenere sconti sulle imposte sui redditi, scalando dai redditi stessi alcuni tipi di spese di particolare rilevanza sociale. Tali spese sono divise in due categorie:

  • Gli oneri “deducibili”, ovvero le spese che possono essere sottratte al reddito prima di calcolare l’imposta da pagare;
  • Le spese “detraibili”, che invece possono essere sottratte direttamente alle imposte da pagare, diminuendone così l’importo.

Per essere considerate nella dichiarazione, le spese devono essere state sostenute nel corso dell’anno per il quale essa viene presentata.

Per fare un esempio sono deducibili le seguenti spese:

spese comprese nel bonus mobili

spese comprese nell’ecobonus elettrodomestici;

spese mediche relative a prestazioni mediche;

Sono detraibili, invece:

  • ticket del Servizio Sanitario Nazionale;
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • riscatto degli anni di laurea;
  • ricongiungimento dei contributi previdenziali.​

 

Anche l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in base alle norme tributarie il reddito da computarsi ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è il reddito complessivo al netto degli oneri deducibili

Altra regola da tenere in considerazione e valevole nella cause civili è che ovviamente bisogna comunque agire per la lesione di un proprio diritto e non si potrà—visto che è gratis…..proporre azioni pretestuose ed infondate. Su questo punto proprio nella istanza di richiesta di gratuito andranno specificate le ragioni del proprio diritto e del perché si vuole fare causa. Ovviamente casi diversi sono quelli in cui si è chiamati in giudizio o nel caso di procedimento penale.

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CategoryDiritto Civile
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