Quando i nonni non hanno il diritto di visita

Non sempre il diritto di visita dei nonni nei confronti del nipote deve essere garantito e questo è un errore in cui spesso incorrono le persone che si rivolgono al Tribunale.

Infatti si tende a credere che la norma che disciplina il diritto di visita dei nonni sia una norma in qualche modo imperativa nel senso che nessuno si possa opporre alla stessa perché “ così è scritto e così deve essere” quando in realtà si tralascia il fatto che la stessa è stata dettata sempre e SOLO nell’interesse del minore.

Qualora la frequentazione del nipote con i nonni non sia in linea con l’interesse del minore, con il suo crescere sereno ed in pratica gli sia nocivo, i nonni non avranno alcun diritto di visita ma anzi gli sarà impedito di frequentare il minore.

Bisogna prima di tutto sganciarsi dall’idea del nonno buono che spesso siamo indotti a credere per le nostre rimembranze fiabesche perché, a volte, vi sono persone che usano i nipoti per sfogare rancori propri con il genero e/o peggio con i figli/figlie.

Sul tema vi erano già state decisioni che negavano il diritto di vista dei nonni come ad esempio la sentenza del 2016 emessa dal Tribunale dei Minorenni di Venezia

Una recente sentenza del Tribunale dei Minorenni conferma questa tesi dando ragione ai genitori di un minore che mi sono trovato ad assistere.

Nel corso del procedimento era emerso, dalla relazione del servizio sociale, che i genitori del minore erano persone che avevano sempre cercato di creare per il figlio uno spazio famigliare sereno e tranquillo, essendo presenti e fin troppo attenti alle necessità del minore e sempre pronti ad accogliere gli eventuali segnali di disagio. Per quanto riguarda gli incontri tra il minore e i nonni, i genitori li avevano sempre ritenuti deleteri per il bambino a causa della personalità degli stessi e della loro tendenza ad ingerirsi nella loro vita famigliare con continui litigi e tensioni. Se i nonni prendevano una decisione che non era conforme a quella dei genitori ciò era motivo di ingiurie anche dinanzi al bambino non accettando, gli anziani, rifiuti né tantomeno riconoscendo l’autorità dei genitori.

La madre del minore aveva più volte rappresentato all’assistente sociale di essere stata più volte screditata nelle sue funzioni genitoriali anche di fronte al bambino lamentando un atteggiamento dei nonni a dir poco intrusivo nel menage famigliare.

Quello che è emerso nel corso del procedimento e che ha portato alla sentenza di diniego del diritto di visita è stato che i nonni hanno sempre nutrito un forte risentimento nei confronti della figlia.

L’art. 317 bis c.c. intestato “rapporti con gli ascendenti” non attribuisce ai nonni un diritto assoluto bensì un diritto a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni che trova un limite fisiologico nell’interesse del minore ad una crescita serena ed equilibrata. E’ indubbio che sarebbe sempre importante, per il bene del minore, poter godere di un sereno rapporto con tutti i suoi parenti ma se la conflittualità tra genitori del ragazzo e nonni mina la serenità del rapporti, non si può non tenere in considerazione gli interessi del minore proprio in quanto il diritto di visita dei nonni deve essere funzionale a questo.

Nel corso del procedimento preso ad esempio emergeva chiaramente che l’imposizione di incontri con i nonni materni, sia pure con le opportune cautele, avrebbe comunque minato la serenità del minore tanto che questi era persino spaventato dall’idea di incontrare i nonni. Pertanto il Tribunale dei Minorenni di Firenze decideva impedendo il diritto di vista dei nonni nell’interesse di una crescita serena del minore.

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