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L’Influenza della politica nella magistratura

L’influenza della politica nella magistratura è reale?

Questa è la riflessione di questo post nata da una vicenda di questi giorni.

Ma….partiamo dall’inizio.

La magistratura – si dice – è indipendente, fuori dalla politica proprio per garantire quella imparzialità di giudizio che sarebbe doverosa…..il condizionale è d’obbligo!

Nella realtà abbiamo assistito diverse volte ad influenze della magistratura nella politica come nel caso delle c.d. “toghe rotte” e sappiamo tutti che la strada è comunque a doppio senso.

Molte sono le cose che non si sanno e ciò avviene, come in tutte le cose, anche nei Tribunali ma come si dice occhio non vede…cuore non duole e quindi si continua a credere nella giustizia coltivando i nostri ideali.

Vi sono alcune volte, però, chei fatti portano a riflettere anche perché poi a rimetterci è sempre il cittadino: come si dice a pensar male si fa peccato ma non si sbaglia.

UN CASO CHE FA RIFLETTERE

E’ di questi giorni, appunto, un caso che fa riflettere e che mi ha portato, pertanto, a scrivere questo post che rimane comunque opinione personale e non vuole assurgere a verità.

La questione riguarda il processo per adunanza sediziosa che ha visto 25 persone imputate, tutte assolte, per l’episodio occorso a Viareggio durante la manifestazione di Salvini, processo ormai noto almeno in Versilia in quanto oggetto di cronaca nei vari quotidiani.

Era il 2015, quando Salvini venne a Viareggio per una manifestazione.

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Durante la manifestazione vi furono molte contestazioni e vennero lanciati anche oggetti contro il palco ove Salvini teneva il dibattito e la sua auto.

La Procura aprì (giustamente) pertanto un fascicolo per adunanza sediziosa e qui commise, però, un gravissimo errore in quanto non vennero portati a processo i veri responsabili (mai individuati) ma delle persone che erano sì presenti ma nulla aveva fatto: persone però già conosciute alle forze dell’ordine.

Tra gli imputati, infatti, vi era un mio assistito che venne portato a processo solo in quanto, appunto, era conosciuto alle forze dell’ordine per far parte degli Ultras di Viareggio: non vi erano foto, documenti, testimonianze o quant’altro che lo potessero veder coinvolto in qualche comportamento sedizioso anche perché non aveva commesso veramente nulla.

L'influenza della politica nella magistratura

Nonostante la totale assenza di prove il mio cliente, assieme ad altre 24 persone, veniva processato (qui si dovrebbe aprire tutto un capitolo su come, con troppa facilità, si rinviino le persone a giudizio da parte della Procura e come il cittadino debba spesso affrontare un processo pagando di tasca propria gli errori altrui)

Ma torniamo al tema del post.

Il processo si svolse a Lucca dinanzi al giudice dott. Boragine ( persona e magistrato davvero encomiabile e di grande umanità ed intelligenza) il quale assolse tutti gli imputati per assenza di prove in merito al reato che era stato loro contestato e cioè quello di adunanza sediziosa.

L’assoluzione provocò un finimondo.

L’onorevole Salvini pubblicava un post su Facebook criticando l’operato del giudice a cui seguirono moltissimi altri commenti anche con toni minacciosi nei confronti del dott. Boragine che aveva deciso – ripeto – le sorti del procedimento penale applicando la norma e con estrema onestà intellettuale.

Il giudice in questione venne persino messo sotto scorta per questi fatti avendo tutto ciò dell’incredibile!

Comunque sia il processo era terminato, la sentenza era divenuta irrevocabile in quanto la Procura non aveva proposto appello e la questione finita!

Giusto?

SBAGLIATO!

E’ sabato 9 agosto (2019) ed il mio cliente mi chiama al telefono facendomi presente che la Procura aveva in corso un’altra indagine bis sempre per la medesima storia, notizia appresa dal giornale.

II pratica si rinizia daccapo e tutte le 25 persone che avevano già affrontato il processo ed erano state assolte si sono viste notificare nuovamente l’avviso di conclusione delle indagini.

Questo il capo di imputazione:

del delitto p.e.p. dagli art. 110 e 610 c.1 e 2 con riferimento all’art. 339 c.p. perché in concorso tra loro nonché eventualmente anche con altri rimasti non identificati e quindi agendo in più persone riunite, in occasione di preordinata manifestazione elettorale in un gazebo allestito nei pressi del mercato rionale di piazza Cavour, nel corso della quale avrebbe dovuto tenere un discorso l’ on. Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord e deputato europeo per sostenere la candidatura di Massimiliano Baldini alle elezioni comunali e di Claudio Borghi alle elezioni regionali che si sarebbero tenute il 31 maggio 2015, con violenza e minaccia consistite nell’urlare ad alta voce ovvero con con un megafono slogan di protesta, utilizzare fischietti e trombe da stadio, lanciare oggetti di vario tipo, fronteggiare il cordone di sicurezza messo in atto dalle forze dell’ordine avanzando in massa compatta, impedendo materialmente al detto esponente politico di tenere il previsto comizio, anche al fine di evitare che la crescente tensione potesse sfociare in episodi di pericolo per le atre persone – tra cui famiglie con minori – in attesa, costringevano lo stesso a decidere di non tenere il previsto comizio nei pressi del predetto gazebo, determinandolo a non tenere il proprio discorso in quel luogo (rimandandolo ad altra manifestazione che si sarebbe tenuta nel corso dello stesso pomeriggio in piazza Margherita, zona passeggiata a mare della medesima città” In Viareggio, piazza Cavour, il 15 maggio 2015 ore 17.00 circa.

Quindi, oggi, il reato contestato è quello di violenza privata con l’aggravante del 339 c.p.ma i fatti sono gli stessi del precedente processo così come le prove.

La riapertura del caso, anche in quanto non si tratta certamente di fatti di così grave rilevanza fa riflettere che dietro a tutto ciò vi potrebbe essere lo zampino della politica quantomeno del personaggio coinvolto: poiché si parla dell’on. Salvini si riapre il caso.

Il modus procedendi della Procura

Il fatto che la Procura abbia preso gli atti del precedente processo, le stesse prove e ne abbia solo cambiato il capo di imputazione è fatto evidente ma bisogna domandarci perché lo abbia fatto.

L’evidenza si evince chiaramente dal fatto che anche in questo procedimento, come si può notare dalla lettura del 415 bis, c viene portata a processo anche la sig.ra Valleroni Cinzia quando il giudice precedente, nella propria sentenza, aveva dichiarato l’estinzione del reato per decesso.

Ora è pur vero che con la riforma della giustizia si è voluto dare meno spazio all’istituto della prescrizione ma perseguire una persona anche nella tomba mi sembra proprio una esagerazione!

Il fatto che si proceda comunque per fatti di gravità minore ove non vi dovrebbero essere riaperture di processi e/o di indagini da parte della procura una volta che è intervenuta una sentenza passata in giudicato sul medesimo fatto ( come sempre avviene) e la circostanza che la Procura ha fotocopiato gli atti del precedente processo sono elementi che fanno pensare: che poi i fatti occorsi il 15 maggio 2015 si vogliano inquadrare in una diversa fattispecie criminosa per cercare di far entrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta è altra questione non proprio conforme a giustizia.

Altra questione è che la Procura porta a processo anche stavolta le stesse 25 persone di prima senza prove: è giustizia che costoro subiscano un altro processo spendendo denaro e che non vi sia responsabilità da parte della magistratura che è causa di tutto ciò?

Quando gli imputati vennero assolti lo stesso Salvini aprì su Facebook una polemica sulla sentenza e…..guarda caso…… l’indagine viene riaperta.

Quante polemiche vi sono per sentenze ingiuste da parte di genitori o parenti che hanno perso i loro cari per un reato eppure i processi non si riaprono?

Non credo che ciò sarebbe accaduto se la persona interessata non fosse stata Salvini.

In una Italia ove nemmeno le questioni più gravi a volte sono oggetto di riesame attento c’è da domandarsi perché un caso minore come questo sia stato oggetto di tanta attenzione da parte della Procura.

Non si può sapere né dire se vi sia stata influenza da parte della politica oppure se semplicemente la caratura del personaggio Salvini abbia indotto la Procura ad aprire nuovamente il fascicolo: ognuno sarà libero – giustamente – di fare le proprie deduzioni

Ironicamente e per sdrammatizzare mi viene in mente una scena del film Schinderlist ove il comandante Amon Goethe delle SS chiede ad una fila di ebrei messi in riga, sotto minaccia di fucilazione, chi aveva rubato del cibo. Un ebreo – a caso – viene fucilato in quanto alla domanda non vi fu risposta, facendo così intendere che ad altra mancata risposta un altro ebreo sarebbe stato nuovamente fucilato. Nuovamente il comandante Goethe pone alla fila di ebrei a rischio di decimazione la medesima domanda e stavolta un ragazzo si fa avanti alzando la mano e dicendo: ” è stato lui” indicando la persona morta giacente a terra.

Questa potrebbe essere una linea di difesa da parte dei 24 indagati portati a processo da una autorità che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno alla morte.

Se hai bisogno di assistenza scrivi a

info@bartolinistudiolegale.com

sarò pronto ad ascoltarti e difendere i tuoi diritti

Avv. Fabrizio Bartolini

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