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Persona offesa: quali sono i suoi diritti ?

Persona offesa :quali diritti ha? Cosa deve conoscere chi è stato vittima?

Vediamo assieme quali sono i diritti di chi è vittima di un reato

Se sei stato persona offesa ? Se la risposta è si, questo articolo potrà essere particolarmente utile.Preliminarmente va detto che nel caso di morte della vittima i diritti della persona offesa sono comunque esercitati dai prossimi congiunti ( e cioè gli eredi). Chi sono i prossimi congiunti? Sono i genitori, figli e fratelli, i coniuge ed i suoi genitori e fratelli, gli zii ed i nipoti.

L’art. 101 del codice di procedura penale prevede che fin dall’inizio del procedimento penale il Pubblico Ministero e la Polizia Giudiziaria debbano informare la persona offesa della facoltà di nominare un proprio difensore considerando anche che se la vittima ha un reddito inferiore al limite di legge può usufruire del beneficio del gratuito patrocinio a spese dello Stato ( euro 11.528,41 euro all’anno più euro 1032,91 per ogni componente della famiglia) e quindi sarà lo Stato a pagargli l’avvocato.

Forse non tutti sanno che per alcuni reati questo diritto di avere un avvocato pagato dallo Stato si applica indipendentemente dal reddito, ma su questo punto ci torneremo più avanti.

La persona offesa può avere più o meno diritti a seconda del reato subito e quindi distingueremo i diritti della persona offesa da qualsiasi reato da quelli della persona offesa per reati commessi con violenza sulla persona.

    1. Diritti della persona offesa da qualsiasi reato. Spesso un procedimento nasce con una querela che , tranne i casi di reati procedibili d’ufficio, può essere ritirata in qualsiasi momento. Il procedimento che nasce dalla querela può portare o a un decreto di citazione a giudizio o ad una richiesta di archiviazione da parte del PM, archiviazione che può anche essere chiesta per tenuità del fatto ai sensi dell’art. 131 bis c.p., previo avviso alla persona offesa e all’indagato. Entro 10 gg. dalla richiesta di archiviazione la persona offesa potrà prendere conoscenza di ciò che ha fatto il PM ( quali indagini ha svolto) e del perchè questi ritenga necessario provvedere alla archiviazione. La vittima potrà anche opporsi a tale richiesta con apposito atto da presentarsi sempre nel termine di 10 gg. termine però non perentorio. La vittima del reato può anche presentare degli scritti difensivi ed indicare degli elementi di prova. Questo diritto è molto importante e non va sottovalutato e potrà essere esercitato sia nella fase di indagine che in quella processuale ( si badi bene che nella fase processuale la persona offesa può costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento dei danni patiti). Spesso accade che presentata la querela per diverso tempo non se ne sappia più nulla. La vittima potrà, pertanto, verificare se la Procura abbia o meno aperto un procedimento presentando una domanda in segreteria. Qualora poi il PM ritenga di procedere con accertamenti tecnici non ripetibili ( una consulenza quale ad esempio quella medica per accertare le violenze subite ) dovrà darne notizia anche alla persona offesa che potrà partecipare all’operazione anche con i propri consulenti. Ma inoltre potrà essere la stessa persona offesa a dare impulso a questo accertamento e cioè chiedendo un incidente probatorio al PM per prove che possono essere a rischio. Inoltre se la vittima è di nazionalità straniera avrà diritto di chiedere la traduzione degli atti che possano essergli utili per esercitare i propri diritti nonchè di essere sentita con l’ausilio di un traduttore. In alcuni casi la vittima del reato si deve però fare parte attiva e promuovere delle richieste specifiche e precisamente deve chiedere di essere informata: della richiesta di proroga delle indagini preliminari – della richiesta di archiviazione. Nel caso si inizi il processo la comunicazione della prima udienza dovrà essere notificata anche alla persona offesa ma se questa non si presenterà si dovrà fare parte diligente per informarsi delle date delle successive udienze in quanto nulla le sarà più notificato ( almeno che non debba essere sentita come teste). Se la vittima ha sostenuto delle spese per partecipare al procedimento penale ( spese di viaggio) potrà rivolgersi alla segreteria della Procura della Repubblica per chiedere il rimborso e se le spese le ha sostenute in quanto citata come testimone dovrà fare la predetta richiesta in Cancelleria del Tribunale.  Seppur la persona offesa non abbia l’obbligo di partecipare alle udienza alla stessa è data facoltà di vedere tutti gli atti del procedimento e di farne copia ( si ricordi che in fase di indagine questo non è possibile in quanto gli atti sono coperti da segreto). Come già accennato la vittima può costituirsi parte civile nel processo e chiedere il risarcimento danni. Questo è molto importante perchè la vittima si farà parte attiva, con il proprio avvocato, del procedimento, indicando testimoni, esaminandoli, contro-esaminando i testi della difesa e accusa ecc. Una volta nominato il difensore gli avvisi previsti dalla legge verranno fatti direttamente al proprio legale.
  1. Diritti della persona offesa per reati commessi con violenza sulla persona. In questi casi la vittima ha bisogno e diritto di maggior tutela. Pertanto la persona offesa potrà ottenere misure di protezione qualora si trovi in una situazione di particolare vulnerabilità. Infatti i reati commessi con violenza sulla persona possono comportare effetti traumatici e pertanto la vittima potrà rivolgersi all’ASL ( es. consultorio familiare) o al Comune di residenza ( servizi sociali). Se tra le vittime vi sono minorenni si dovrà effettuare la segnalazione anche al Tribunale dei Minorenni che valuterà la situazione e gli interventi di tutela. Le vittime di violenza domestica hanno diritto ad ottenere informazioni dalle forze dell’ordine fin dal momento della denuncia, sui centri anti violenza previsti sul territorio. Alcuni centri antiviolenza – è bene sapere – hanno dei luoghi protetti ove le vittime possono essere accolte per sfuggire ad ulteriori violenze. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha istituito un numero verde proprio per dare tali informazioni ( n. verde 1522). Se poi la vittima si trova in particolare difficoltà potrà essere assistita anche da un amministratore di sostegno presentando apposita domanda oppure facendolo presente al PM che autonomamente presenterà il relativo ricorso in Tribunale. Spesso, nei casi più gravi, proprio per proteggere la vittima vengono disposte delle misure cautelari nei confronti dell’autore del reato ed è importante sapere che la persona offesa può chiedere che il giudice, con il provvedimento con il quale ad esempio dispone l’allontanamento dalla casa familiare, obblighi l’autore del reato al pagamento di un assegno di mantenimento. Inoltre in caso ne faccia richiesta la vittima potrà essere avvertita in caso di scarcerazione od evasione del reo. Esiste anche un procedimento civile che può essere azionato dalla vittima per chiedere che venga disposto un ordine di protezione che vieti all’autore del reato di avvicinarsi alla vittima.La vittima di reati violenti ha diritto, poi, di avere notizie delle richieste di revoca o sostituzione delle misure cautelari applicate all’autore del reato e potrà far conoscere il suo parere con memorie difensive. Non va dimenticato che queste informazioni sono fornite solo alla persona offesa che abbia fatto elezione di domicilio o abbia nominato un difensore. La persona offesa, nel caso di reati commessi con violenza alla persona, dovrà essere sempre informata in caso di archiviazione anche se non ne ha fatto richiesta e dispone di 20 gg. ( nell’altro caso erano 10) per prendere visione degli atti. Inoltre nel caso di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, violenza ecc. qualora la persona offesa sia particolarmente vulnerabile, potrà testimoniare in modalità protetta ( come avviene – sempre – in caso di testimonianza di minori). Qualora si sia subito il reato di maltrattamenti anche contro familiari o conviventi, violenza sessuale, stalking si avrà sempre diritto al gratuito patrocinio.

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57 commenti su “Persona offesa: quali sono i suoi diritti ?”

  1. Buongiorno,
    A seguito di un processo,con la sentenza notificata un 5 mesi fa,subito dopo, ho querelato nuovamente la stessa persona,per calunnia,diffamazione e falsa testimonianza.
    Nella querela,ho presentato l’accaduto,chiedendone formale punizione per i reati ravvisati ma non ho chiesto di costituirmi anche parte civile per il risarcimento dei danni e spese sostenute durante il primo processo.Mi indicate per cortesia se per legge avrei dovuto specificare che voglio costituirmi parte civile in penale,oppure,è una cosa che avviene automaticamente?
    In che fase avviene il risarcimento?Nel caso dovesse farne domanda di risarcimento,ci sono scadenze?
    Chiedendo al giudice la formale punizione,si va ugualmente al giudice di pace?
    Inoltre, ho nominato il difensore ma non ho chiesto di ricevere le notifiche di indagine preliminare e percorso.E’ un problema?
    E un’altra cosa:Nel processo precedente,c’è stato il tentativo di risarcimento.La busta coi soldi è rimasta al difensore,in quanto non accettata da me,ed inviata con il mio consenso al mittente.Nella querela che ho appena fatto,ho indicato anche questo ma non capisco se il reato che si voleva risarcire è estinto,oppure,se andrà processato con il nuovo procedimento penale.
    In attesa di una vostra cortese risposta,porgo saluti cordiali
    GF

    • Non è necessario che nella querela indichi la volontà di costituirsi parte civile in quanto ciò dovrà essere fatto al processo e precisamente sino alla apertura del dibattimento. Quindi sicuramente dovrà costituirsi parte civile per il tramite di difensore ma non in questa fase di indagine ma bensì successivamente quando riceverà il decreto di citazione a giudizio con cui verrà fissata l’udienza dibattimentale.
      Il risarcimento avverrà una volta che vi sarà sentenza passata in giudicato e poichè nel penale l’azione civile è secondaria è anche possibile che il giudice penale rimetta per la quantificazione al giudice civile.
      La domanda di risarcimento pertanto la farà al momento della costituzione della parte civile e nel deposito delle conclusioni alla fine del processo.
      Non avendo chiesto di ricevere le notifiche di indagine il problema sussiste in quanto qualora il procedimento venisse archiviato non ne avrebbe notizia. Pertanto sarà ora suo onere di andare ad accertarsi in Procura, periodicamente, a che punto sia il procedimento in corso.
      Il tentativo di risarcimento è stato fatto in quanto vi è un nuovo istituto che, in caso di risarcimento, se ritenuto congruo dal giudice si estingue il reato. Non aveva necessità di enunciare questo fatto in querela anche se poteva essere già una prova della ammissione di responsabilità di controparte.
      Mi sento di consigliarle però visto che da quanto si evince dalla sua la querela è stata da lei presentata senza l’apporto di un professionista e quindi da autodidatta di affidarsi ad un legale in quanto la fase è sicuramente delicata ed anche la redazione della querela, se ben fatta, può incidere considerevolmente nello svolgimento delle indagini. Compiere un errore già in queste fasi può voler dire veder non soddisfatti i propri diritti

  2. Buongiorno,
    A seguito di un processo,con la sentenza notificata un 5 mesi fa,subito dopo, ho querelato nuovamente la stessa persona,per calunnia,diffamazione e falsa testimonianza.
    Nella querela,ho presentato l’accaduto,chiedendone formale punizione per i reati ravvisati ma non ho chiesto di costituirmi anche parte civile per il risarcimento dei danni e spese sostenute durante il primo processo.Mi indicate per cortesia se per legge avrei dovuto specificare che voglio costituirmi parte civile in penale,oppure,è una cosa che avviene automaticamente?
    In che fase avviene il risarcimento?Nel caso dovesse farne domanda di risarcimento,ci sono scadenze?
    Chiedendo al giudice la formale punizione,si va ugualmente al giudice di pace?
    Inoltre, ho nominato il difensore ma non ho chiesto di ricevere le notifiche di indagine preliminare e percorso.E’ un problema?
    E un’altra cosa:Nel processo precedente,c’è stato il tentativo di risarcimento per il reato di minacce.La busta coi soldi è rimasta al difensore,in quanto non accettata da me,ed inviata con il mio consenso al mittente.Nella querela che ho appena fatto,ho indicato anche questo ma non capisco se il reato di minacce è estinto,oppure,se andrà processato con il nuovo procedimento penale.
    In attesa di una vostra cortese risposta,porgo saluti cordiali
    GF

  3. Un anno fá ho presentato querela per truffa. Ho verificato in Procura e sono iscritto come parte offesa(335).
    Da quando ho verificato non ho più avuto notizie. La querela è stata scritta dall’arma dei carabinieri e non riportava di essere avvisato in caso di archiviazione. Adesso cosa succede?

    • Il fatto che non sia stato inserito di essere avvisato in caso di richiesta di archiviazione è una noia in quanto, qualora l’autorità giudiziaria decidesse di archiviare non se ne avrà notizia con pericolo che scadano i tempi per la eventuale opposizione. Si dovrà pertanto regolarmente andare a controllare in Procura lo stato del procedimento facendo presente che spesso le indagini, anche se ingiustificatamente, durano degli anni. Nel caso invece non venisse chiesta l’archiviazione si dovrà solo attendere il rinvio a giudizio

  4. Buona sera o subito un rito abbreviato e dovrei avere risposta dal giudice sono accusato x stolking che nn o commesso ero disturbato e agivo x difesa cosi mi anno denunciato ma loro nn si sono presentati al giudizio abbr di primo grado in piu il pm legge gli atti e dice che le persone offese nn anno mai detto che sia stato io a commmettere dei danni solo ipotesi qst persone denunciandomi x stolking erano loro a essere nei posti frequentati da me persino su posto di lavoro adesso da 5 mesi mi trovo con I domociliari e misure cautelari a casa aspetto il verdetto del giudice secondo lei difronte a tutto qst cosa fare il giudice mi puo condannare o puo assolvermi

    • Per poterle dare una risposta bisogna leggere gli atti del processo perché altrimenti è impossibile. Stando a quello che mi riferisce però parrebbero esservi buone possibikita di assoluzione

  5. Buongiorno sono stata vittima di maltrattamenti in famiglia fino a tutto il 2011. il procedimento davanti al gup è stato rinviato al pm in quanto non era esplicitata chiaramente dallo stesso la declaratoria del reato, definita troppo generica nei fatti. il pm è ricorso in Cassazione la quale gli ha dato ragione, per cui si torna davanti al gup con la richiesta di rinvio a giudizio. la data fissata è il 15 gennaio. in tutto questo sono trascorsi 7 anni. Ormai per fortuna nella mia vita è tornata la serenità, per questo, visto che si è proceduto d’ufficio, io non mi sono costituita parte civile perché vorrei che questa storia finisse una buona volta in quanto l’imputato è il padre di mia figlia e da allora ha sempre rigato dritto, e tutto questo sta togliendo serenità alla bambina, ora 14 enne. le chiedo: ci sono gli estremi per la prescrizione? Sarebbe utile che io scrivessi una lettera accorata al Pm sottolineando che ho perdonato l’uomo in questione visto che con la figlia è bravo ed è passato tanto tempo? grazie!

    • Scrivere al Pm non serve a nulla in quanto questi non procede secondo suo arbitrio ma secondo legge ed è obbligato quindi a proseguire nella azione qualora sussista un reato penale. Se il reato di maltrattamenti è stato contestato nella ipotesi semplice di cui al primo comma sicuramente il procedimento andrà in prescrizione. Se invece vi è il secondo comma comportando ciò un aumento di pena il procedimento potrebbe non prescriversi.

  6. Salve vorrei porle una domanda,sono stata vittima di maltrattamenti in famiglia per 22 anni prima come convivente e da 2 anni come moglie abbiamo un figlio di 13 anni,ho denunciato a giugno 2018 ma sotto le sue pressioni e la mia dipendenza psicologica da mio marito ho ritirato la denuncia e esposto delle memorie costretta da lui e dal suo avvocato.Lui è stato rinviato a giudizio immediato e posto subito agli arresti domiciliari(forse perchè pregiudicato) poi convertiti in allontanamento e obbligo di firma.Abbiamo provato a ricostruire il rapporto ma subito dopo la mia testimonianza avvenuta il 5 dicembre 2018 lui è tornato ad essere il violento di prima e a minacciarmi posto nuovamente agli arresti domiciliari, ho sporto nuovamente denuncia,e mi sono rivolta al centro antiviolenza del mio paese,come posso far valere i miei diritti e partecipare attivamente al processo nn essendomi dichiarata parte civile dopo aver rimesso la prima denuncia?Grazie

    • Tengo preliminarmente a farle presente tutto il mio sostegno per quanto sta subendo. Andando a rispondere alle sue domande, il fatto che lei abbia rimesso le denunce non vuol dire certamente che se ci sarà un processo non si potrà costituire parte civile potendo sempre farlo nei termini però previsti dal nostro codice di procedura penale e cioè sino all’apertura del dibattimento. Quindi se lei ha sporto nuovamente denuncia si aprirà un nuovo processo penale e lì dovrà costituirsi parte civile. Qualora, invece, vi fosse già un processo penale in corso e fosse decaduta dalla costituzione potrà sempre presentare memoria ed osservazioni al pubblico ministero. Inoltre qualsiasi cosa dovesse subire oltre a quelle già denunciate dovranno essere oggetto di nuova denuncia. Se ha bisogno di assistenza il nostro Studio è disponibile a darle tutte il proprio appoggio ed assistenza .

  7. Buongiorno,
    a gennaio dell’anno scorso ho denunciato il mio ex marito per stalking facendomi assistere da un’avvocata che avrebbe fatto richiesta di gratuito patrocinio.
    A settembre di quest’anno la mia denuncia è stata archiviata e l’avvocata ha preteso il suo compenso spiegandomi che in caso di archiviazione il gratuito patrocinio decade.
    Ho pagato e ho richiesto che mi venisse data copia della richiesta (con eventuale relativo rigetto o accoglimento della domanda) ma la mia avvocata dice che, ad oggi, non le è stato notificato nulla.
    Chiedo se sia una situazione attendibile oppure se la mia avvocata mi abbia estorto soldi quando in realtà avevo comunque diritto ad una assistenza economica da parte dello stato.
    Il tribunale è quello di Milano.
    Grazie delle risposte che vorrete darmi.

    • Il suo avvocato non le ha estorto i soldi in quanto è vero che nel caso di archiviazione non si può chiedere il gratuito. Sul fatto poi che il procedimento sia archiviato, non entrando nel merito della questione anche perché non conosco gli atti, v’è da dire che è il procuratore che decide se proporre archiviazione avverso la quale, però, può essere fatta opposizione.
      Una cosa non mi torna…se non ha ricevuto la notifica come fa a sapere che è stato archiviato?

  8. Buongiorno, grazie per la puntuale risposta.
    La notifica dell’archiviazione è arrivata a settembre e non abbiamo fatto opposizione.
    Io l’altro giorno ho chiesto alla mia avvocata che mi venisse data copia della richiesta di gratuito patrocinio ma lei mi ha risposto che, ad oggi, non le è stato notificato nulla sul relativo rigetto o accoglimento della domanda.
    E’ possibile?
    Grazie

    • Non conosco gli atti ma non avendo fatto opposizione avete in pratica accettato l’archiviazione.
      Può darsi che al suo avvocato non le sia stato ancora notificato nulla in merito al gratuito poichè viene inoltrato telematicamente e corre diverso tempo prima della notifica. Ritengo però che visto che il procedimento è chiuso avere l’ammissione o meno sia inutile.

  9. Buongiorno, sono stato vittima di una truffa online ed ho avuto una copia del decreto di citazione a giudizio davanti al tribunale. Vorrei capire se, come parte offesa, debba presentarmi quel giorno oppure possa decidere di non farlo senza eventuali ripercussioni nei miei confronti.
    E, nel caso decida di presentarmi, devo nominare un avvocato oppure posso anche non farlo?

    • La prima convocazione è cioè la prima udienza di solito è una udienza di smistamento e non vengono sentiti i testimoni ( se del caso riceverà comunque un atto di intimazione a testi). E’ però l’udienza in cui lei si potrà costituire parte civile e chiedere eventuali danni. Quindi solo nel caso di costituzione di parte civile dovrà rivolgersi ad un legale mentre se rinuncia a tale possibilità non avrà bisogno di assistenza.
      L’obbligo di comparire in udienza scatta quando verrà sentito come testimone ma in quel caso – ripeto – le verrà notificato un atto di intimazione a testi contentente anche l’avvisio della sanzioni comminabili nel caso non si presenti

  10. buongiorno , mi sono separato 4 anni fa, mi reco a casa del mio ex suocero, dove vive la mamma, ogni weekend per prendere mio figlio. A Gennaio 2018 ho accompagnato mio figlio dalla mamma, casa del mio ex suocero,mentre fermo nel piazzale attendevo mio figlio. mio suocero ha prima cominciato ad inveire e poi si è fiondato in macchina aggredendomi, premetto che ero seduto in macchina al volante con tanto di cintura, ho potuto solo cercare di difendermi. Tornato a casa ho deciso di farmi vedere presso il pronto soccorso dell ospedale di zona, per un dito che si stava rapidamente gonfiando e per una serie di graffi al collo che bruciavano. Da qui poi la decisione di presentare una denuncia. Il mio timore che in quella casa dovrò andare per prendere mio figlio e, potesse accadere di nuovo era molta. Ora mi è stato notificato che devo presentarmi come parte lesa-testimone presso il tribunale, in merito a questo chiedo .

    è opportuno che mi presenti con un avvocato o come è scritto, posso anche andare solo ?
    ed ovviamente la domanda più importante cosa devo aspettarmi ?

    Grazie
    P.

    • A mio avviso è opportuno che si presenti ( tanto dovrà farlo perchè verrà chiamato a testimoniare) e che si costituisca parte civile chiedendo il risarcimento del danno. Questo in quanto se lei lascia che questa situazione passi con un nulla di fatto sarà proprio questo il presupposto perchè ciò possa riaccadere. Se invece suo suocere come ci si deve aspettare verrà condannato penalmente ed al risarcimento del danno, la prossima volta ci penserà 100 volte prima di rifarlo perchè saprà a cosa andrà incontro.
      Quindi lei si dovrà presentare con un legale solo se si vorrà costituire parte civile e chiedere un risarcimento ( cosa che le consiglio).
      Solo qualora arrivasse ad una transazione/accordo su delle questioni pendenti tra lei e la madre di suo figlio ( sempre che vi siano ovviamente) potrebbe condiziare l’accettazione di sue condizioni alla remissione della querela ( sempre che la stessa sia rimettibile e cioè che le lesioni non sia superiori a 20 gg. Di referto).
      In pratica lei ad oggi ha un’arma nei confronti di queste persone che è data dalla tutela giusta dei suoi diritti. Non abbia paura di usare questa arma. Per quanto riguarda suo figlio se è accaduto ciò probabilmente il bimbo è stato già sottoposto a condizionamenti psicologici avendogli quasi sicuramente già parlato male di lei. Anche in questo caso se lei venisse a conoscenza di tale situazione potrebbe agire giudizialmente. Insomma si faccia valere e se ha bisogno di assistenza – non so quale sia il suo luogo di residenza e se questo è un foro dove operiamo – ci contatti e vedremo come poterla assistere per il meglio.

  11. Buonasera , il sono parte lesa non costituita parte civile…c’e Una procedura d’ufficio. l’imputato ha nei miei confronti un ordine di allontanamento siccome ci siamo riappacificati io ho ricontattato personalmente imputato e’ Possibile che venga torno l’otfine Restrittivo? Posso fare io richiesta Visto che io l’ho avvicinato? L’imputato puo chiedere la revoca immediata? Se si con quali modalità? Grazie

    • L’imputato ritengo sia assistito da un suo difensore che potrà pertanto procedere a tutti gli incombenti del caso chiedendo la revoca della misura restrittiva magari allegando una sua dichiarazione a dimostrazione del riappacificamento. E’ però vero che se una persona è da ritenersi pericolosa e tale deve essere visto la misura cautelare applicata non è consigliabile chiedere la revoca

  12. La ringrazio per la risposta, lei dice non e’ Consigliabile in quanto e’ Possibile non venga accettata o perché persona pericolosa per me? Io vorrei che venisse tolto l’ordine restrittivo …

  13. Benvenuto
    Contattaci. Siamo qui per aiutarti
    Ti preghiamo di presentarti:

    gorceaelisaizabella@gmail.com

    Alex
    Buona sera . Qualche mese fa si e chiuso con archiviazione il processo penale che mi ha fatto la mia ex moglie dicendo tantissime bugie quale dalle verifiche del GIP sono risultate fasule e i suoi testimoni hanno dichiarato nel mio favore . Io posso fare la causa di difamazione a mia ex moglie? Il mio avvocato dal ufficio lo doveva pagare lei ? E un altra domanda e se la mia fedina penale e macchiata adesso…Grazie mille

    • Le può fare denuncia per calunnia analizzando la motivazione della assoluzione. L’avvocato di ufficio va pagato da lei e non dalla sua ex. Nel procedimento per calunnia potrà costituirsi però parte civile e chiedere i danni tra cui la spesa sostenuta. Ovviamente essendo stato assolto la fedina penale rimane pulita

  14. Ciao a tutti volevo chiedere un informazione allora vi spiego la mia situazione io ho denunciato il mio ex compagno “padre di mia figlia” gli avevano dato la misura cautelare li ci siamo ripacificati poi abbiamo avuto una lite e poi è iniziato a essere molto pensante come mi seguiva mi tartassa di chiamate veniva sul mio posto di lavoro io ogni volta che veniva chiamavo la polizia un bel giorno sono arrivati gli arresti domiciliari adesso ci sentiamo sempre e ci vediamo lui e cambiato e ne sono sicura!! Io adesso come potrei fare per togliere tutto??? Perche adesso lui si sta comportando bene e si può parlare e tutto però nn so come muovermi vorrei che finisse questa storia e creare una vita insieme con nostra figlia!! Grazie per la risposta

    • Gentile sig.ra per risponderle compiutamente bisognerebbe conoscere gli atti del procedimento penale. Dal poco che mi riferisce essendo stata applicata la misura cautelare il reato ritengo non sia rimettibile perchè procedibile d’ufficio. Solo qualora il reato fosse tra quelli procedibili a querela lei potrebbe rimetterla e chiudere tutto altrimenti il processo dovrà essere fatto. Quindi faccia questo accertamento ed avrà la soluzione alla sua risposta. Grazie per averci contattato

  15. BUONGIORNO,
    nel 2015 sono stato vittima di una truffa che ho denunciato ai Carabinieri.
    Sulla base di detta denuncia il Pubblico Ministero ha disposto la citazione dell’imputato davanti al Tribunale di Roma per il 19 marzo prossimo, dandone comunicazione al sottoscritto.
    In tale data devo presentarmi in Tribunale assistito da un avvocato o posso farne anche a meno?

    Grato per una cortese risposta invio cordiali saluti.

    • Dovrà necessariamente presentarsi senza avvocato almeno che non si voglia costituire parte civile e chiedere i danni

  16. Save, vi scrivo per avere un vostro parere e consiglio. Cinque anni fa ho acquistato un prodotto in un sito ma dopo che hanno trattenuto i soldi, tale sito è scompraso. Anche se paypal mi ha rimborsato i soldi, faci la denucia ai carabinieri. Dopo cinque anni, mi arriva una notifica dal tribunale in cui mi avvisa che sono stati chiuse le indagini preliminari, in tale notifica disopne la citazione dell’imputato davanti al trbunale per rispondere dei reati truffa. Premetto che la lista delle persone offese dal reato siamo una trentina. Non vorrei risarcimento, per cui, non vorrei costituirmi parte civile, anche perchè la somma che mi hanno rubato non ha superato il centinaio di euro. Come dovrei comportarmi? dovrei chiamre un avvocato? dovrei presentarmi tale giorno in aula processuale? devo presentare delle documentazioni? o aspetto solo che se lo vuole il giudice di testimoniare e finisce tutto li?
    Apettando una vostra risposta la ringrazio anticipiatamente.

  17. Buona sera,
    a seguito di una truffa online di cui sono stata vittima, ho ricevuto la comunicazione della prossima udienza di smistamento, da parte della Procura. Non è chiarito se io debba essere presente o meno. Volendomi costituire parte civile, dovrò obbligatoriamente presentarmi? Qualora io non mi presentassi, il processo proseguirebbe comunque e il malfattore riceverebbe ugualmente la pena meritata o il procedimento verrebbe archiviato? Ci sono situazioni (sanitarie ad esempio) per cui, pur costituendosi parte civile, sia giustificata l’assenza? Ultima cosa…qual è il costo inficativo della pratica per costituirsi parte civile? Grazie per la gentilezza. Cordialità. Chiara.

    • All’udienza di smistamento dovrà presentarsi solo il suo legale qualora si voglia costituire parte civile. Se non si presentasse e non si costituisse parte civile ( ovviamente) il processo andrà avanti comunque ma probabilmente verrà chiamato come testimone. Può giustificare l’assenza di chiamata a testimoniare se vi sono impedimenti ma ciò non può procrastinarsi all’infinito anche in quanto andrebbe a suo danno visto che decorrerebbe la prescrizione del reato. Il costo dipende da quanto le chiede il suo avvocato, dalla complessità del processo, dalle udienze che si faranno, ecc: insomma determinare un costo a priori è impossibile.
      Le posso però dire che il ns studio è disponibile comunque ad assisterla concordando con lei sia la cifra per la costituzione che le modalità di pagamento. L’unica cosa da valutare è se il foro è un foro ove operiamo.
      Se ha necessità ci contatti via email a info@bartolinistudiolegale.com e saremo lieti di assisterla

  18. Buongiorno,

    Io sono stato vittima di truffa e ho denunciato ai carabinieri.
    Dopo un anno mi viene notificato un processo preliminare come parte offesa e c’era scritto che non è necessaria la presenza della parte offesa a meno che non si voglia costituire parte civile.
    Io non voglio assolutamente costituirmi parte civile e quindi non mi presento al processo.
    Ora, l’8 aprile ricevo un altro avviso che ora devo andare a ritirare alla casa di Milano riguardante un’udienza di comparizione del 17 giugno. Non so ancora di cosa si tratti e sono un po’ preoccupato.
    Potreste darmi delucidazioni?
    Grazie.

    • Grazie per la risposta celere.
      Ma mi chiedo come mai debba testimoniare dato che non mi sono costituito parte civile. Mi potreste dire il perchè?

    • Semplicemente perchè essendo la persona offesa è al corrente dei fatti e quindi poiché le prove si formano durante il processo è sempre indispensabile sentire chi ha sporto la querela

  19. Buonasera
    In seguito ad una denuncia per appropriazione indebita di un auto, giustamente a me intestata, son passati circa sei anni e il mio legale e altre persone mi riferivano che non si poteva iniziare alcun procedimento fino a che il PM abbia concluso le indagini . Circa 2 mesi fà, in seguito a richiesta del certificato ( forse si chiama 335 o simile ), vengo a scoprire che il PM designato è stato arrestato alcuni anni fa, e mi riferisco al sistema SIRACUSA e questi immischiato. Ad oggi vago per il tribunale e nessuno mi dà risposta. Cosa posso fare e ho capito che vige un clima pesante, e oltretutto la persona che ho denunciato porta una divisa e questo la dice lunga.

    • Deve rifare un 335 come persona offesa. Confermo comunque quello che le aveva riferito il suo legale.
      Probabilmente , non so di che reato si tratta, ma il reato è a rischio di prescrizione

  20. Salve, volevo chiederle può la persona offesa dal reato chiedere di parlare al GIP in prima persona durante l’udienza camerale ( richiesta archiviazione ), o solo tramite il proprio legale assistente?

    Grazie

    • L’udienza dinanzi al Gip come qualsiasi altra udienza penale necessita della assistenza del difensore il quale dovrà esporre le ragioni della persona offesa e proporre opposizione che nel suo caso, da quanto mi dice, sembra già proposta.
      Non è contemplato che la persona offesa possa fare dichiarazioni ( spettando le stesse solo all’indagato) nè tantomeno che possa chiedere di parlare con il giudice in prima persona in quanto si violerebbe uno dei principi cardine del nostro ordinamento e del processo che è fondato sul contraddittorio.
      Pertanto le su opzioni sono due:
      1) affidarsi ad un legale, scelta sicuramente da consigliare
      2) affidarsi alla decisione del giudice ben consapevoli, però, che in questo caso si lascia carta bianca all’altra parte

  21. Salve, sette anni fa,a seguito di una truffa subita, ho sporto denuncia. Il primo processo si doveva svolgere a Cagliari,la mia città, ma è stato rinviato per un errore nell indirizzo dell imputata. Ora sono stata convocata come teste ad un secondo processo penale che avrà luogo a Napoli, città dell’imputata. Volevo sapere se, nel caso in cui la stessa non di presentasse ,io possa essere ascoltata comunque il giorno,dato che perderò tre giorni di lavoro e ho affrontato una spesa non indifferente per potermi recare a Napoli. Non mi potrò costituire parte civile perché non posso permettermi un avvocato e non ho diritto al gratuito patrocinio, perciò mi presenterò da sola e ho paura di non essere ascoltata e dover ripetere questa brutta e dispendiosa esperienza..Grazie infinite

    • Può essere che la sua paura si verifichi ma se il giorno dell’udienza farà presente quanto sopra al giudice penso che l’ascolteranno sicuramente. L’imprevisto può essere un rinvio o un cambio di giudice e questo comporterebbe il ritornare ma sono ipotesi che si possono verificare ma non così frequenti

  22. Salve, di recente sono stato convovato dalla polizia del mio paese e giunto li mi ritrovo che ho truffato una persona di 250 euro tramite un conto gioco realmente da me aperto ma anni e anni addietro e per un prelievo tramite societa di trasferimenti per la somma come detto di 250 euro. Il tutto come spiegato dalla persona che mi ha fatto risulta dalla mia rete del cellulare, io davvero non ne so nulla ed ho dichiarato che non conosco la persona, non uso siti di scommesse, non ho effettuato alcun prelievo e che mi é capitato di smarrire i documenti. Per ora mi hanno fatto confermare il domicilio e mi hanno riferito che la procura mi chiamera ed avro bisogno di un avvocato. Ora visto che la denuncia é stata fatta contro ignoti e visto la cifra irrisoria come la posso risolvere? Un avvocato per una cosa simile mi costera sicuramente ben oltre i 250 euro di cui sarei accusato.Inoltre queste indagini preliminari che durata hanno?
    Resto in attesa di una vs risposta.Grazie in anticipo

    • Le indagini preliminari per codice possono durare al massimo 24 mesi.
      L’unica possibilità che ha di risolvere il caso è contattare chi le ha fatto la denuncia e trovare un accordo per far rimettere la querela ( sempre che il reato che le imputano sia rimettibile).
      Potrebbe anche, stante il poco valore della questione, che sia la stessa Procura ad archiviare il tutto per tenuità del fatto od anche perchè al termine delle indagini non ritiene sussistere alcuna sua responsabilità.
      Qualora invece quanto sopra non si verificasse la Procura la porterà a giudizio e dovrà pertanto rivolgersi ad un avvocato necessariamente. Anche qualora non volesse nominare un difensore di fiducia le verrà nominato un difensore di ufficio che dovrà comunque essere pagato da lei.
      Quindi per il momento non farei nulla ed attenderei gli sviluppi della Procura. Se le invieranno un’avviso di conclusione delle indagini allorà dovrà rivolgersi da un legale. Se riceverà una richiesta di archiviazione ovviamente non dovrà fare nulla.
      P.S. non so di che periodo si parla in quanto nella sua perchè non è specificato ma in 6 anni si prescrivono moltissimi reati e qualora vi fossero atti di interruzione prima dei 6 anni al massimo si prescrivono in 7 anni e mezzo.

  23. Si tratta di dicembre 2018 ed in realta credo di esser stato vittima di un raggiro, perché mi hanno parlato di numeri di telefono ed indirizzi ip che risalirebbero a me. Io nonostante sia estraneo ai fatti vorrei comunque chiudere la questione perché come mi é stato detto dal comando di polizia comunque mi chiameranno per la nomina di un avvocato. Io non ho alcun precedente penale e gia che la polizia sia venuta sotto casa mi ha dato un fastidio tremendo, potrei gia vedere di trovare la persona e contattarla? Perché ho nome cognome ed il paese

  24. Informazione gratuita:
    Buon giorno Avvocato,
    Vi scrivo per porvi un quesito. Il quesito è il seguente: il sottoscritto ha una vertenza in corso per risarcimento danni per uno smottamento idrogeologico provocato nel proprio terreno dall’Enel riconosciuti tra l’altro dalla ditta e dalla stessa Enel con lettere raccomandate nonché da sopralluoghi dei V.U. e dall’Ufficio Tecnico comunale effettuati.
    Nel corso della trattativa, però, mi sono accorto che l’avvocato a cui mi sono rivolto non si è rivelato sveglio o capace in quanto non ha usato, almeno finora, tutte le evidenti e giuste cause che hanno prodotto il male per farsi valere a mio favore nella giusta misura contro l’Enel e la ditta appaltatrice che ha prodotto il danno e così, dopo 5 lunghi mesi di inutile, o di pseudo, trattativa intercorsa tra il mio avvocato e la contro parte, siamo arrivati alla mediazione negativa. (Noi, infatti, con una stima fatta dei danni, redatta da un tecnico di fiducia con perizia giurata e tanto di preventivi di ditte specializzate, chiedevamo il giusto indennizzo risarcitorio di Euro 11,500 più gli oneri assicurativi, la ditta invece nella mediazione voleva offrire al massimo 3 o 4 mila Euro; Una cifra, signor Avvocato, che secondo i preventivi da noi fatti fare a numerose ditte non basta nemmeno a coprire la metà delle spese da sostenere per la riparazione del danno. Domanda: Cosa posso fare adesso, dopo la mediazione negativa: aspettare che la contro parte ci ripensi e mi chiami con un’altra offerta o impugnare una causa civile? Per quanto riguarda, invece, la denuncia penale il giudice voleva archiviarla. Ma ha seguito ad un mio opposto vuole ascoltarmi. Io però nel frattempo ci ho ripensato e vorrei chiudere la querela se mi pagassero almeno le spese del danno causatomi che posso fare? Devo comunque andare dal giudice a farmi sentire o anche se non ci vado è lo stesso? Grazie.
    Cordialmente Francesco

    E-mail: fabianofrancesco1949@libero.it

    • Quando si ha un avvocato che ci assiste il meglio è sempre consigliarsi con lui perchè è a conoscenza della questione. Detto questo avendo fatto opposizione alla archiviazione dovrà proseguire in questo procedimento almeno che non riesca a trovare un accordo prima, cosa che, da quanto mi riferisce la vedo ardua. Infatti a mio avviso l’unica strada percorribile visto che la mediazione è negativa è procedere giudizialmente , Le faccio presente che il fatto che non abbiate trovato un accordo non dipende, a mio avviso, dal suo legale ma dalla situazione in quanto per mia esperienza tutte le grandi società tendono o a non venire in mediazione o a fare proposte misere in quanto su 10 richieste solo 2 vanno in causa: valutazione che per le grandi compagnie vuol dire risparmiare un sacco di soldi. Se e qualora ritenesse di non affidarsi più al suo legale restiamo a disposizione per fissare un appuntamento presso il nostro studio.

  25. Buongiorno,

    a causa di una esecuzione immobiliare, a novembre 2018 ho subito uno sgombero violento e abusivo della mia abitazione (forza pubblica e istituto vendite giudiziarie si sono rifiutate categoricamente di esibire sia l’ordine del giudice che l’ordinanza del questore con la quale venivano richiesti circa 40 agenti del reparto mobile anti sommossa), a fine febbraio 2019 ho presentato denuncia penale contro il giudice delle esecuzioni immobiliari, contro istituto vendite giudiziarie, contro il fabbro ausiliario e infine contro circa 50 membri delle forze dell’ordine varie (polizia, digos, reparto mobile e carabinieri) per il reato principale di “associazione sovversiva” ex art 270 cp.

    Premesso che il diritto all’abitazione rientra tra i diritti fondamentali dell’uomo che sono disciplinati dagli art. 2, 3 e 10 della costituzione e che quindi non possono essere modificati attraverso il procedimento di revisione costituzionale, in quanto, dal momento che essi vengono definiti “inviolabili”, sono per definizione parte integrante ed essenziale della forma repubblicana italiana,

    premesso che l’associarsi per violare sistematicamente i diritti inviolabili dell’uomo è da considerarsi “azione sovversiva” a tutti gli effetti come sancito dalla Sentenza di Cassazione Penale, Sez. V, sentenza n. 40111 del 27 settembre 2013:”nel reato di associazione sovversiva la nozione di “ordinamenti economici e sociali” va interpretata alla luce del tessuto democratico e pluralistico dell’attuale assetto costituzionale dello Stato e, di conseguenza, non si riferisce alle sole istituzioni latamente intese ma ad ogni formazione sociale nella quale si esprima la PERSONALITA’ DELL’UOMO attraverso l’esercizio dei DIRITTI INVIOLABILI e delle LIBERTA’ RICONOSCIUTE E GARANTITE DALLA COSTITUZIONE.”, e dalla Sentenza di Cassazione Penale, Sez. V, sentenza n. 40348 del 30 settembre 2013:”La fattispecie di associazione sovversiva di cui all’art. 270 cod. pen. sanziona ogni condotta violenta programmaticamente diretta a menomare le libertà fondamentali espressione del sistema democratico e pluralistico, che tutela la titolarità e l’esercizio dei DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UOMO, come singolo e nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, sicchè la nozione di “ordinamenti sociali” costituiti nello Stato non si esaurisce nelle istituzioni, seppur latamente intese, ma esprime tali fondamentali articolazioni di libertà mediante le quali si realizza il modello pluralistico disegnato dalla Costituzione”,

    premesso che ovviamente le fonti del diritto seguono una precisa gerarchia, al cui vertice vi sono i principi costituzionali e i trattati internazionali, e non il codice di procedura civile che comunque viene poco o per nulla seguito anche dai giudici stessi, i quali sono più propensi ad attuare le direttive dell’ABI (associazione bancaria italiana),

    premesso anche che, come da art. 41 della costituzione che recita “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”,

    premesso che come da art. 42 della costituzione che recita quanto segue “La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.”,

    premesse varie sentenze della corte costituzionale e della corte europea del diritto dell’uomo a difesa del diritto all’abitazione, quali:

    – “E’ doveroso da parte della collettività intera impedire che delle persone possano rimanere prive di abitazione” (Sentenza n. 49 del 17 febbraio 1987);
    – “Il diritto all’abitazione rientra infatti, fra i requisiti essenziali caratterizzanti la socialità cui si conforma lo Stato democratico voluto dalla Costituzione. Creare le condizioni minime di uno Stato sociale, concorrere a garantire al maggior numero di cittadini possibile un fondamentale diritto sociale, quale quello all’abitazione, contribuire a che la vita di ogni persona rifletta ogni giorno e sotto ogni aspetto l’immagine universale della dignità umana, sono compiti cui lo Stato non può abdicare in nessun caso” (Sentenza n. 217 del 25 febbraio 1988);
    – “Il diritto a una abitazione dignitosa rientra, innegabilmente, fra i diritti fondamentali della persona” (Sentenza n. 119 del 24 marzo 1999);
    – “Indubbiamente l’abitazione costituisce, per la sua fondamentale importanza nella vita dell’individuo, un bene primario che deve essere adeguatamente e concretamente tutelato dalla legge” (sentenza n. 252 del 15 luglio 1983);
    – “Qualsiasi persona che rischi di esserne vittima (della violazione del proprio Diritto all’Abitazione) avrebbe diritto, in linea di principio, a poter far esaminare la proporzionalità di tale misura” (v. sentenze Corte EDU, McCann c. REGNO UNITO, n. 19009/04, § 50, C.E.D.U. 2998, e Rousk c. SVEZIA, n. 27183/04, § 137);

    premesso che le esecuzioni immobiliari sono ormai da considerarsi un vero e proprio business mistificato da garanzia del credito in quanto non vi è nulla di più criminale che sbattere le persone fuori da casa propria, per poi rivendere quest’ultima a scopo SPECULATIVO e non sociale,

    dopo nemmeno una settimana, senza nemmeno che io sia stato avvisato, la mia denuncia è stata archiviata con mod. 45 k.

    Cosa posso fare ora, tenendo anche conto del fatto che all’interno della denuncia avevo richiesto esplicitamente di essere avvisato in caso di archiviazione?

    Grazie sin da ora per la risposta

    • Quello che dice sono tutte belle cose ma lei ha subito una procedura esecutiva immobiliare e quindi in qualità di debitore avrebbe dovuto pagare il suo debito . Poichè questo non è avvenuto spontaneamente le è stata fatta legittimamente la c.d procedura esecutiva immobiliare e non vi è, in tal caso, diritto all’abitazione che tenga. Quello che lei avrebbe dovuto fare era opporsi proceduralmente nella fase della esecuzione o ancor prima al giudizio in cui si era formato il titolo esecutivo. La denuncia che lei ha proposto contro giudici,ufficiali giudiziari, forze dell’ordine era matematicamente impossibile che andasse avanti e quindi, per questo, le è arrivata la richiesta di archiviazione a cui può, come saprà, opporsi nel termine dei 20 giorni. Altro a mio avviso non può fare

    • L’unica cosa che le rimane da fare è l’opposizione alla archiviazione nel termine di 20 gg. anche se a mio avviso sarà inutile visto che denunciare un giudice, un ufficiale giudiziario e le forze dell’ordine è a dir poco azione temeraria

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