Persona offesa :quali diritti ha? Cosa deve conoscere chi è stato vittima?

Vediamo assieme quali sono i diritti di chi è vittima di un reato

Se sei stato persona offesa ? Se la risposta è si, questo articolo potrà essere particolarmente utile.Preliminarmente va detto che nel caso di morte della vittima i diritti della persona offesa sono comunque esercitati dai prossimi congiunti ( e cioè gli eredi). Chi sono i prossimi congiunti? Sono i genitori, figli e fratelli, i coniuge ed i suoi genitori e fratelli, gli zii ed i nipoti.

L’art. 101 del codice di procedura penale prevede che fin dall’inizio del procedimento penale il Pubblico Ministero e la Polizia Giudiziaria debbano informare la persona offesa della facoltà di nominare un proprio difensore considerando anche che se la vittima ha un reddito inferiore al limite di legge può usufruire del beneficio del gratuito patrocinio a spese dello Stato ( euro 11.528,41 euro all’anno più euro 1032,91 per ogni componente della famiglia) e quindi sarà lo Stato a pagargli l’avvocato.

Forse non tutti sanno che per alcuni reati questo diritto di avere un avvocato pagato dallo Stato si applica indipendentemente dal reddito, ma su questo punto ci torneremo più avanti.

La persona offesa può avere più o meno diritti a seconda del reato subito e quindi distingueremo i diritti della persona offesa da qualsiasi reato da quelli della persona offesa per reati commessi con violenza sulla persona.

    1. Diritti della persona offesa da qualsiasi reato. Spesso un procedimento nasce con una querela che , tranne i casi di reati procedibili d’ufficio, può essere ritirata in qualsiasi momento. Il procedimento che nasce dalla querela può portare o a un decreto di citazione a giudizio o ad una richiesta di archiviazione da parte del PM, archiviazione che può anche essere chiesta per tenuità del fatto ai sensi dell’art. 131 bis c.p., previo avviso alla persona offesa e all’indagato. Entro 10 gg. dalla richiesta di archiviazione la persona offesa potrà prendere conoscenza di ciò che ha fatto il PM ( quali indagini ha svolto) e del perchè questi ritenga necessario provvedere alla archiviazione. La vittima potrà anche opporsi a tale richiesta con apposito atto da presentarsi sempre nel termine di 10 gg. termine però non perentorio. La vittima del reato può anche presentare degli scritti difensivi ed indicare degli elementi di prova. Questo diritto è molto importante e non va sottovalutato e potrà essere esercitato sia nella fase di indagine che in quella processuale ( si badi bene che nella fase processuale la persona offesa può costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento dei danni patiti). Spesso accade che presentata la querela per diverso tempo non se ne sappia più nulla. La vittima potrà, pertanto, verificare se la Procura abbia o meno aperto un procedimento presentando una domanda in segreteria. Qualora poi il PM ritenga di procedere con accertamenti tecnici non ripetibili ( una consulenza quale ad esempio quella medica per accertare le violenze subite ) dovrà darne notizia anche alla persona offesa che potrà partecipare all’operazione anche con i propri consulenti. Ma inoltre potrà essere la stessa persona offesa a dare impulso a questo accertamento e cioè chiedendo un incidente probatorio al PM per prove che possono essere a rischio. Inoltre se la vittima è di nazionalità straniera avrà diritto di chiedere la traduzione degli atti che possano essergli utili per esercitare i propri diritti nonchè di essere sentita con l’ausilio di un traduttore. In alcuni casi la vittima del reato si deve però fare parte attiva e promuovere delle richieste specifiche e precisamente deve chiedere di essere informata: della richiesta di proroga delle indagini preliminari – della richiesta di archiviazione. Nel caso si inizi il processo la comunicazione della prima udienza dovrà essere notificata anche alla persona offesa ma se questa non si presenterà si dovrà fare parte diligente per informarsi delle date delle successive udienze in quanto nulla le sarà più notificato ( almeno che non debba essere sentita come teste). Se la vittima ha sostenuto delle spese per partecipare al procedimento penale ( spese di viaggio) potrà rivolgersi alla segreteria della Procura della Repubblica per chiedere il rimborso e se le spese le ha sostenute in quanto citata come testimone dovrà fare la predetta richiesta in Cancelleria del Tribunale.  Seppur la persona offesa non abbia l’obbligo di partecipare alle udienza alla stessa è data facoltà di vedere tutti gli atti del procedimento e di farne copia ( si ricordi che in fase di indagine questo non è possibile in quanto gli atti sono coperti da segreto). Come già accennato la vittima può costituirsi parte civile nel processo e chiedere il risarcimento danni. Questo è molto importante perchè la vittima si farà parte attiva, con il proprio avvocato, del procedimento, indicando testimoni, esaminandoli, contro-esaminando i testi della difesa e accusa ecc. Una volta nominato il difensore gli avvisi previsti dalla legge verranno fatti direttamente al proprio legale.
  1. Diritti della persona offesa per reati commessi con violenza sulla persona. In questi casi la vittima ha bisogno e diritto di maggior tutela. Pertanto la persona offesa potrà ottenere misure di protezione qualora si trovi in una situazione di particolare vulnerabilità. Infatti i reati commessi con violenza sulla persona possono comportare effetti traumatici e pertanto la vittima potrà rivolgersi all’ASL ( es. consultorio familiare) o al Comune di residenza ( servizi sociali). Se tra le vittime vi sono minorenni si dovrà effettuare la segnalazione anche al Tribunale dei Minorenni che valuterà la situazione e gli interventi di tutela. Le vittime di violenza domestica hanno diritto ad ottenere informazioni dalle forze dell’ordine fin dal momento della denuncia, sui centri anti violenza previsti sul territorio. Alcuni centri antiviolenza – è bene sapere – hanno dei luoghi protetti ove le vittime possono essere accolte per sfuggire ad ulteriori violenze. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha istituito un numero verde proprio per dare tali informazioni ( n. verde 1522). Se poi la vittima si trova in particolare difficoltà potrà essere assistita anche da un amministratore di sostegno presentando apposita domanda oppure facendolo presente al PM che autonomamente presenterà il relativo ricorso in Tribunale. Spesso, nei casi più gravi, proprio per proteggere la vittima vengono disposte delle misure cautelari nei confronti dell’autore del reato ed è importante sapere che la persona offesa può chiedere che il giudice, con il provvedimento con il quale ad esempio dispone l’allontanamento dalla casa familiare, obblighi l’autore del reato al pagamento di un assegno di mantenimento. Inoltre in caso ne faccia richiesta la vittima potrà essere avvertita in caso di scarcerazione od evasione del reo. Esiste anche un procedimento civile che può essere azionato dalla vittima per chiedere che venga disposto un ordine di protezione che vieti all’autore del reato di avvicinarsi alla vittima.La vittima di reati violenti ha diritto, poi, di avere notizie delle richieste di revoca o sostituzione delle misure cautelari applicate all’autore del reato e potrà far conoscere il suo parere con memorie difensive. Non va dimenticato che queste informazioni sono fornite solo alla persona offesa che abbia fatto elezione di domicilio o abbia nominato un difensore. La persona offesa, nel caso di reati commessi con violenza alla persona, dovrà essere sempre informata in caso di archiviazione anche se non ne ha fatto richiesta e dispone di 20 gg. ( nell’altro caso erano 10) per prendere visione degli atti. Inoltre nel caso di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, violenza ecc. qualora la persona offesa sia particolarmente vulnerabile, potrà testimoniare in modalità protetta ( come avviene – sempre – in caso di testimonianza di minori). Qualora si sia subito il reato di maltrattamenti anche contro familiari o conviventi, violenza sessuale, stalking si avrà sempre diritto al gratuito patrocinio.

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