Dilaga il fenomeno dell’usura bancaria e… non sembra arrestarsi.

Dilaga il fenomeno dell’usura bancaria o meglio delle vessazioni bancarie – intendendosi con questo termine tutti i comportamenti illeciti che la banca pone a danno dei propri correntisti – non sembra cessare ma anzi di fronte alla sempre più consapevolezza della gente lo stesso sta sempre più dilagando.

Il fenomeno dell’usura bancaria è abbastanza recente se si considera che solo nel 2010 la Cassazione si è veramente interessata del problema dando una svolta interpretativa della normativa già in vigore – Legge 108/96 – in favore dei correntisti.

Quelle sentenze, unitamente poi a molte altre che si sono succedute recentemente, hanno e continuano a rappresentare un’ancora di salvezza per tutti quegli imprenditori in crisi, e oggi purtroppo sono tanti, che conservano ancora gli estratti conto e che non sanno di avere tra le mani un tesoro, o meglio, la loro possibilità di svolta e di recuperare il maltolto. In molti casi da debitori nei confronti della banche si può divenire creditori è solo che molte persone non se ne rendono conto.

Henry Ford disse : ”è’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina”.

Le Banche detengono privilegi normativi immensi.

Possono chiedere il rientro immediato delle esposizioni, segnalare il correntista alla Centrale dei Rischi della (propria) Banca d’Italia in maniera unilaterale e discrezionale e promuovere Decreti Ingiuntivi sulla base della dichiarazione di un proprio dirigente.

I rapporti tra le Banche e le Aziende sono caratterizzati dalla forza prevaricatrice – spesso di abuso – che, il soggetto, economicamente forte e tecnicamente preparato, impone ai propri utenti.

E’ allora indispensabile disporre degli strumenti che consentano, anche alle Aziende, di comprendere come siano stati gestiti i rapporti di credito e quali possano essere le modalità più adeguate per fronteggiare al meglio eventuali situazioni di criticità.

Oltre a difendersi da eventuali azioni pregiudizievoli promosse dalle banche, la vittima bancaria potrà valutare, qualora ve ne siano i presupposti, procedimenti di recupero delle somme conseguite indebitamente.

Per raggiungere detti risultati non ci sono ricette precostituite che possano andar bene per tutti, essendo ciascuna Azienda del tutto “originale” rispetto ad un’altra. Ciò richiede uno studio particolareggiato dei rapporti al fine di pervenire ad una valutazione personalizzata ed allo studio della migliore strategia da adottare.

Ma cos’è l’usura?

Gli oneri imposti dagli istituiti finanziari in relazione all’attività di erogazione del credito configurano, non di rado, veri e propri tassi usurari, ossia percentuali di costo superiori rispetto ai limiti consentiti dalla legislazione vigente.

Attualmente, in Italia, l’art. 2 della l. 7 marzo 1996 n. 108 stabilisce che la soglia oltre la quale un tasso d’interesse è definito usurario venga fissata annualmente per categoria di finanziamento dal Ministero del Tesoro sentito l’Ufficio Italiano Cambi (UIC) e la Banca d’Italia.

L’elevato disvalore sotteso all’applicazione di tassi d’interesse usurari – la quale cagiona un grave danno nei confronti dei cittadini – è avvalorato dalla previsione, nel nostro Codice Penale, di un delitto precipuamente dedicato al tale fenomeno.

In particolare, l’art. 644 C.p. (così come modificato dalla l. 109/1996) incrimina la condotta di chiunque pretenda, quale corrispettivo di una prestazione o di altra utilità, interessi superiori alla soglia normativamente determinata.

Tuttavia, a fianco della c.d. usura oggettiva (nel caso in cui un il tasso di interesse sia superiore a quello di volta in volta individuato dagli organi competenti) l’ordinamento penale prende in considerazione anche la c.d. usura soggettiva, la quale ricorre ove, anche in presenza di un interesse “formalmente” legale, esso risulta comunque sproporzionato rispetto alla controprestazione, quando chi l’ha corrisposto dato o promesso si trova in condizione di difficoltà economica o finanziaria.

Agire in sede penale, in ottica difensiva, risulta estremamente importante in quanto solo a fronte di un procedimento penale a loro carico gli Istituti di Credito, spesso, manifestano una volontà conciliativa e riparatoria.

Inoltre, l’art. 20 l. 44/99 offre la possibilità di sospendere “l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e i termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese le vendite e le assegnazioni forzate” solo nel caso in cui sia pendente un’indagine penale volta ad accertare la commissione di condotte estorsive (ivi compresa l’usura)

Per verificare la perpetrazione di “abusi” da parte dell’ente creditizio, è necessario operare una verifica dei c/c in corso (o di quelli chiusi nei dieci anni precedenti) al fine di valutare la possibile nullità degli interessi praticati per anatocismo, CMS (Commissioni di Massimo Scoperto) e/o giorni valuta non convenuti.

In ragione del mutamento della disciplina legale sul punto, l’analisi dei conti correnti accesi in epoca più recente sarà principalmente dedicata al rilevamento dell’eventuale usura dei tassi di interesse applicati.

In relazione ai contratti di mutuo e leasing la verifica dovrà essere diretta in maniera specifica al piano d’ammortamento predisposto dalla banca e agli eventuali interessi di mora applicati.

In particolare, i profili di maggiore criticità vengono riscontrati nei c.d. metodi di riparto alla francese i quali, attualmente, sono quelli più utilizzati dagli Istituti di Credito. Attraverso tale prassi di rimborso, il cliente si ritrova a pagare rate costanti, in cui la quota di interesse è inizialmente molto alta per poi decrescere con il tempo; la “frazione” di capitale rimborsata, per converso, benché inizialmente sia molto bassa è destinata ad aumentare con il proseguo dei pagamenti.

In tale categoria di finanziamenti il rischio che le banche applichino interessi anatocistici è statisticamente molto alto, facendo sorgere in capo al debitore un diritto al rimborso delle somme illegittimamente percepite dall’ente creditizio.

Mi è capitato di constatare, nel corso della mia professione, che contratti di mutuo di istituti di credito importanti sono in usura nel 70% dei casi e questo fenomeno ritengo sia a dir poco allarmante.

Ma quanto detto è solo un piccolissimo accenno ai metodi che le banche mettono in atto a danno dei propri correntisti.

Si pensi solo, tanto per parlare di un altro “fenomeno” bancario attuale che la Procura di Prato sta svolgendo indagini nei confronti di alcuni Istituti ritenendo sussistente il reato di estorsione a carico degli stessi.

Vi è mai capitato, infatti, di richiedere un prestito alla banca e questa vi ha obbligato a stipulare polizze assicurative che non vi servivano a nulla o a fare un acquisto (magari aumentando l’importo del prestito per devolvere una parte dello stesso in detto acquisto) di azioni a dir poco rischiose anche se fatte passare come sicure?

Sappiate che in tutti questi casi si può configurare il reato di estorsione.

Ed ancor peggio quando la banca induce i propri clienti e finanzia investimenti commerciali garantendoli, ad esempio, con un pegno su benefit aziendali e/o con una ipoteca, sapendo già della fallibilità della operazione, al fine poi di trovarsi creditrice escutendo la garanzia ed aggredendo, così , non solo l’azienda nella sua interezza ma anche i beni personali ella famiglia che si trova coinvolta in questo “affare”.

Per non parlare poi del caso di una startup in cui la banca faccia aprire un conto corrente anticipi fatture e poi, improvvisamente, senza giustificazione, smetta di pagare anticipatamente le fatture portate in banca dalla azienda chiedendo il rientro e portando la stessa al fallimento.

Questi sono solo alcuni casi di comportamenti illeciti tenuti dalle banche che vanno oltre il problema dell’usura; comportamenti a cui si aggiungono spesso pressioni psicologiche non indifferenti a carico delle vittime degli istituti bancari con conseguenti danni anche sul lato psicologico.

Tutto questo oggi è finalmente venuto alla luce e contro le banche si può lottare e soprattutto vincere: non è sicuramente una strada facile da percorrere ed ogni caso va analizzato a sé ma ci si può comunque riuscire risollevandosi da una situazione di crisi che si credeva, ormai, irrimediabile.

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