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I giochetti della Telecom….

I giochetti della Telecom ovvero come spillare i soldi ai consumatori.

Questo post è una denuncia contro i comportamenti che la Telecom mette in atto nel caso si voglia disdire il contratto per vari motivi: comportamenti che a definirli scorretti è dire veramente poco.

Carte alla mano….procediamo per punti.

La sig.ra Giannoni vende la propria casa al sottoscritto nel mese di marzo 2015. La stessa era intestataria del numero di telefono 0584/340869 ed al momento della vendita non fece disdetta in quanto in tale contratto sarebbe dovuto subentrare il sottoscritto.

Essendo subentrato negli altri contratti ( Enel, Gaia, Eni ecc.) con una semplice telefonata avrei creduto che lo stesso potesse accadere con la Telecom .

Mai previsione fu più sbagliata!

Dopo svariate telefonate, richieste scritte da parte mia e della Giannoni, con il trascorrere ovviamente del tempo alleato inseparabile dei giochini Telecom, quest’ultima ci comunicò che era impossibile il subentro ma che avrei dovuto attivare una nuova linea. La cosa mi sembrava e mi sembra a dir poco assurda visto che debbo disdire una linea già esistente e poi richiedere una nuova linea, nuovo allaccio, nuovo intervento del tecnico previo appuntamento per poi avere la stessa cosa che avevo prima solo con un numero diverso.

Ma quando si parla di Telecom la logica va lasciata stare, almeno la logica di come la intendiamo noi, perché per Loro una logica in tutto questo c’è !

Avendo quindi un nuovo numero di telefono la Giannoni telefonò alla Telecom facendo presente che la linea non era più attiva e quindi chiedendo disdetta della linea: era settembre 2015.

Tutto a posto, rispondeva l’operatore di turno….non si preoccupi , ora dovrà pagare quest’ultima bolletta e poi basta.

Arriva quindi la bolletta di settembre di euro 45,55 che visto anche l’addebito bancario viene pagata regolamente.

Ma ecco che ad ottobre arriva una nuova bolletta…inaspettata.

La Giannoni telefona al 187 e l’operatore fa presente che sulla linea oramai non più attiva era presente la connessione internet con fibra ottica e questo rendeva tutto più complicato ma che comunque la cosa, seppur più lunga si sarebbe risolta.

La Giannoni pagò anche ottobre e novembre quando, scocciata decise di inviare una lettera di formale disdetta al n. di fax 800.000.187 in data 15 dicembre 2015.

La disdetta venne inviata via fax al numero di cui sopra in quanto con la bolletta  dell’11 dicembre 2015 era allegato un documento denominato “ Telecom Italia Informa” nel quale si faceva riferimento che erano state apportate modifiche delle condizioni generali del contratto Offerta Fibra e che il cliente poteva recedere dal contratto ai sensi dell’art 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche senza costi, dandone comunicazione scritta entro il 31 gennaio 2016 a Telecom Italia all’indirizzo postale indicato sulla fattura o via fax al numero 800.000.187. Si specificava chiaramente che per la comunicazione di recesso per mancata accettazione di variazioni unilaterali delle condizioni non era obbligatoria l’invio tramite racc.ta a.r essendo previsto anche l’invio tramite fax ( dovendosi comunque allegare un documento di identità in fotocopia del titolare del contratto).

Seguendo alla lettera queste indicazioni la Giannoni inviò pertanto il 15 dicembre fax dove si specificava la volontà di recedere dal contratto in quanto non solo la linea non esisteva più ma anche in quanto non si accettavano le condizioni di modifica del contratto.

Delle due l’una! Non si poteva scappare! Il recesso anche a seguito delle modifiche delle condizioni contrattuali non poteva non avvenire.

Si allegava al fax fotocopia fronte/retro del documento di identità.

 bolletta 11 dicembre 2015       telecom Informa            lettera 15 dicembre

Per scrupolo, dopo l’invio del fax, qualche giorno dopo, si telefonava al 187 e l’operatore di turno dichiarò che era tutto a posto che poiché la lettera era stata inviata il 15 dicembre si sarebbe dovuta pagare l’utenza sino a metà dicembre. Ovviamente inutili le rimostranze fatte con le quali si faceva presente che il contratto era già stato disdetto telefonicamente e che era da settembre che la linea era disattivata. Si pagava per cosa?

Iniziando a capire che forse la Telecom non aveva ancora studiato il basilare principio della buona fede contrattuale forse fermandosi al capitolo dei diritti reali che, almeno nel libro di testo universitario che era in uso ai miei tempi, precedeva i capitoli dedicati alle obbligazioni e contratti si inviò una racc.ta in data 17 gennaio 2016 con cui si ribadiva la volontà di recesso del 15 dicembre e si richiedevano i canoni pagati con addebito per un servizio inesistente.

Lettera 17 gennaio 2016

 

UnknownE qui arriva il bello…..se fosse nello spettacolo la Telecom dovrebbe aprire un circo

In data 27 gennaio 2016, credendo che fosse tutto a posto, arrivava inaspettatamente una lettera della Telecom dove si faceva presente che a seguito della richiesta del 17 gennaio 2016 la stessa non poteva essere presa in considerazioni in quanto la documentazione non era sufficiente?!?!?! Si richiedeva la stessa documentazione che era già stata inviata ?!?!?!

 

 

 

lettera 27 gennaio 2016

Intanto, vergognosamente, arrivava anche la bolletta per gennaio 2016!!!

bolletta gennaio 2016

Arrivava poi in data 09 febbraio 2016 altra lettera della Telecom intestata ad Avv. Giannone ( questi non avevano nemmeno capito chi era l’avvocato e chi il cliente…) con cui si diceva che per la cessazione della linea era necessaria una richiesta scritta con racc.ta . Il fax. non aveva più valore? Eppure la stessa Telecom aveva chiarito come fosse sufficiente solo il fax per il recesso del contratto.

Unknown

09 febbraio 2016 lettera

Il 13 febbraio 2016 arrivavano poi altre due lettere della Telecom  protocollate una C14740317 e l’altra C14740355 dove si faceva riferimento da una richiesta del 29 gennaio mai avvenuta ed in cui in una si richiedeva nuova richiesta con documento di identità e nell’altra si richiedeva solo e di nuovo il documento di identità in fotocopia.

Intanto la Telecom prelevava i soldi con addebito mensile costringendo poi a levare la domiciliazione bancaria.

Nelle lettera,poi, protocollata C14740355 si faceva riferimento che si poteva inviare il tutto via fax!?!

lettera 13 febbraio 2016                             Ecco la seconda lettera del 13 febbraio 2016

Parlando con un operatore del 187 e spiegando le varie vicissitudini questo ammetteva che la Telecom era solita fare questi giochini per prolungare il contratto e pretendere il pagamento delle bollette non dovute garantendo che avrebbe provveduto alla cessazione della linea .

E così finalmente è stato!

Ma la storia non è ancora finita in realtà in quanto si sta promuovendo causa alla Telecom per comportamento contrario a correttezza e buona fede chiedendo la restituzione  di tutti i canoni pagati in più e il risarcimento dei danni.

Ora ci divertiremo……..con la richiesta danni!images-1

Hai avuto anche te problemi con la Telecom?

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51 commenti su “I giochetti della Telecom….”

  1. Buona sera io ho lo stesso problem, non riesco a farmi sentire dalla telecom e fare una chiusura della linea che ormai sono 8 mesi che va avanti con le bollette non pagate che si accumulano.
    Ho inviato una raccomandata AR di chiusura della linea in data 26 ottobre 2017 di cui ho avviso di ricevimento conservato a casa timbrato da tim il 2 novembre 2017.
    In seguito ho inviato altri segnalazioni tramite fax oppure call center ma non sono riuscito a risolvere niente.
    Mi potete aiutare? Quanto mi costa?

    • Non le parlo di costi perché non voglio prendere del denaro con azioni che una persona può compiere da sé e con risultati identici. Le dico questo perché nel caso di telefonia é obbligatoria la conciliazione presso la Corecom ( potrà cercare la sede di competenza su internet) e dovrà presentare domanda con i moduli che troverà online. Nel 90% dei casi le controversie si risolvono in questa,sede. Solo qualora non riuscisse la conciliazione ci sarà bisogno di una azione legale e si potrà parlare di costi , ma prima non riterrei corretto prenderle del denaro .

  2. buongiorno, per me sta andando nella stessa maniera, chiamato il 187 il 30.11.2017 per disdetta, veniamo chiamati dicendo tutto a posto da lunedì stacchi pure l’apparecchio, le arriverà una fattura con l’ultimo addebito.
    il 13.12 .2017.
    non fidandomi dell’operatore invio un fax al 800-000187 (come scritto da telecom che avrà valore legale) con richiesta di disdetta allegando i documenti richiesti.
    pensavo di essere a posto.
    Avevo l’addebito con il RID e non ci ho fatto più caso.
    dopo qualche mese controllo i movimenti e vedo che continuo a pagare un fisso che non esiste più.
    Comincio a chiamare e qui inizia il circo…
    operatore cl 240 , errore nostro ci scusi provvdiamo
    operatore cl 027 aperto reclamo 3-29492537
    operatore VR 802 risulta una sospensione di 4 mesi (si può chiedere una disdetta per 4 mesi?)
    intanto passa gennaio febbraio e marzo
    sospendo il rid in banca e rimanda una disdetta con raccomandata con inserito tutto quello che ho detto finora chiedendo disdetta immediata e restituzione delle somme.
    conclusione:
    mi arriva una fattura spedita il 2 agosto di aprile maggio e giugno per somme non pagate con sollecito di pagamento a seguito disdetta contratto con pagamento entro 15 giorni dalla spedizione.
    intanto sul telefonino messaggio …abbiamo emesso la fattura di TIM….
    che cavolo devo fare????

    • La mancata chiusura della pratica da parte della Telecom a seguito di sua regolare disdetta è dovuta a negligenza da parte della compagnia telefonica che, a mio avviso, procede nel modo descritto proprio per appositamente,addebitare spese non dovute. Quindi la somma richiesta non dovrà essere pagata visto che lei ha disdetto regolarmente il contratto e qui avrà due strade da seguire.
      La prima è fare ricorso alla Corecom e risolvere in via conciliativa la situazione.
      La seconda è attendere che si muova la Telecom e le richieda ufficialmente con atto giudiziario la somma, opponendosi a tale richiesta.
      Ricordo che la conciliazione in queste pratiche è comunque obbligatoria e poichè nell’80% dei casi in Corecom la situazione si risolve questa potrebbe essere la soluzione piu rapida per risolvere il problema. Scrivere alla Telecom e telefonare sperando che risolvano la situazione , a mio avviso, una perdita di tempo ed è utile solo per procurarsi le prove del corretto agire in giudizio.

  3. io ho inviato disdetta telefonica Tim oggi 16/10/2018 tramite raccomandata A/R e relativa fotocopia documento, mi auguro di non vivere se stesse vicissitudini. Io ho solo linea fissa e apparecchio telefonico in comodato d’uso. Il motivo e’ per le modiche contrattuali operate da Tim e la stessa societa’ mi ha inviato insime all’ultima bolletta foglio dove viene recitato la possibilita’ di recedere dal contratto senza penali!!!

    • caro Andrea io ho fatto la disdetta nel mese di ottobre 2018 e la telecom dopo avere pagato per solo sei mesi di utilizzo delle fatture pari a 800€ cmq tutte pagate ma… alla meta di marzo 2019 mi manda un’altra fattura pari a 50 €…. questo mafia deve finire io gli ho detto alla società recupero crediti..interessata dopo che io ho fatto la disdetta e pagato tutto…DICA ALLA TELECOM CHE NON RICEVERA’ MAI PIU UN EURO ABBIAMO GIA DATO E ABBIAMO CHIUSO A OTTOBRE QUESTE 50 € LI REGALO AI POVERI E NON A LORO.

  4. Avrei bisogno di sapere se è legale il modulo di disdetta in uso dagli operatori telefonici e in questo caso della linea fissa adsl Wind Infostrada.
    Sapendo che occorre inviare disdetta tramite raccomandata con un preavviso di 30 giorni, sappiamo che al momento della disdetta il cliente non sa rispondere alle ulteriori richieste indicate nel modulo che chiedono se in pratica si continuerà ad utilizzare il vecchio numero telefonico oppure se sarà costretto ad avere un nuovo numero con il nuovo operatore non avendo al momento della disdetta contattato a tutti gli effetti il nuovo operatore avendo appunto tempo 30 giorni.
    Il modulo di disdetta dell’abbonamento telefonico con queste richieste costringe i clienti a continuare a pagare sempre e comunque due operatori almeno fino a quando il cliente non comunicherà con una seconda raccomandata al vecchio operatore con quale numero sta operando con il nuovo operatore dichiarando guarda caso salvo nullità anche della seconda raccomandata che annulla la prima raccomandata di disdetta inviata a suo tempo in quanto considerata dal vecchio operatore non completa.
    Cordiali saluti.

    • Le modalità di disdetta debbono essere regolate contrattualmente e quindi bisognerebbe leggere il contratto. Ma a parte questa precisazione non vi può essere una validità di disdetta condizionata ad una richiesta – tra l’altro del tutto inappropriata ai fini contrattuali – che non può essere nemmeno soddisfatta in quanto sconosciuta al cliente. Pertanto il modulo di disdetta di cui sopra non mi pare possa essere considerato valido sotto l’aspetto indicato. Basterà infatti mandare una semplice disdetta e quindi una manifestazione di volontà di non rinnovare il contratto nei termini previsti. Se anche la richiesta del nuovo numero ( che tra l’altro potrei non avere mai) risultasse contrattualmente sarebbe sicuramente una clausola impugnabile non solo perchè vessatoria ma perchè in pratica metterebbe il cliente in una condizione di impossibilità a rispettare quanto richiesto.

  5. Buongiorno, chiedo scusa per il disturbo ma forse può aiutarmi. Io ho dato disdetta il 29 settembre e naturalmente sto vivendo le stesse problematiche. Volevo però sapere, da quando non sono più tenuta a pagare le bollette? Se ho disdetto con pec il 29 settembre, la bolletta di ottobre non la devo pagare per niente? Grazie

  6. Buon giorno,
    purtroppo mio padre è mancato all’inizio di quest’anno. Subito dopo il funerale, mi sono attivato per procedere alle volture mortis causa per i vari servizi luce, acqua, gas e telefono. Tutto è andato bene finché non sono arrivato ad occuparmi del subentro per Tim Fibra. Effettuo la prima telefonata al 187, tutto sembra ok, l’operatrice prende i dati e mi chiede nei giorni successivi di compilare ed inviare via mail un modulo di subentro. Qualche giorno dopo, prima che io abbia inviato il suddetto modulo, mia mamma viene contattata da TIM per via telefonica che la informa che il subentro non è possibile sulla fibra, senza dare altre informazioni. Nei giorni successivi ricontatto il 187, le informazioni che ricevo sono frammentate e lacunose, cerco così di sentire più operatori in più telefonate per capire meglio se esiste una procedura per qualcosa di inevitabile e naturale come la morte dell’intestatario di un contratto. Capisco, o meglio fatico a capire, ma alla fine capisco, che questa procedura non esiste. Trovo conferma dalle successive ricerche su internet. La strada che mi sembra abbia dato più risultati positivi è quella di procedere con una pec verso TIM per intimarli ad effettuare il subentro. Quello che non mi è chiaro è:
    1. Che tipo di intimazione posso fare? Messa in mora, una diffida generica?
    2. Posso già procedere con una intimazione come questa o prima è necessario procedere inviando modulo di subentro anche già sapendo da quanto comunicatomi da TIM che non adempiranno?

    Grazie

    • Prima invierei il modulo di subentro e dopo procederei con una diffida ( non messa in mora in quanto la Tim non è morosa ma semmai inadempiente)

  7. Salve,la mia odissea inizia a gennaio 2017…disdetta contratto e linea fissa e internet con fax invio stesso giorno il modem alla sede e sospendo per sicurezza ( e ho fatto bene la domiciliazione nel c,c) per trasferimento al estero….scrivo anche che per ulteriori dettagli se hanno bisogno lascio la mia Pec
    Rientro in Italia dopo 6 mesi e scopro che le bollette continua arrivare! Più lettera di recupero crediti! Faccio 2 reclami scritti PEC nessuno risponde ,faccio reclami telefonici a uno mi dicono che non hanno preso in considerazione il fax perché la bolletta di dicembre 2016 non risultava pagata…certo allora perché non chiedono morosità per un mese? ( perché non vale la pena certo)
    Ottobre chiedo conciliazione corecom
    Udienza fissata dopo 13 mesi a novembre 2018 che in frattempo divento mamma e non riesco a presentarmi!!!!
    A gennaio 2019 contatto tramite Facebook perché non so più come entrare in contatto con loro e chiedo una Pec del ufficio reclam/ legale per risolvere la situazione ….nulla mi dicono di contattare l’uffici Recupero crediti
    Io non voglio pagare cosa non spetta….io li ho detto pago dicembre ,eventualmente gennaio visto che ho inviato la disdetta il 4/01/2017 e eventualmente penali recesso contratto ma non mesi in più per quale non sono io responsabile……nulla non l’interessano e Non mi mandano nessuna Pec dove scrivere…alla Pec che c’è sul sito mai avuto una risposta!
    Domanda :
    Li devo portare io in giudizio??? Ne vale la pena pagare un Avv che giustamente costa di più ,e un professionista lavora e chiaro che costa??? Gli 400 euro rotti che vogliono io non sono disposta a pagare….questo è il loro modus operandi per incassare già ho visto in altri casi
    Devo aspettare che mi chiamano loro in giudizio e allora a quel tempo mi oppongo?
    Esiste per caso il gratuito patrocinio per queste cause?
    Grazie resto in attesa di un vostro cortese consiglio

    • La sua domanda è il punto focale degli abusi perpetrati dalle compagnie telefoniche. Infatti Loro sanno bene che un giudizio costa e giocano su questo fatto e sulla domanda che giustamente, come lei, molti si fanno: ma per poche centinaia di euro mi vale la pena andare in giudizio?
      Ora va anche detto che se le cose debbono andare come dovrebbero il giudice dovrebbe condannare la compagnia telefonica a corrispondere tutte le spese sostenute dall’utente che alla fine avrebbe anticipato le spese ( anche legali) ma che se le vedrebbe poi riconoscere e restituire e quindi avrebbe agito a costo zero. Nel suo caso lei può o agire in giudizio con una azione di accertamento negativo del credito e chiedere al giudice di accertare che il credito vantato dalla compagnia non è dovuto o attendere una azione della compagnia telefonica a cui poi si dovrà opporre sempre con azione giudiziaria: io consiglieri a questo punto la seconda ipotesi ma tengo a precisare che dovrà essere documentata ogni sua contestazione in quanto altrimenti l’opposizione potrebbe apparire pretestuosa.
      Per il gratuito il reddito annuo non deve superare gli 11.493 euro e quindi nel caso lo superi non potrà in alcun caso accedere a questo istituto.

    • La sua domanda è il cuore su cui si fondano i giochetti delle compagnie telefoniche che conscie che un giudizio consta sanno bene che molte persone desisteranno dal proporre azione pagando la cifra richiesta ingiustamente. V’è da dire però che nel caso di vittoria le spese che si sono anticipate verranno tutte rimborsate e quindi si sarà proposta una azione a costo zero.
      Nel suo caso potrebbe anche agire per chiedere l’accertamento della non debenza della somma richiesta ma, a mio avviso, sarebbe più opportuno attendere una loro azione e opporsi. Il gratuito può chiederlo solo se il suo reddito annuo non supera gli 11.430 euro.

  8. Buongiorno, ho richiesto disdetta della linea Tim approfittando delle clausola sulle modifiche contrattuali.
    Come indicato, ho inviato la richiesta di disdetta entro il 31 ottobre del 2018 tramite il mio profilo sul sito web della Tim.
    A novembre ho ricevuto la fattura per canone e consumi di ottobre e fin qui tutto ok, ma alcuni giorni fa ho ricevuto una bolletta per consumi dall’1 novembre all’8 dicembre, giorno in cui suppongo sia cessata tecnicamente la linea.
    È vero, avrò usufruito della connessione ADSL senza neanche rendermene conto, ma se io in data 30 ottobre ho chiesto di disdire il contratto è giusto che debba pagare un loro ritardo nella disattivazione della linea?
    Grazie per una eventuale risposta

    • Bisognerebbe leggere cosa dice il contratto che ha sottoscritto a suo tempo perchè può prevedere una penale o un tempo di disattivazione. A parte queste ipotesi non dovrebbe pagare alcunchè ed in quel caso non pagherei la bolletta e la impugnerei con reclamo onde poi eventualmente ricorrere alla Corecom. Però , ripeto, prima bisogna sapere bene cosa è stato sottoscritto nel contratto

    • È successo anche a me, io ho dato disdetta a fine settembre e hanno mandato fattura di novembre per loro ritardi nella disattivazione. Dopo numerosi contatti con l’assistenza e minaccia di ricorrere al Corecom, hanno richiesto prova della mia disdetta, nel mio caso la pec, e hanno annullato la fattura. Controlla anche la fattura di chiusura perché a me misero anche la penale, che naturalmente non gli era dovuta. Nuova mia segnalazione e hanno rettificato anche quella. In bocca al lupo

  9. È successo anche a me, io ho dato disdetta a fine settembre e hanno mandato fattura di novembre per loro ritardi nella disattivazione. Dopo numerosi contatti con l’assistenza e minaccia di ricorrere al Corecom, hanno richiesto prova della mia disdetta, nel mio caso la pec, e hanno annullato la fattura. Controlla anche la fattura di chiusura perché a me misero anche la penale, che naturalmente non gli era dovuta. Nuova mia segnalazione e hanno rettificato anche quella. In bocca al lupo

  10. Salve, leggendo le vostre vicissitudini , mi sento fortunata (per ora).
    Ho mandato regolare disdetta a Telecom in data 12/01/2019 con raccomandata con ricevuta di ritorno. Premetto che alla linea telefonica fissa , sono collegati un modem ed il cellulare di mio padre. Da alcuni giorni il telefono fisso non funziona: in entrata dice che il numero non è attivo, in uscita dice “disattivare la disabilitazione”. Oggi chiamo: mi rispondono dalla Romania, persona non italiana. Mi risponde che vede la disdetta, ma che non avevo allegato il codice fiscale. Nel modulo era richiesta copia del documento d’identita, ma non del codice fiscale. Mi sono molto arrabbiata perché pretendeva che io inviassi un’altra raccomandata , come la precedente, con anche copia del codice fiscale. Mi ha messo in attesa ……..e, quando è tornato mi ha detto di spettare 5 giorni e poi richiamare, perché la disdetta sembra in fase di elaborazione. Per quanto riguarda il telefono fisso che non funziona bisogna richiedere l’intervento di un tecnico. Ma dico io!! Cosa mi devo aspettare? La disdetta comporta comunque il pagamento di una quota?
    Grazie

    • La disdetta può comportare il pagamento di una penale se prevista dal contratto soprattutto presente nel caso di contratto vincolati per un tot periodo ( di solito 24 mesi). Poichè tali contratti variano spesso in base alle offerte sottoscritte bisogna leggere il contratto alla clausola disdetta ed accertarsi della presenza di eventuali penali

  11. Buongiorno. Stessa situazione. Raccomandata con ricevuta di ritorno inviata il 10 gennaio 2019 (modulo corretto e fotocopie documenti in regola come documentato da loro che hanno caricato tutto su MY TIM FISSO – anticipata via fax e anche sul portale MY TIM FISSO) , ricevuta da loro il 15, ricevo una loro comunicazione scritta il 15 gennaio in cui mi dicono che entro 30 giorni la linea sarebbe stata disattivata. Il 20 febbraio la linea funziona ancora. Chiamo il 187 e faccio scrivere un reclamo. Mi assicurano che in pochi giorni la situazione si sarebbe risolta. Contestualmente mi faccio assistere da un mio amico avvocato che manda una PEC come mio legale diffidando la compagnia telefonica a chiudere la linea. Oggi richiamo e mi dicono che la richiesta non ancora stata presa in carico!!!Motivo? Perché io non ho mai risposto alle chiamate di TIM che mi voleva comunicare la cessazione della linea (?)!!! Io domani tolgo la domiciliazione bancaria, almeno non dovrò poi chiedere rimborsi, pagherò solo il dovuto e ho la fortuna di avere un legale che mi seguirà eventualmente a costo zero, ma è pazzesco che la cosa sia così generalizzata e la TIM continui a comportarsi in questo modo senza che nessuno intervenga.

  12. Buonasera,
    in data 25/10/2018 ho portato 3 numerazioni di telefoni cellulari agganciati al mio contratto di telefonia fissa con telecom ad altro gestore (iliad) i tre numeri sono subito scomparsi dal sito personale telecom.
    A dicembre mi accorgo che 2 di queste numerazioni mi vengono ancora addebitati sulla bolletta telecom per la mensilità di novembre,
    Il 22/12 contatto il 187 e spiego il problema all’operatore che mi dice che aprirà una segnalazione, dopo mi dice che deve aggiornare la mia linea con la fibra, e mi dice che per questo dovranno cambiarmi il modem, io gli rispondo che il modem che ho è gratuito,e lui mi risponde che anche il nuovo sarà gratuito,in tutta la conversazione non si parla mai di nuovo contratto ma solo di aggiornamento che lui deve fare.
    A gennaio dopo che mi hanno portato il nuovo modem, vedo sul sito che mi hanno chiuso il vecchio contratto ed attivato uno nuovo con vincolo a 24 mesi, allora chiamo il 187 e dico di voler fare reclamo per l’attivazione di un contratto che io non ho mai richiesto, l’operatore mi apre il reclamo ed infatti nelle pratiche in corso sul sito compare il reclamo per attivazione servizi non richiesti.
    qualche giorno dopo siccome sulla bolletta di gennaio ci sono ancora le due numerazioni addebitate per il mese di dicembre faccio due comunicazioni dal sito in relazione a quest’altro problema, a cui qualche giorno dopo mi rispondono sempre sul sito che mi bloccano il pagamento delle due numerazioni ma che non mi restituiranno i soldi ( cioe ammettono che quei pagamenti non erano dovuti ma se li tengono)
    nel frattempo sotto al reclamo compare la scritta che la soluzione del problema slitterà un poco e dopo qualche giorno appare la scritta pratica evasa senza darmi nessuna risposta neanche di diniego, ne sul sito ne via mail ne per telefono.
    Per finire in bellezza con la bolletta di febbraio trovo ancora l’addebito delle 2 numerazioni anche se solo fino al 7 gennaio ( giorno in cui secondo loro partirebbe il nuovo contratto) ed in più la prima rata del modem addebitata.
    addirittura per 48 mesi più contributo attivazione sempre 48 mesi. COSA FARE?

  13. Buonasera,
    in data 25/10/2018 ho portato 3 numerazioni di telefoni cellulari agganciati al mio contratto di telefonia fissa con telecom ad altro gestore (iliad) i tre numeri sono subito scomparsi dal sito personale telecom.
    A dicembre mi accorgo che 2 di queste numerazioni mi vengono ancora addebitati sulla bolletta telecom per la mensilità di novembre,
    Il 22/12 contatto il 187 e spiego il problema all’operatore che mi dice che aprirà una segnalazione, dopo mi dice che deve aggiornare la mia linea con la fibra, e mi dice che per questo dovranno cambiarmi il modem, io gli rispondo che il modem che ho è gratuito,e lui mi risponde che anche il nuovo sarà gratuito,in tutta la conversazione non si parla mai di nuovo contratto ma solo di aggiornamento che lui deve fare.
    A gennaio dopo che mi hanno portato il nuovo modem, vedo sul sito che mi hanno chiuso il vecchio contratto ed attivato uno nuovo con vincolo a 24 mesi, allora chiamo il 187 e dico di voler fare reclamo per l’attivazione di un contratto che io non ho mai richiesto, l’operatore mi apre il reclamo ed infatti nelle pratiche in corso sul sito compare il reclamo per attivazione servizi non richiesti.
    qualche giorno dopo siccome sulla bolletta di gennaio ci sono ancora le due numerazioni addebitate per il mese di dicembre faccio due comunicazioni dal sito in relazione a quest’altro problema, a cui qualche giorno dopo mi rispondono sempre sul sito che mi bloccano il pagamento delle due numerazioni ma che non mi restituiranno i soldi ( cioe ammettono che quei pagamenti non erano dovuti ma se li tengono)
    nel frattempo sotto al reclamo compare la scritta che la soluzione del problema slitterà un poco e dopo qualche giorno appare la scritta pratica evasa senza darmi nessuna risposta neanche di diniego, ne sul sito ne via mail ne per telefono.
    Per finire in bellezza con la bolletta di febbraio trovo ancora l’addebito delle 2 numerazioni anche se solo fino al 7 gennaio ( giorno in cui secondo loro partirebbe il nuovo contratto) ed in più la prima rata del modem addebitata.
    addirittura per 48 mesi più contributo attivazione sempre 48 mesi.

  14. buon giorno
    ho tuttora problemi con telecom .. mandato raccomandata a.r. il 10 gennaio dopo circa un mese mi arriva la ricevuta di ritorno, ma continuano a mantenere attiva la linea dicendomi che mancava la carta d’identità… cosa non vera .
    la mando via fax subito 5 minuti dopo .. ora dopo un mese mi ritornano a dire che manca la carta d’identità . ho bloccato il rid ma comunque non vorrei che tra un po di mesi mi mandino 1000 euro da pagare come fare per essere sicuri che sta carta non facciano finta di non averla ?

  15. ma non si può fare una sorta di class action contro la telecom? Non si può agire tramite tribunale europeo? I singoli qui non faranno smettere che la Telecom RUBI i soldi.

  16. La storia infinita. Il 20 dicembre 2018 invio, tramite pec, recesso Tim Fibra per facoltà data dalla TIM, per modifica unilaterale del contratto (aumenti ingiustificati). Nella loro lettera c’era scritto che: avrei potuto recedere “senza penali né costi di disattivazione”, ed il modem-fibra avrei potuto continuare a pagarlo a rate. Risultato: il 18 febbraio 2019, mi arriva la bolletta da pagare con importi “recesso promo valore € 100,00 + IVA”, “cessazione anticipata linea € 100,00 * IVA”, “costo disattivazione tuttofibra € 28,84 +IVA”, “prodotti di vendita router WiFi n.19 rate per complessivi € 231,80 f.c. IVA”, “servizio di produzione e spedizione fattura € 3,90 +IVA”. In data 8 marzo 2019, invio tramite pec contestazione della fattura. Oggi, 26 marzo, arriva sollecito pagamento della fattura entro 10 giorni, altrimenti, perdurando la “morosità” “saremo costretti ad adire le vie stragiudiziali e/o giudiziali per il recupero del credito e ad addebitare le spese legali”….. Alla faccia delle minacce…!!

  17. rieccoci anche noi disdetta x cambio condizioni contrattuali da parte di tim

    disdetta a ottobre 2018 inviata con decorrenza 30/10 in quanto non si accettano le modifiche di contratto …7 novembre la linea non va piu’ si chiama il 187 e dicono che la linea e’ chiusa in quanto cessata arrivera’ fattura del mese di ottobre e poi stop invece arriva novembre fino al 5.12 con le nuove tariffe. dicono che il fax era incompleto e che hanno fatto un favore a chiudere la linea (mai fatto fax) poi la raccomandata e’ arrivata il 7.11 (????) la mia ricevuta da 29.10 ed e’ una pec. poi si attaccano ai 30 giorni dovuti per didetta… ma la linea non funzionava.. io te li pago ma il servizio me lo lasci… ieri fattura con spese disattivazione..chiamo e dico novita’? vi abbiamo chiamato ieri reclamo infondato deve pagare …non hanno parlato con nessuno su cellulare nessuna chiamata,lo faccio presente e,dico a domanda scritta vorrei risposta scritta…ma lei pretende troppo ….aperto un altro reclamo i costi attivazione non sono dovuti e la linea e’ stata chiusa il 7.11 x morosita’ ma deve pagare comunque fino al 5.12. Sono strani le morosita’ di solito le segnalano invece su tutte le fatture c’e’ scritto i pagamenti regolari.redo sia un modo loro per incassare soldi non dovuti tirando matta la gente

    • Loro vivono di questi giochetti in quanto poi gli utenti, nella maggior parte dei casi, sono costretti a fare il loro gioco. Infatti solo pochi vanno in contenzioso e gliela fanno pagare

  18. Ho inviato la raccomandata di disdetta linea TIM il giorno 12 febbraio 2019; dopo qualche tempo, visualizzo nella sezione area clienti 191 che tale richiesta è stata presa in carico a partire dal giorno 20 febbraio. Nel frattempo ricevo la fattura relativa al bimestre Dicembre-Gennaio, che provvedo regolamente a saldare. Decorso il termine di 30 giorni dalla data del 20 febbraio, non ricevendo notizie in merito, inizio a contattare gli operatori del 191; mi dicono che ai primi di Aprile la linea verrà disattivata. Naturalmente ciò non avviene, e ad intervalli di qualche giorno ricontatto il 191; inutile dire che ogni operatore mi ha dato una risposta diversa. Finalmente, in data 9 Aprile, riesco a contattare un operatore competente; “abbiamo avuto problemi con il sistema” – mi fa presente – “ma entro le 24 di oggi la sua linea verrà disattivata”; finalmente, dopo poche ore, il telefono viene disabilitato. Il problema è che funziona tutt’ora la connessione internet…a breve dovrò ricevere la fattura del bimestre Febbraio-Marzo ma, a parte ovviamente i costi del recesso, mi sa che non è finita lì…Mi sa che ne vedrò delle belle…

  19. Buona sera, racconto la mia storia. A settembre mi chiamano per conto telecom per offrirmi passaggio a fibra, io stavo per staccare la chiamata ma mi intimano “allora le stacchiamo la linea?” ed io “no no assolutamente, ci lavoro”. Ero cliente telecom da 2010 ed avevo modem adsl ormai saldato nel corso degli anni e quindi di proprietà. Insomma mi appioppano come obbligatorio il passaggio a fibra e ai miei chiarimenti sul modem mi dicono che continuerò a pagarlo con altro operatore nel caso decida di cambiare. Ingenuamente ci casco. Un mese dopo approfittando dei continui aumenti un’altra operatrice del 187 mi suggerisce di approffittare della clausola in bolletta e recidere senza penali. E anche li mi suggeriscono male e un po’ ci casco perchè leggo male la clausola interpretando che il modem posso restituirlo, faccio raccomandata dicendo che se vogliono restituisco il modem… e invece dopo qualche mese mi arriva la bolletta di chiusura in cui ci sono 240 euro di modem per il quale non avevo nemmeno cominciato a pagare le rate e 35 euro di cambio gestore che invece mi pare di capire anche dalla clausola non dovrei pagare. Nel frattempo passo a wind e il tecnico porta il suo modem e li comincio a scoprire l’imbroglio…A gennaio dati i continui solleciti di pagamento faccio un fax di reclamo, spiegando i raggiri descritti sopra e includendo copia dell’esito ok alla raccomandata. Insomma mi ritrovo con ricevuta di raccomandata ed ok del fax ma da ottobre telecom non si è fatta sentire. A farsi sentire però è l’agenzia di riscossione crediti per conto di telecom che mi da 15 giorni per pagare. Quello che voglio chiedere è: gli operatori telefonici possono dire tutte le baggianate di questo mondo inducendo a cascare in questi raggiri ? E’ possibile chiedere le registrazioni integrali ovvero non solo la parte annunciata che sarà registrata ma anche tutte le cavolate che dicono per convincere in modo ingannevole ad accettare? Con le registrazioni potrei evitare di pagare un modem che non volevo quando io stavo benissimo con un modem adsl di mia proprietà? Ma chi la voleva sta fibra…e mo mi ritrovo con un modem che non mi serve e telecom lo vuole pagato…
    grazie

  20. L’anno scorso telefona un operatore di Tim Telecom dicendomi che ero obbligato al passaggio dalla ADSL 20 mega ai 100 mega in fibra ottica. Pur spiegandogli che non avevo bisogno di quella banda, l’operatore mi comunicò che il passaggio era obbligatorio o non avrebbe più funzionato la linea telefonica. Accetto a patto che non ci fossero spese aggiuntive o modifiche al contratto, purtroppo tutto rmane per via telefonica e nulla scritto (ingenuo io).
    All’arrivo della prima bolletta mi si addebitano € 100,00 per passaggio ad altro contratto. Contesto tramite PEC e dopo svariati mesi riesco a farmi scalare tale cifra da una delle bollette successive.
    Decido allora di passare ad altro operatore vista la scorrettezza di TIM.
    Come ultima bolletta mi si addebitano € 100,00 per cessazione anticipata linea, in quanto hanno ricontrattualizzato la mia posizione e 134,20 € per le 11 rimanenti rate dell’acquisto router che benchè venga rilasciato come gratuito, fino a che si è clienti viene fatturato e poi scontato dalla fattura come promozione ma in caso di rescissione viene addebitato. Trovo il comportamento di TIM riprovevole, e aggiungerei che comunque vendere un modem router per la cifra di 292,80 €, è scandaloso, visto il modello dell’apparecchio che danno che sul mercato non varrà più di € 100,00 (e sto sparando altissimo). In più comunicare una modifica unilaterale del contratto e considerarla come una nuova attivazione contrattuale non mi sembra per nulla corretto.

  21. Buonasera,
    avevo un contratto fisso+mobile Telecom Impresa e, dopo 4 anni di bollette che in pochissimi mesi hanno rispettato l’offerta pattuita, ho dato disdetta per passare a Vodafone. Per il mobile, la disdetta è andata a buon fine, anche se nell’ultima fattura mi hanno addebitato una penale che pochi giorni prima un operatore mi aveva detto non dovuta. Per il fisso, invece, hanno continuato a inviare fatture: alla prima, ho inviato una PEC e poi ho chiamato un operatore, che mi ha detto che la PEC in quel modo non andava bene, perché dovevo fare la richiesta con un file allegato a parte. Così ho fatto, ma non è servito a nulla, sono arrivate ulteriori fatture con avvertimento che, se continuo a non pagare, mi sospenderanno il servizio e agiranno per le vie legali. Preciso che Vodafone dice di aver fatto tutto correttamente, e mi ha confermato che sto telefonando e navigando con la loro linea.
    Cosa fare, quindi, attendere che agisca legalmente la Telecom, oppure anticiparla facendo scrivere da un Avvocato? Cosa devo controllare prima di essere certo di poter vincere un’eventuale causa? Non è un problema anticipare le spese legali, purché si abbia la quasi certezza di recuperale tutte.

    Grazie mille in anticipo per eventuali consigli

    • La certezza, soprattutto in ambito legale non è di questo mondo. Per questo adire i tribunali deve essere sempre, a nostro avviso, l’ultima soluzione da ponderare. Molto più semplicemente, visto che tra l’altro è obbligatoria prima di procedere con una causa, le consiglio di fare una mediazione alla Corecom competente ( sul sito trova i dati per la competenza ed il modulo da inviare). In quella sede l’80% dei casi si risolvono. Se così non fosse attenderei l’azione da parte della Telecom. L’unica cosa che dovrà essere fatto è un reclamo formale dove contesta la richiesta e descrive l’accaduto da inviare con racc.ta a.r . Non c’è bisogno che la scriva un legale .

  22. Buongiorno,
    mio suocero aveva dal 1975 una linea con telefono fisso Telecom. Nel 2005 è deceduto e mia suocera non ha fatto nessuna voltura e ha continuato ad utilizzare la linea e a pagare le bollette fino ad oggi.
    Ora mia suocera, non utlizzando più il telefono, vorrebbe dare disdetta del contratto. Come fare ora per chiudere il contratto e la linea ?
    Grazie mille

    • Deve prima di tutto mandare una raccomandata a/r comunicando la volontà di disdire il contratto. Successivamente le consiglio di telefonare e parlare con un operatore facendogli presente la sua volontà ma dica che questa decisione è dovuta ad esempio a trasferimento ecc. altrimenti, con i loro giochetti, tarderanno a fare disdetta

  23. Buongiorno, titolare contratto business con recesso inviato sia per raccomandata AR che per PEC, in settembre 2018, con scuse varie mi vengono inviate bollette fino a febbraio 2019, peraltro pagate. Il problema è che – nonostante nelle mie missive specificavo il nuovo indirizzo di eventuali future e successive bollette (mi sono trasferito in residenza in altra città) – la Telecom insisteva a recapitare al vecchio indirizzo, attivando così delle ‘more’ in successione, a mio parere immotivate. Non credo di dover ‘more’ di ritardato pagamento per una approssimativa gestione dei recapiti. Grazie per un Vs parere.

    • Concordo con Lei . A mio avviso non sono dovute le more avendo lei comunicato il nuovo indirizzo. Pertanto provveda a contestarle formalmentente

  24. Buona sera. Ho mandato disdetta con raccomandata a Telecom Italia nel 2015 oggi 29/05/2019 mi dicono, ( dopo tutte le telefonate i fax ecc.) che mancava della documentazione e le bollette arretrate pagate non mi saranno rimborsate.

  25. In data 22/04/2019 inoltro online sul portale myTIM richiesta per un subentro sulla linea fibra intestata a mio nome in favore di mia moglie. La richiesta viene accolta e dopo qualche giorno vengo contattato per confermare e per fissare un appuntamento con il tecnico. Il 29/04, all’arrivo del tecnico vengo informato da quest’ultimo che non è possibile eseguire la procedura di subentro per la fibra e che quindi avremmo dovuto dare disdetta per il precedente contratto ed attivarne uno nuovo (chissà poi per quali assurde ragioni). Contatto il servizio clienti dove mi comunicano che avrebbero disdetto loro il contratto a mio nome ed il tecnico esegue pertanto l’allaccio della nuova linea.

    Per l’attivazione di questa nuova linea non abbiamo mai ricevuto il contratto da firmare né tanto meno eseguito registrazioni telefoniche in sostituzione. Non ci sono state fornite inoltre sufficienti indicazioni sulle condizioni contrattuali (di fatto non ci è stato detto nulla al riguardo, l’operatore ha accennato al costo affermando che sarebbe stato addirittura leggermente inferiore a quanto pagato mensilmente fino ad allora).
    In seguito alla consultazione della prima fattura, scopriamo che cosi non è ma che in realtà ci sono
    dei notevoli costi “nascosti” definiti come contributo attivazione TIM CONNECT e quota adesione TIM CONNECT rateizzati per 12 mesi il primo e per ben 24 mesi il secondo (“gentilmente” riservati solo a chi è già cliente TIM). Al momento le fatture ricevute (e non ancora pagate sono due).

    Chiaramente se dovutamente informati prima di procedere, avremmo valutato in modo del tutto diverso l’opzione del subentro soprattutto perché non vogliamo “rinnovare” questo tipo di vincoli.

    Stanchi del comportamento scorretto e poco trasparente di TIM, vorremmo quindi cambiare operatore sperando in meglio.
    Possiamo considerare in qualche modo il secondo contratto non valido non avendone mai sottoscritto le condizioni? Ed in caso positivo come possiamo far valere i nostri diritti di consumatori?

    • Se il contratto non è stato sottoscritto manca la volontà che è uno degli elementi principali del contratto previsti a pena dì nullità. Pertanto dovrete immediatamente contestare la bolletta e l’attivazione del contratto e poi ricorrere al giudice per far dichiarare la nullità

  26. Salve, ho chiamato ora la Telecom di cui sono cliente da meno di un mese, per avere il codice migrazione, giacche viaggio con l ADSL a meno di 2 mega. Mi chiedono 35 euro do costi di disattivazione, e va bene, e, 240 euro di costi di attivazione, che mi sono stati scontati in fase di contratto, ma che devo pagare nel caso receda prima di 24 mesi, 10 euro per ogni mese rimanente!! E’ legale? Lo possono fare? Come devo comportarmi? Grazie.

    • E’ legale solo se previsto nel contratto e quale clausola vessatoria ex art. 1341 e ss cc. Pertanto la cosa che dovrà fare è accertarsene leggendo il contratto e se del caso promuovere azione per farsi dichiarare la nullità della clausola . Intanto dovrà contestare la bolletta proponendo reclamo

  27. Buongiorno,
    ho effettuato il contratto Tim Connect circa un anno fa con la Tim per due anni, dove sono riportate chiaramente le condizioni contrattuali e le scontistiche applicate.
    le scontistiche mi sono sono state applicate solo per due mesi, anzichè un anno come previsto. Ho segnalato piu’ volte il problema al numero verde Tim, che ovviamente ha sempre risposto che a loro non risultava questa forma contarttuale. Ho fatto reclamo con raccomandata e con posta certificata, ho avuto risposta da loro pec di accettamento del reclamo, ma non ho visto in bolleta nessun rimborso e soprattutto cambiamento nelle bollette successive.
    Per non esser contenti, Tim mi sta tempestando di chiamate per dirmi che a breve il mio canone sara’ ancora piu’ caro di quello previsto dal contratto . Io sono esausto di Tim, vorrei poter disdire l’abbonamneto, cosa mi consiglia?
    Grazie della collaborazione

    • Le consiglio di fare istanza alla Corecom (può trovare il luogo di competenza sul sito della Corecom). Potrebbe anche chiedere, a mio avviso, la risoluzione del contratto per inadempimento se non persino il recesso per vizio della volontà visto che, presumo, senza la scoutistica di un anno non avrebbe firmato il contratto. Comunque sia se volesse comunicare il recesso /risoluzione dovrebbe farlo con racc.ta e poichè tanto non le risponderanno dovrà comunque adire, successivamente, la Corecom

  28. Salve, ho attivato la Tim connect a ottobre 2018 per poi passare alla nuova Tim connect nel febbraio 2019, ad aprile ricevo una telefonata presentandosi come un consulente tim che mi diceva che ci sono delle modifiche unilaterali e che da 40€ passavo a 65€ al mese, quindi molto arrabbiato chiedo come fare per chiudere il contratto perché non accettavo quelle condizioni, l operatore mi dice che non mi conveniva perché comunque avrei perso la portabilità del numero quindi mi consiglia di migrare verso altro operatore entro il termine stabilito e cosi ho fatto.Quindi vengo contattato da tim dove mi dicono che sarei andato incontro a pagamenti rateali e relativi sconti legati al contratto quali attivazione,adesione,tim expert e decoder, in quanto in quel periodo non sono state effettuate modifiche contrattuali.La mia domanda e visto che io comunque non ho mai firmato nessun contratto scritto quindi mai accettato, ho gia inviato una pec e chiesto l invio del contratto da me firmato, fin ora ho pagato regolarmente e giusto che io paghi? grazie.

    • Il fatto che abbia pagato regolarmente può essere visto come un tacito consenso al contratto anche se formalmente non ha firmato. Mandi una disdetta formale con raccomandata a /e facendo presente l’accaduto ed eventualmente istanza alla Corecon

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