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SPECIALE COVID: SE ESCO DI CASA RISCHIO IL PENALE

SPECIALE COVID: SE ESCO DI CASA RISCHIO IL PENALE

Con l’emergenza Coronavirus non possiamo più uscire di casa?
Cosa si rischia se usciamo?

In questi giorni ho ricevuto diverse richieste su come comportarsi per l’emergenza Covid 19 e soprattutto in merito a quali conseguenze si può andare incontro se si esce di casa.

Coloro che in questi giorni verranno fermati dalle pattuglie e si vedranno contestare l’art. 650 c.p.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’08 marzo 2020, come tutti sappiamo, ha stabilito il divieto per chiunque di uscire di casa e transitare nelle nostre strade sia al di fuori del Comune che all’interno del Comune di residenza.

Si può uscire solo per comprovate esigenze lavorative, di salute o di necessità.

Come si evince dalla lettura della norma le motivazioni per cui si è usciti di casa debbono essere dimostrabili.
Quindi se esco per necessità, ad esempio per andare in farmacia e al supermercato dovrò avere con me lo scontrino.
Se vado a lavorare le autorità potranno fare i dovuti accertamenti e recarsi dal datore di lavoro e chiedere se effettivamente il lavoratore fermato si è recato in quel giorno ed ora al lavoro.
Sul sito del Ministero è disponibile una autocertificazione che dovremmo portare con noi al momento in cui usciamo di casa.

GUARDA IL VIDEO

Preciso che contravvenire alla normativa non è affatto da furbi ma un gesto irresponsabile in quanto se ci atteniamo alle regole tutti assieme usciremo prima da questa situazione paradossale che ha ripercussioni su tutti noi sia sul piano della salute che economico.

I controlli

In questi giorni e sempre più si sta assistendo ad un controllo massivo per contenere il Covid 19 da parte delle pattuglie che fermano causalmente e già si leggono sui quotidiani di persone denunciate per aver violato il decreto.

Attenzione!

Se si viene fermati in una strada ove il transito non è essenziale per le necessità che ho dichiarato, commetto il reato di cui all’art. 650 c.p e le forze dell’ordine procederanno alla identificazione della persona fermata chiedendogli l’elezione di domicilio e cioè dove vorrà che le successive notificazioni gli vengano inviate e gli chiedono se hanno un difensore di fiducia da nominare, altrimenti verrà nominato un difensore di ufficio.

Attenzione!

L’elezione di domicilio è consigliabile farla presso la propria residenza e non presso l’avvocato che potrebbe non accettare la nomina.
Da quel momento si aprirà un procedimento penale per la violazione dell’art. 650 c.p.

L’art. 650 c.p.

Cosa dice l’art 650 c.p.?
Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità (1) per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato , con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro.
Questa è una contravvenzione ma non amministrativa e cioè non è la classica multa per divieto di sosta.
E’ un reato vero e proprio con tutto ciò che ne consegue.
Quindi da quel momento scatta un procedimento penale .

Il decreto penale di condanna

E’ probabile che successivamente verrà comminata una ammenda con decreto penale di condanna.
L’ammenda consiste nel pagamento di una sanzione ma non è di carattere amministrativo ma è una vera e propria pena come l’arresto e reclusione.
Se pagate l’ammenda ammettete il reato e corrisponde all’esecuzione della pena e va sul casellario giudiziale ed il soggetto non sarà più incensurato con tutto ciò che ne può conseguire anche sul piano del lavoro.
Nel casellario non ci sarà scritto che il soggetto era uscito di casa per il Covid 19 ma che invece questi ha commesso il reato dell’art. 650 c.p.

ATTENZIONE!

Se ricevete un decreto penale di condanna contattateci subito perché bisogna fare opposizione per evitare le conseguenze di una condanna penale.

Infatti, entro 15 giorni il decreto penale di condanna si può opporre e si potrà chiedere una oblazione che corrisponde ad una somma da pagare.
Solo così, pagando la somma per l’oblazione il reato si estinguerà e non si avranno conseguenze sul piano penale.

Se avete bisogno di assistenza non esitate a contattarci anche in questo periodo

Colgo l’occasione per sottolineare come anche in questo periodo di sosta forzata per il bene del nostro Paese lo Studio continua in tranquillità a dare assistenza a chi ne ha necessità.
Come saprete le udienza sono attualmente sospese sino al 23 marzo ma si prevede una proroga almeno sino al 3 aprile: la sospensione non riguarda però questioni urgenti quali arresti, cause relative al diritto di famiglia, misura cautelari ecc.
Potrete contattarci via email e potremmo assistervi e ricevervi anche in videoconferenza via Skype.
Fortunamente grazie alle tecnologie e cioè grazie ai sistemi di videoconferenza, email e cancelleria telematica per quanto riguarda le questioni civili si può tranquillamente continuare a lavorare anche in questa situazione.

Per ogni necessità scrivete a

 info@bartolinistudiolegale.com

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