Il cartello recante l’iscrizione in tedesco “Arbeit macht frei” (“Il lavoro rende liberi”) posto all’ingresso dell’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau, in Polonia, è stato rubato da ignoti.
La polizia ha offerto un premio di 5.000 zloty (1.250 euro) a chi ritroverà la scritta. La scritta, fu realizzata su ordine dei nazisti nel 1940 da un detenuto polacco del campo, il fabbro Jan Liwacz (numero 1010 di immatricolazione del Lager).
“L’iscrizione è stata rubata alle prime ore del mattino”, ha detto Jaroslaw Mensfeld, portavoce del museo che amministra l’ex campo di sterminio. “E’ una profanazione del luogo dove sono state uccise oltre un milione di persone”ha aggiunto. Sorto nell’aprile del 1940, dopo l’occupazione della Polonia da parte di Adolf Hitler nel settembre 1939, il campo di concentramento di Auschwitz divenne il simbolo dell’Olocausto. Nel campo trovarono la morte oltre un milione di persone, in maggioranza ebrei. Il gerarca nazista Einrich Himmler aveva scelto Auschwitz come luogo anche per una fabbrica della industria chimica IG-Farben, nonché per altre di vario tipo, tra cui aziende agricole, per sfruttare la manodopera dei prigionieri. Nel campo di sterminio di Auschwitz, nella Polonia occupata dalla Germania di Hitler, che si estende su una superficie di circa 200 ettari, furono sterminate nel complesso sistema di camere a gas oltre 1,1 milioni di persone, per lo più ebrei. Il lager fu liberato dai soldati dell’armata rossa il 27 gennaio 1945, e da allora questo giorno è stato dichiarato giornata della memoria mondiale in ricordo della Shoah.
Fino a che punto dobbiamo arrivare per toccare il fondo?



