Dopo la recente sentenza n. 12408/11, la Terza Sezione della Cassazione assesta una ulteriore spallata ai tentativi di alcuni Fori di utilizzare delle proprie tabelle per il risarcimento del danno non patrimoniale, anziché scegliere di adottare quelle del Tribunale di Milano. Nella sentenza n. 14402, depositata il 30 giugno, infatti, partendo da una liquidazione “bresciana” lamentata inferiore, nella misura di 250 milioni, rispetto alla somma prevista dalle tabelle ambrosiane, la Corte arriva ad un vera e propria dichiarazione di adesione al criterio adottato dalle tabelle milanesi, dopo l’intervento delle Sezioni Unite del 2008. Non solo: le tabelle milanesi vengono giudicate come «le più idonee ad essere assunte quale criterio generale di valutazione» e pertanto ne viene caldeggiata l’adozione, anche al fine di evitare trattamenti diseguali nell’ipotesi di medesimi danni. Ovviamente resta fermo il dovere del giudice di allontanarsi dalle stesse al fine di personalizzare la liquidazione al caso concreto, sempre che dell’allontanamento venga fornita adeguata motivazione.
Le tabelle risarcitorie di Milano verso una unificazione Nazionale.

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