Riprendiamo il report dell’udienza di incidente probatorio relativo alla strage di Viareggio.
Si fa presente, per dovere di cronaca, che sui vari quotidiani locali Il Tirreno e La Nazione sono apparsi due articoli di spicco. Il primo, sul quotidiano La Nazione dal titolo “ Caro Vangi se fosse stato mio alunno l’avrei bocciata” facendo riferimento alla frase detta dall’ing. Prof. Paolo Toni nell’esame dei periti. Sul giornale Il Tirreno, invece, i toni si fanno più preoccupanti in quanto risulta un articolo in cui si evidenzia che uno dei periti in realtà avrebbe un contratto di lavoro a tempo determinato con le ferrovie. Ovviamente superfluo è evidenziare quali complicanze e problemi d’incompatibilità possa comportare tale circostanza, se corrispondente a verità anche in ordine al fatto che correttezza vorrebbe che tale circostanza fosse venuta fuori dallo stesso perito nominato al momento del conferimento dell’incarico.
L’udienza prosegue con le domande da parte dei rispettivi consulenti ai periti.
Prosegue , dall’udienza di ieri, il prof Toni consulente della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca. Si seguirà sempre, per maggiore chiarezza, un ordine numerico delle domande e sempre senza pretesa di esaustività anche per i vari aspetti tecnici che inevitabilmente vengono messi in gioco in questa fase procedimentale.
1) Domanda Prof. Toni: ieri è stato detto che al momento del passaggio sulla zampa di lepre il carro era sempre collegato alla locomotiva. Quali calcoli sono stati fatti per arrivare a questa conclusione?
Risposta ing. Vangi : non sono stati fatti calcoli .
2) Domanda Prof. Toni : perché non avete allegato tali considerazioni alla vostra perizia?
Risposta ing. Vangi : perché non ritenuto elemento rilevante. Sono elementi che vanno presi in considerazione per una dinamica complessiva ma alcuni aspetti non sono stati riportati perché irrilevanti. Abbiamo riportato solo quelli che abbiamo ritenuto fondamentali per la dinamica. E’ inutile stare a scrivere cose non dirimenti
3) Domanda Prof.Toni: prendo atto senza polemizzare della risposta. Avete preso in considerazione che a colpire la zampa di lepre sia stato un altro oggetto in quanto la deformazione della zampa di lepre, a mio avviso, è più rapportabile ad un urto che non ad un taglio
Risposta ing. Vangi : abbiamo preso in considerazione anche tale ipotesi. Gli oggetti che abbiamo valutato per lo squarcio erano la zampa di lepre e il picchetto. Ci siamo chiesti cosa avesse danneggiato la zampa di lepre. E’ probabile che qualcosa altro abbia urtato la zampa di lepre ma valutando i due scenari abbiamo applicato la teoria della falsificazione di Popper cioè valutando ciò che non torna e no ciò che torna. Se analizzo ciò che torna rischio di sbagliare nell’analisi della teoria.
4) Domanda Prof.Toni : sulla zampa di lepre vi era passato il 1° ed il 2° carro. Cosa colpì la zampa di lepre? La sala 85890, gemella di quella fratturata. Se guardo alla dinamica è ipotizzabile che le stesse si siano sganciate in coincidenza della zampa di lepre. Vicino alla zampa di lepre vi sono tracce di colpi sulle traversine. E’ dovere accertare tutte le possibilità.
Intervento PM : è possibile che la cisterna scivolando abbia arato le traversine?
Risposta ing. Vangi : per noi è possibilissimo che sia stata la sala e non la cisterna e che quei segni siano stati fatti dalla sala. Questo non vuol dire che sia stata urtata la zampa di lepre anche se non si può escludere.
5) Domanda da parte di tecnico della procura che ha fatto rilievi in 3d, ing. Bertini : come giustificate i vari segni sulla cisterna dal vostro grafico allegato in perizia? Rispetto al solo segno dell’incisione è necessaria la rotazione che evidenziate in perizia?
Risposta ing. Vangi : è solo una ipotesi. I segni potrebbero tornare anche se la cisterna ruotasse in altra maniera.
Intervento del GIP: come è possibile che tornino i segni sulla cisterna se la facciamo ruotare diversamente? Questa rotazione giustifica il taglio sulla cisterna. Vero?
Risposta ing. Vangi: in realtà si parla di rollio e non di rotazione.
Intervento del Gip : muovendosi o rollando anche il taglio subirebbe una diversa configurazione, vero?
Risposta ing. Vangi: la cisterna avrebbe potuto ruotare durante il taglio. E’ possibile che la cisterna sulla zampa di lepre sia ruotata di 4°
Intervento Gip : se ruota di 4° di quanto si sposta il taglio. L’avete verificato?
Risposta ing. Vangi: non vi è spostamento in realtà del taglio
Intervento Gip: quindi il perno della rotazione è la zampa di lepre. Quanto corrisponde in termini di centimetri la misura del carrello durante la rotazione?
Risposta ing. Vangi: non abbiamo misurato tale circostanza, ma si può ipotizzare 30 c.m.
5) Domanda diretta PM: ho sentito una serie di forse, potrebbe, ma …. Come giustificate tali dubbi con l’assoluta certezza delle conclusioni della vostra perizia.
Risposta ing. Vangi: vi sono elementi primari e secondari
6) Domanda diretta pm: la dinamica è secondaria secondo lei?
Risposta ing. Vangi: la dinamica è secondaria in quanto avendo una coincidenza morfologica tra zampa di lepre e taglio tutti quei vincoli della dinamica sono secondari. Questo non vuol dire che è andata così ma questi vincoli li riusciamo a giustificare.
7) Domanda diretta pm: allora può dire che la certezza della perizia può essere ridimensionata?
Risposta ing. Vangi: no. Noi abbiamo elementi primari assolutamente certi. Sono possibilista solo su elementi secondari. Vi sono elementi forti che debbono tornare, gli elementi secondari se tornano bene altrimenti non è rilevante. L’atteggiamento possibilista non è sulla conclusione. Gli altri elementi sono di contorno, utili per vedere se vi è una possibilità di giustificazione – cosa che abbiamo fatto – ma non è che possiamo mettere la mano sul fuoco su tali elementi. Sugli elementi forti siamo invece convinti.
Risposta ing. Licciardello: la dinamica non si può calcolare, è avvenuta come è avvenuta e qualsiasi calcolo sarebbe sottoposto ad incertezze. Si può ipotizzare una ipotesi. Noi dobbiamo verificare due scenari : picchetto e zampa di lepre. La ricostruzione presentata nella nostra perizia ha il senso di dire che esiste una configurazione del carro tale da poter essersi procurato un taglio sulla cisterna a causa della zampa di lepre? Dalle verifiche questo scenario ci pareva compatibile. Questo è stato il processo che abbiamo attuato. Il disegno in perizia è uno scenario molto verosimile ma non certo. Per una maggiore precisione bisognava fare una analisi cinematica.
8.Domanda diretta del PM: come mai non avete accertato la cinematica della dinamica?
Risposta ing. Licciardello: si sarebbero fatti accertamenti se si fosse voluto capire l’esatta dinamica. La cinematica è di per sé incerta. Si sarebbe dovuto fare alcuni calcoli che non avevamo il tempo ne la necessità di farli. Le verifiche approfondite si sono fatte sugli elementi rilevanti. Un’analisi più dettagliata non avrebbe portato ad un migliore accuratezza .
9) Domanda diretta del PM: le priorità sono stati i calcoli sul termine del disastro? Avete basato le vostre priorità su deduzioni? Quale base scientifica vi è sul fatto che ciò che per voi è priorità lo sia scientificamente.
Risposta ing. Licciardello: molti elementi sono stati valutati in questa maniera e cioè in maniera deduttiva.
10) Domanda ing. Bertini : le ipotesi debbono essere plausibili sul piano fisico. Sul piano fisico la cisterna di 80 t può essere supportata in due punti con due moti, uno di rollio che a mio parere non può avvenire facendo perno sulla zampa di lepre. Posso ipotizzare che il movimento sia stato intorno ad un asse verticale o che la rotazione sia stata trascinata dal taglio. Non vedo come possa aver fatto perno sulla zampa di lepre
Risposta ing. Vangi: non vedo alcuna incompatibilità fisica. Parte della cisterna poggia sulla zampa di lepre e altra parte sulla rotaia. E’ ovviamente un punto macroscopico. Se ingrandiamo la zona,la cisterna potrebbe ruotare sulla rotaia. La cisterna ruota sui punti di contatto in quella zona non in un punto specifico.
11) Domanda ing. Bertini .: fisicamente la cisterna non può stare in equilibrio. Si deve appoggiare per forza in due punti
Risposta ing. Vangi : con questa rotazione la cisterna si stacca dalla controrotaia. E’ un movimento non è che sta statisticamente in equilibrio
12) Domanda ing. Bertini : la posizione finale raffigurata nella vostra perizia della cisterna indica una inclinazione da 14° a 8° è necessaria per portare la zattera a contatto con la controrotaia nell’urto. Quindi voi confermate questa rotazione di 6°?
Risposta ing. Vangi: questa rotazione è necessaria se vogliamo includere in questa dinamica che le tracce sulla cisterna siano state provocate dalla controrotaia. E’ una ipotesi che sta in piedi sia geometricamente che fisico ma non è indispensabile per dire che il taglio sia stato effettuato dalla zampa di lepre. E’ una delle possibili raffigurazioni.
13) Domanda ing. Bertini : la rotazione che si deve compiere intorno all’asse della cisterna per un contatto con la controrotaia dovrebbe essere una rotazione con un determinato angolo, raffigurato nella vostra perizia. L’angolo riportato è pari a 18-20° che avrebbe dovuto portare uno strisciamento sulla superficie di almeno 1mt , difficile da ipotizzare visto che non vi erano tracce di tal genere. Come commentate tale circostanza?
Risposta ing. Licciardello: l’angolo è di 6°. Vi è un grado di libertà data dalla rotazione e dalla boccola che ruota intorno alla sala. Il disegno è una possibilità considerando i due gradi di libertà. L’angolo ci torna 6° misurato a CAD.
14) Domanda Prof Toni: era necessario conoscere la distanza tra lo squarcio e la zattera per poter verificare la compatibilità della rottura della zattera con la controrotaia. Questa verifica fu fatta a Calambrone. La distanza che avete considerato non tiene conto del fatto che le molle di sospensione erano compresse per il carico del carro, mentre in rotazione le molle erano allungate se non persino distaccate. Ne avete tenuto conto perché ciò impedirebbe l’urto della zattera con la controrotaia.
Risposta ing. Vangi: la zattera e la boccola ruotata e distaccata dalla sospensione, perde di significato. La sala rimane agganciata. La parte alta della sala può essere rimasta ancora attaccata , la parte bassa si è staccata dalla sospensione ha un grado di libertà. L’esatta distanza perde significato perché la sala può muoversi. Non siamo più in una posizione statica perché la sala poteva ondeggiare.
15) Domanda prof. Toni: visto che per ricostruire lo scenario bisogna fare diverse ipotesi, avete valutato la concatenazione degli eventi nella ricostruzione del fatto?
Risposta ing. Vangi: il fatto che i carrelli erano inclinati lo erano tutti, che la boccola era di traverso la vediamo in foto . Quello che può sembrare ipotesi strana in realtà non è così. In un moto così complesso bisogna fare una serie di ipotesi che vanno fatte per una dinamica così complessa per verificare le tracce e i segni nella infrastruttura.
16) Domanda diretta PM: lei ha risposto sulla domanda della distanza tra boccola , zattera e squarcio ed essendo il carro in movimento questo elemento perde importanza, vero?
Risposta ing. Licciardello: la distanza geometrica è importante . Abbiamo misurato le distanze analoghe sul carro a Viareggio. Su questo abbiamo stimato l’incertezza che potevamo avere su questa distanza e ne abbiamo tenuto conto
17) Domanda diretta PM: ne avete tenuto conto interiormente perché non risulta in perizia. L’avete cristallizzata in una vostra foto ma niente più.
Risposta ing. Vangi: queste sono misure che abbiam fatto ed abbiamo valutato le misurazioni. Queste sono riportate anche nel disegno CAD fig. 3.10.16. Perde significato questa misura non vuol dire che non abbiamo verificato la compatibilità ma esistono molti gradi di libertà di quest’oggetto. Quello che abbiamo riportato nel disegno è un disegno sfrondato di tutti i dettagli per dare evidenza alla compatibilità geometrica.
18) Domanda diretta Pm: come mai mi calcolate quella misura precisa e la fate finire proprio sullo squarcio se vi era tanto margine?
Risposta ing. Licciardello: facendo il disegno come in perizia tornava che la boccola andava ad urtare contro la controrotaia e non abbiamo dovuto aggiustare il disegno per farci tornare quella configurazione. Non abbiamo ritrovato solo un risultato di misurazione perché lo riusciamo a far tornare con varie misurazioni
19)Domanda diretta PM: perché queste considerazioni non sono in perizia
Risposta ing. Vangi: abbiamo preso la misura media
20) Prof. Toni: ma quella è la misurazione minima e non media
Intervento GIP: hanno già risposto e spiegato il raggio di possibilità. Sono partiti da punti fermi che non sono quelli della dinamica ma altri. Mi sembra che la ricostruzione della Procura parta dalla dinamica e quindi sono due ricostruzioni che partono da presupposti diversi.
21) Domanda prof. Toni: la loro configurazione può far ipotizzare che le molle erano sempre agganciate al momento della rotazione
Risposta ing. Licciardello: quella configurazione ci è parsa possibile
22) Toni: quanti carri avete visto che avevano lo sganciamento da una parte e dall’altra no?
Risposta ing. Vangi: dalle foto allegate abbiamo già un esempio. Non è necessario avere tanti casi ma ne basta uno per la possibilità che si verifichi.
23) Domanda prof. Toni : si parla molto di lucidità . Cosa s’intende per corpo lucido?
Risposta Vangi: non abbiamo posto tanta attenzione sul lucido o meno. Sulla foto ( relativa alla zampa di lepre) si vede una ossidazione e quindi anche se vi fosse lucidità sarebbe stata ossidata.
Intervento Licciardello: a quale punto specifico della relazione si riferisce?
24) Domanda prof. Toni: ho estratto una frase dalla vostra relazione ( pg. 106). Il materiale della foto scattate dopo l’incidente mostra zone di lucidità nonostante l’acqua usata per spegnere l’incendio. La foto della zampa di lepre anticipa di un giorno quella del picchetto. Dove è la lucidità?
Risposta ing. Vangi: ringraziamo per averci segnalato l’errore sulla data che ci era sfuggita anche se non cambia nulla. Se invece di un giorno sono passati tre giorni mi aspetto più ossidazione. La superfice di rotolamento è ossidata ma per definizione è lucida perché vi passano i treni. Se vediamo la foto 3.10.32, noi giudichiamo dalle fotografie visto che non c’eravamo quel giorno. Se poi ci vengono a dire che ciò che appare è polvere di sassi non cambia molto il discorso. Abbiamo una zona tutta ossidata e quindi non mi stupisce che non possa vedere il lucido.
25) Domanda prof. Toni:faccio notare che vi è il punto di deviatoio tra binario 4 e 5. Il binario che porta verso Pisa è il 4 e si vede bene che il binario 4 è lucido mentre nell’altra deviata meno e quindi l’ossidazione può derivare dal fatto che vi passano su un binario meno treni.
Risposta ing. Vangi: si vede che tutte e due le superficie di rotolamento sono ossidate, non le vediamo certo lucide
26) Domanda prof. Toni: i criteri dell’abrasione. Da cosa si riconosce che una superficie ha subito un processo di abrasione?
Risposta ing. Vangi: noi abbiamo indentificato zone abrase sul picchetto dove lo spigolo originale non c’è più e ci fa pensare ad una abrasione.
27) Domanda prof. Toni: io parlavo delle abrasioni sulla zampa di lepre dove non vedo grandi tracce di abrasioni
Risposta ing. Vangi : nella zona più chiara in figura della zampa di lepre è abrasa non solo per l’aspetto ma anche per le dimensioni rispetto alle dimensioni originali viste sulla zampa di lepre sul lato opposto. La zampa di lepre ha cambiato geometria e dimensione e mostra piccoli “segnettini” rapportabili ad abrasione
28) Domanda prof. Toni:La deformazione non potrebbe essere data da un urto con un oggetto massivo importante
Risposta ing. Vangi: potrebbe essere prodotta anche da un urto. Secondo noi vi sono però le caratteristiche di una abrasione. Non potrei escludere che possa essere stato anche un urto ma probabilmente non può essere stato. Ogni elemento preso a sé può dare a diversi risultati e quindi potrebbe essere stato anche un urto. Bisogna però valutare gli elementi complessivamente e non singolarmente e quindi così facendo risulta difficile dire che è stato un urto.
29) Domanda diretta PM :lei ha parlato di “segnettini”. Cosa sono scientificamente?
Risposta ing. Vangi: ad una osservazione attenta sulla zampa di lepre vi sono piccole striature, piccole appunto non visibili dalla foto ma dal sopralluogo. Sono segni di usura.
30) Domanda diretta del PM: a cosa sono riconducibili?
Risposta ing. Vangi: noi le abbiamo attribuite ad usura
Intervento Gip : il concetto di usura ha a che fare con il passaggio del tempo
Risposta ing. Vangi : no intendiamo abrasione
31) Domanda diretta del PM: analizzando le due zampe di lepre perché ad una i periti attribuiscono il taglio della cisterna e sull’altra zampa i segni li attribuite ad urto?
Risposta ing. Vangi: noi nell’altra zampa di lepre non abbiamo trovato segni, per noi era come nuovo.
32) Domanda diretta del pm: sul primo spigolo vedo una deformazione, avete valutato?
Risposta ing. Vangi: a noi ci sembra nuovo in quanto lo spigolo non è netto ma arrotondato e su quella parte non c’è niente di rilevante.
33) Domanda prof. Toni: i segni di abrasione dovrebbero individuare il moto relativo tra i due corpi?
Risposta ing. Vangi : si
34) Domanda prof. Toni :secondo voi dato il moto relativo tra cisterna e zampa di lepre in che direzione avrei dovuto trovare queste striature?
Risposta ing. Vangi :nella direzione orizzontale sul fianco e verso alto sul petto. Questi segni tornano con il truciolo con la parte che chiamiamo petto. Il taglio è stato lungo ed il moto della cisterna è cambiato.
35) Domanda prof. Toni : Le strie sono inclinate come in figura o no?
Risposta ing. Vangi : vi sono strie in quel moto ed altre in modo diverso. Quello che vediamo è una zona abrasa su tutte le parti , di fronte e laterale.
36) Domanda prof. Toni : la cisterna avrebbe dovuto emergere da sottoterra per lasciare questi segni
Riposta ing. Vangi : non abbiamo fatto questa ipotesi
37) Domanda prof. Toni: le ipotesi che vanno fatte sono quelle sulle tracce e quindi quelle tracce non possono essere lasciate dalla cisterna.
38)Intervento diretto pm: con un taglio così severo non avremmo dovuto trovare altre tracce significative
Risposta ing. Licciardello: il moto relativo della cisterna è in uscita , ci si alza di alcuni centimetri della cisterna nella fase iniziale del taglio. Le strie in coincidenza con la deformazione del truciolo fa pensare che la deformazione della parte centrale sia dovuto ad un oggetto che sia stato penetrato e che così facendo abbia formato una deformazione tale ad un urto, senza entrare nella cinematica perfetta delle strie in quanto vi sono moti relativi complessi . Sono proprio quelle striature che escludono che il pezzo sia stato interessato solo da un urto ma è stato interessato da qualcosa più di un urto.
39) Domanda diretta pm : se la cisterna non è emersa come un sommergibile dalle viscere della terra, avremmo dovuto trovare altre strie che dessero conto dell’avanzamento compatibile con la vostra ipotesi?
Risposta ing. Vangi : non vi è nessun sommergibile che esce da sottoterra ma abbiamo che nel moto di avanzamento della zampa di lepre abbiamo lo schiacciamento della zona lato carrello. Immaginiamo che siamo in zona di generazione del truciolo e vediamo le tracce verso l’esterno a salire che non è il moto relativo della cisterna ma giustificate dal fatto che la lamiera si sta schiacciando perché abbiamo un lembo schiacciato sullo squarcio che abbiamo ritrovato. Non c’è necessità di trovare altre tracce.
40) Intervento diretto del PM : sulla zampa di lepre le tracce non ci stanno. Però sul modellino…
Intervento Gip : il perito non parla di modellino.
Risposta ing.Vangi: il modello pittoricamente è per dimostrare questo modo ma è ovvio che il modello non ha fatto il taglio. Vediamo però la compatibilità del taglio e il piegamento della lamiera.
41) Domanda ing. Bertini : questi segni se non sono spiegabili nella loro totalità, il segno dovrebbe avere un effetto di deformazione plastica.
Risposta ing. Vangi: questo effetto di scalettatura rappresenta un effetto di deformazione plastica. Poiché abbiamo zone diverse non ci possiamo immaginare come un tutt’uno contemporaneo ma ci immaginiamo un primo urto e poi la penetrazione nella cisterna e poi un contatto di uscita e quindi torna che vi sia materiale abraso sotto.
42)Domanda prof. Toni: Questa zona più liscia della zampa di lepre e la zona più grinzosa come si è creata?
Risposta ing.Vangi : si può essere creata nel primo contatto e poi successivamente , la parte più liscia è la parte che ha prodotto la striatura finale del taglio
43)Domanda prof. Toni: ma questa parte intermedia non ha mai abraso?
Risposta ing. Vangi: si nella fase di uscita .Uscendo ha incontrato la zona precedentemente deformata ed indurita ed ha subito meno l’effetto dell’usura
44)Domanda prof. Toni: ma si è indurita solo quella parte e le altre no?
Risposta ing. Vangi: quella parte ha subito uno schiacciamento , l’altra parte è più un abrasione che urto.
45)Domanda prof. Toni: si può vedere nella foto mostrata la controrotaia destra, colpevole dell’urto con la zattera. I segni sulla controrotaia sono simili a quelli sulla zampa di lepre. Ma questo è un urto o un’abrasione?
Risposta ing. Vangi: in questo caso per me è più un urto che una abrasione. Poiché questa distanza è congruente con le lamine con cui è formata la zattera è più facile stabilire che sia un urto. (l’ing. Vangi prende il modellino della zampa di lepre). Tra cisterna e zampa di lepre è un moto relativo locale. La lamiera viene schiacciata verso il centro della lamiera.
46)Domanda prof. Toni: avete verificato la compatibilità della deformazione con ciò che avete appena detto?
Risposta ing. Vangi: si lo abbiamo verificato. Quando siamo andati sul luogo a fare queste prove abbiamo visto i lembi sfalzati e la lamiera schiacciata perché il moto relativo provoca questo effetto.
47)Domanda prof. Toni: se è stato deformato plasticamente dell’introflessione dovrei trovare cenni di abrasione sulla parte che ha provocato la deformazione plastica ma non li ho visti nella relazione tecnica
Risposta ing. Vangi: questi segni vi sono. Il contatto non si estende ma è limitato. Abbiamo evidentissimi segni di striatura. La lamiera si sta deformando vistosamente. A pg. 102 della relazione, figura 3.10.23 vediamo la parte di lamiera sfalsata. Questa sfondatura torna perfettamente con il modello della zampa di lepre e mi danno conto che l’abbassamento dei lembi è stato provocato dalla zampa di lepre
48) Domanda prof.Toni : non mi ha risposto perché io parlavo delle tracce sulla zampa di lepre e non sulla cisterna. Come tra pallottola e fucile dovrebbero rimanere su entrambi i segni.
Risposta ing.Vangi: Le abbiamo evidenziati i segni a pg. 121 della perizia. L’immagine è molto più sfocata e vediamo delle zone abrase che sono state riprodotte anche sul modello, anche se con meno dettagli. Si vede che i segni coincidono con la zona che ha schiacciato la lamiera.
49) Domanda prof.Toni: la anche la zona sopra dovrebbe portare segni.
Risposta ing. Vangi: la zona sopra della zampa di lepre non è venuta a contatto
50) Domanda prof.Toni: tenente conto che la cisterna è mobile e di 80 t. Ci è venuta o no a contatto la parte alta della zampa di lepre?
Risposta ing.Vangi: penso di no. La deformazione frontale è dovuta alla formazione del truciolo. Sulla parte sopra non vedo la necessità per cui ci debba essere stato il contatto
51) Domanda prof. Toni: mi sembra difficile che non vi sia stato contatto
Risposta ing. Vangi: questo lo abbiamo potuto vedere sul luogo perché non si possono vedere i contatti ne dal CAD ne dalle foto ma bensì dal modellino che tutti abbiamo verificato, durante le operazioni, la compatibilità .
52) Domanda prof. Toni : ma le strie il modello non le riporta
Risposta ing. Vangi : le strie sono anche sul modello anche se non dettagliate. Quello che ci interessa non è vedere le strie sul modello ma andarlo a provare per verificare la coincidenza sapendo ovviamente che tutti i dettagli li ho sul pezzo vero. Il modello serve per vedere la posizione e non la stria
53)Domanda ing. Bertini: il fatto che ci sia lo schiacciamento della lamiera è dato dalla zampa di lepre. IN caso di quest’operazione di schiacciamento la parte superiore della rotaia subisce uno strisciamento che deve essere evidente. Queste strisce si dovrebbero laterale sulla superficie superiore della zampa di lepre.
Risposta ing. Vangi: per noi non ci dovrebbero essere perché la parte dietro non tocca la lamiera una volta schiacciata.
Intervento Gip: al momento in cui era stata fatta la comparazione con il modello vi erano anche i consulenti di parte ivi compresi quelli del Pm?
Risposta ing. Vangi: il modello era a disposizione di tutti anche se non ricordo chi l’ha utilizzato per la verifica. Vediamo che per effetto dello schiacciamento della lamiera io ho contatto con la parte iniziale della zampa di lepre e non ho strisciamento.
Intervento ing. Licciardello: al di sotto del modello c’è un ombra causata dal flash
Intervento ing. Vangi: abbiamo utilizzato un approccio geometrico. Tutti questi segni di cui stiamo discutendo, con il modello in mano, trovano corrispondenza anche con la geometria delle forme. Ora si sta cercando il pelo nell’uovo quando sullo scenario torna tutto e quindi defatigante è andare a vedere il piccolo dettaglio.
54)Domanda diretta del Pm: tornando alla foto pg. 123 della perizia n. 3.10.59 non sarebbe stato corretto verificare la zampa di lepre in asse e poi verificare il taglio e non partire dalla penetrabilità senza rispettare l’asse, perché le cose cambiano.
Risposta ing. Vangi: prima di tutto abbiamo posizionato il modello allineato con la direzione di moto relativo , iniziali 5° e poi 10°
Intervento PM: ma a me sembra un allineamento ad occhio come lo avete verificato?
Risposta ing. Vangi : è stato fatto un allineamento ad occhio in quanto ad occhio si vede bene…
Intervento Pm: io non vedo l’asse e quindi come si fa a dire che si vede bene?
Risposta ing. Vangi: guardiamo il taglio nella parte finale. Quella parte incisa molto precisa e netta ci da una indicazione precisa sull’inclinazione del modello. Prima l’abbiamo orientato in modo che l’asse del moto relativo coincidesse e quindi abbiamo trovato la posizione che sposa le forme, la lamiera e gli smussi. Il processo non è stato a contrario, siamo partiti a mettere il modello nella posizione giusta.
Intervento Pm: lui parla di posizione giusta, ma la posizione giusta non è presa in base a nessun riferimento. Dobbiamo riferirci ad una posizione relativa.
55)Domanda diretta Pm: non sto capendo niente. Qual è il riferimento?
Risposta ing.Vangi: noi abbiamo posizionato il modello . Il riferimento lo abbiamo preso con il segno del taglio e quindi possono posizionare gli elementi.
56)Domanda prof. Toni: mi sembra che il contatto con la zampa di lepre sia difficile visto che il carro è inclinato. Su cosa appoggia il carro.
Risposta ing. Vangi: tutte queste linee che vediamo sono rotaie e quindi poggia su queste.
57)Domanda prof. Toni: se vedo il disegno non sembra che la zampa di lepre entri dentro la cisterna.
Risposta ing. Vangi: infatti questa figura è a fine taglio quando la zampa di lepre inizia a perdere il contatto.
58)Domanda prof.Toni : nei punti precedenti doveva stare in qualche modo rispetto alle due rotaie. Dalle verifiche fatte se io penso la cisterna sul piano del ferro non riesco ad attingere la zampa di lepre. Riesco ad attingerla solo se penso una configurazione allineata altrimenti non vi è possibilità.
Risposta ing. Licciardello: in realtà vi è la possibilità. L’angolo del taglio testimonia che la cisterna si è disposta con un certo angolo rispetto al binario 4. Quest’angolo è di 5° circa. L’angolo che il binario deviato rispetto al binario corretto tracciato è all’incirca allo stesso numero di gradi. Quindi la cisterna poco prima deve passare sulle rotaie. L’angolo del carro va a coincidere con l’angolo sfalsato del binario fa si che il carro si trova, ad un certo punto affossato, sul binario . Non è necessario che sia poggiato anzi questa ipotesi sarebbe molto fortunata. Invece la cisterna ci casca dentro, la parte bassa del carro riuscirebbe anche a toccare terra. Io ammetto più configurazioni rispetto a quella riportata nel disegno.
59)Domanda prof. Toni: secondo me di configurazioni geometriche ve ne sono tante ma dinamica una sola. Mancano considerazioni dinamiche nella perizia depositata. Sulla formazione della stria in uscito dallo squarcio pensiamo se la zampa di lepre ci venisse incontro e quindi il moto relativo non è dato dalla cisterna ma dalla zampa che accadrebbe, il solco non si spalmerebbe in avanti?
Risposta ing. Vangi: di quanto si debba spalmare in avanti non so dire ma è possibile che si possa spalmare in avanti .
60)Domanda prof. Toni : dopo essere uscita sarebbe stata presa dalla parte piegata tipo rasoio bilama. Nell’immagine non si vede alcun segno di spalmatura ma solo di fuoriuscita e questo non è compatibile con la zampa di lepre.
Risposta ing. Vangi : io la vedo in modo diverso in quanto la zampa di lepre quando è già fuoriuscita dalla cisterna rimane solo l’angolino davanti e quindi non ho quell’azione di spalmamento.
61)Domanda prof.Toni : allora è messo male il modello
Risposta ing. Vangi: no. Noi stiamo guardando ora una foto ma le convinzioni si formano anche con il modello in mano al momento del sopralluogo.
62)Domanda prof. Toni: si passa dalla zampa di lepre al picchetto. Per voi non è stato il picchetto. Avete individuato nell’analisi delle tracce anche quelle lasciate dal picchetto. Nella relazione non vedo immagini che fanno vedere l’analisi di conformità con il picchetto. E stata fatta una analisi del picchetto con l’energia occorrente per produrre l’abrasione.
Risposta ing. Vangi : abbiamo due smussi identici sui picchetti. Il picchetto si è abbattuto durante il moto in avanti e a sx. Il picchetto 22 è nella posizione in cui poteva essere il picchetto 24 e ci possiamo immaginare che vada a strisciare la cisterna in posizione parallela al parasole.
63)Domanda prof. Toni : non avete però considerato nessuna rotazione della cisterna
Risposta ing. Vangi : abbiamo considerato anche la rotazione che però è minima da 15° a 17°. Non abbiamo considerato rotazioni provocate dal picchetto anche perché rispetto alla direzione di moto vediamo la cisterna è vicino al baricentro..
64)Domanda prof. Toni : lo supponete voi non è che sia
Risposta ing. Vangi: certo è una ipotesi. Vediamo che il picchetto non ha un braccio da provocare una rotazione in quanto la forza della cisterna ha provocato solo una incisione abbattendolo, anche perché non ci vuole molta forza per abbattere un picchetto
Intervento prof. Toni: qui si parte solo dalla posizione della traiettoria partendo dalle tracce di sfregamento sulla cisterna. Nella mia ricostruzione il picchetto si trova più in basso rispetto alla raffigurazione peritale. In tal caso la rotazione la prende. E’ vero che il picchetto 23 è abrasa ma non vi è segno di rotazione , diverso però è il picchetto 24.
65)Domanda ing. Bertini: la forma della zampa di lepre è quella dove vi è una parte iniziale stretta seguita da una curva. Se noi ci spostiamo nella zona centrale del taglio la zampa di lepre dovrebbe penetrare interamente, per tutto lo spessore della cisterna, nella cisterna. Come è possibile avere la compatibilità della curva della zampa di lepre nel taglio dritto ove curve non ve ne sono? La parte curva della zampa di lepre dovrebbe urtare con materiale della cisterna, almeno che non la si inclini di 30-40 ° e la si metta in una posizione con un angolo non compatibile con la posizione della zampa di lepre.
Risposta ing. Vangi: una volta raggiunta la zona cilindrica la zampa di lepre è uscita dalla cisterna, alzandosi. Questo rende compatibile che nella zona precedente di inizio taglio la lamiera è tutta schiacciata, nell’altra zona è in fase di uscita della zampa di lepre. Concordo che il modello provato doveva essere più dentro rispetto a quello raffigurato ma ciò è stato fatto per non danneggiarlo. Il fatto che il lembo nella parte cilindrica sia meno schiacciato è dato dal fatto che l’utensile sta uscendo.
66)Domanda ing. Bertini: non riesco a capire come possa essere compatibile la curva brusca della zampa di lepre con il taglio sulla lamiera. Come può l’oggetto curvo non interferire con il resto della lamiera se non mettendosi in posizione verticale nel moto relativo dell’oggetto.
Risposta ing. Vangi : Questa compatibilità non è visibile dalla foto ma l’abbiamo verificata sul posto e siamo stati diverso tempo a verificare la compatibilità dando opportunità ai vari consulenti di provarla.
67)Domanda prof. Toni : escludete che qualunque configurazione da voi provata non abbia lasciato alcuna traccia e quindi che il tutto sia successo al volo
Risposta ing. Vangi : la parte superiore della zampa di lepre non ha mai toccato la cisterna e quindi nessun volo è stato fatto. Questo proprio per la geometria della calotta della parte cilindrica ove si vedono i segni
68)Domanda prof.Toni : nella vostra ricostruzione il cuore del deviatoio non ha lasciato nessuna traccia
Intevento Gip : ha risposto di no.
69)Domanda prof.Toni: parliamo della cinematica relativa tra picchetto e carro
Intervento ing. Bertini: Concordate che il picchetto potrebbe aver bucato la cisterna?
Risposta ing. Vangi: si concordo.
70)Domanda ing. Bertini: nella relazione si vede una parte di picchetto che dovrebbe materializzare il tagliente. Nella foto nella direzione ortogonale rispetto alla freccia da voi riportata dovrebbe corrispondere alla larghezza del taglio e lunghezza del truciolo
Risposta ing. Vangi: non perché la direzione del senso marcia non è quella in foto. Se noi andiamo a vedere le direzioni delle strie sul picchetto noi vediamo la direzione del moto in maniera univoca , come vediamo a pg. 135 della relazione. Abbiamo disegnato delle sezioni da cui si vede che nella posizione finale del picchetto questi era inclinato, per vedere se il picchetto nel senso di moto avesse potuto produrre il taglio di 23 mm della cisterna.
71)Domanda ing. Bertini: dove si tenga conto che il truciolo non viene espulso in direzione parallela al taglio ma potrebbe andare in direzione ortogonale
Risposta ing. Vangi : abbiamo considerato che il truciolo nella parte dentro, si è avvolto nella direzione diagonale. Il truciolo si arrotolato sul piano inclinato. Se vediamo le foto del truciolo vediamo che questi è segmentato non fluente e si vede che il bordo, in alcuni punti manca. Se guardiamo la parte fluente del truciolo rimasta attaccata alla lamiera abbiano una sezione simmetrica con bordino incompatibile con il picchetto. Vi è un bordino più accentuato nel truciolo che andrebbe dentro al picchetto e non si sposa più con questo. Abbiamo una direzione di moto che non torna più con la direzione di moto della parte abrasa sul picchetto. Il senso di moto è quella evidenziata di rosso nella foto raffigurante il truciolo .
72)Domanda ing. Bertini: si può trovare però una posizione in cui il picchetto sia compatibile con il truciolo
Risposta ing. Vangi : no non si trova
73)Domanda ing. Bertini: gli spigolini del truciolo possono essere dati anche dalla curvatura del truciolo e non deve questi coincidere perfettamente.
Intervento prof. Toni : il truciolo sposa la zampa di lepre, ma anche una moneta da 1 euro la sposa perché ho provato questa circostanza personalmente. Quindi come potete aver certezza che la zampa di lepre abbia provocato il taglio?
Risposta ing. Vangi : se noi osserviamo il profilo del truciolo lo vediamo sostanzialmente simile alla zampa di lepre. Le abrasioni vi sono state, sono evidenti, hanno cambiato la geometria della zampa di lepre e il truciolo risulta plausibile con il taglio.
74)Domanda prof. Toni: voi ritenete che la massima corrispondenza morfologica tra oggetto e cisterna sia nella fase terminale del taglio o no? Dove sono al massimo conformi gli oggetti?
Risposta ing. Vangi : Non vi è un solo punto di contatto sulla zampa di lepre. Il contatto del taglio si è spostato in virtù del moto. Quindi la compatibilità l’abbiamo in punti diversi.
75)Domanda prof. Toni: c’era molta compatibilità o meno?
Risposta ing. Vangi : si , le foto non sono evidentissime ma vediamo che c’è piena compatibilità anche nella fase finale.
76)Domanda prof. Toni : la stessa analisi l’avete fatta anche con il picchetto?
Risposta ing. Vangi : certo. Abbiamo visto una compatibilità buona del picchetto sulla parte abrasa. Questa compatibilità però da sola non ci basta per giustificare tutto il resto e quindi è una compatibilità di tipo casuale e generica.
77)Domanda prof. Toni : dobbiamo fare delle domande sulla cinematica tra picchetto e cisterna. Il prof. Bertini vi illustrerà quello che è stato il nostro studio che contrasta con l’analisi che è stata fatta dai periti. Sulle prove di conformità con lo squarcio in merito alle verifiche di compatibilità geometrica zampa di lepre – squarcio si chiede quale sistema di riferimento sia stato usato per assicurare la corretta posizione relativa tra infrastruttura e carro. Se io sbaglio di un grado, l’allineamento ad occhio è pericolosissimo, ho 30 cm di errore iniziale ed ignoro completamente il vincolo con le rotaie. In un Cad tridimensionale ho cercato di riposizionare nella stessa posizione relativa, vedo che ho incompatibilità con la infrastruttura che è come una spada che si inserisce dentro il serbatoio della cisterna. Per far le cose bene bisognava almeno aver messo un piano. Come mai non avete predisposto una sperimentazione, un sistema che non portasse a valutazioni ad occhio ma scientifiche?
Risposta ing.Vangi : Noi abbiamo optato per un allineamento eseguito perché lo riteniamo preciso per quello che dovevamo vedere mentre il CAD non ci da sicurezza non per lo strumento, di per se preciso, ma perché inidoneo a posizionare la zampa di lepre con lo squarcio. E’ molto più affidabile un posizionamento ad occhio che può parere grossolano ma non è. Posso sbagliarmi di mezzo grado ma non di più. Lo strumento CAD in questo caso non è idoneo. Mi domando come è stata messa la zampa di lepre sul CAD rispetto allo squarcio? Forse inclinato quando inclinato vi è solo la cisterna.
78) Domanda prof.Toni : non ho fatto questa domanda. Perché non avete previsto uno strumento più preciso rispetto all’occhio dell’ing. Vangi?
Interviento del GIP : hanno già risposto
Intervento PM : voi ritenete una verifica ad occhio più precisa rispetto al CAD
Risposta ing. Vangi : la precisione si sposta dallo strumento all’operatore
Intervento PM : con il CAD questa ricostruzione è sempre verificabile nel tempo. Ad occhio è possibile verificare la ricostruzione in futuro? Come può sostenermi questo?
Risposta ing. Vangi : noi non volevamo dare una prova in eterno ma cercare di capire come è andata. Dalla documentazione fotografica rimane una traccia di questa verifica e per noi è stato sufficiente a verificare quanto accaduto
Intertvento gip : al momento del sopralluogo vi sono state eccezioni da parte dei consulenti tecnici?
Risposta ing. Vangi : no, ci siamo posti il problema di come posizionarlo ma nulla più.
79) Domanda diretta PM: erano tutti presenti simultaneamente i tecnici o sono stati fatti entrare a rotazione con tempi limitati?
Intervento Gip: come era sistemata la cisterna, come si poteva accedere?
Risposta ing. Vangi : la cisterna era in una gabbia di ferro. Dentro la gabbia sono stati fatti entrare gruppi per una questione di sicurezza. I modelli era lì presenti a disposizione di tutti.
80)Domanda del PM: anche nel momento in cui ha fatto la misurazione ad occhio erano presenti tutti?
Intervento Gip: ha già risposto.
81) Domanda ing. Bertini: il picchetto potendo produrre il taglio non può escludersi che abbia prodotto il taglio. Vorremo un commento delle figure rappresentanti il picchetto e il taglio in considerazione del distacco del truciolo. Considerando che il distacco del truciolo è molto complesso.
Intervento Avv.Scalise: la domanda è fuorviante in quanto dalle altre foto la misurazione è fuorviante. Si parte da una premessa fuorviante perché da per scontata una misurazione che scontata non è.
82) Domanda Prof Toni : avete valutato cinematiche di taglio diverse?
Risposta ing. Vangi : abbiamo valutato la cinematica del taglio . La configurazione del truciolo non è compatibile con la direzione del moto in relazione al picchetto. Ma anche se lo fosse avrebbe voluto dire che il moto relativo non era congruente con le strie sul picchetto. Ipotizziamo pure questa situazione. Possiamo aspettarci di ritrovare della vernice bianca sul picchetto dopo un taglio sulla cisterna. Di là andiamo a vedere l’abrasione mentre qui rimane la vernice senza considerare che non vi è segno di abrasione. Come possiamo considerare che sia stato il picchetto a tagliare dove troviamo sempre la vernice bianca, pure a scaglie, e senza abrasioni.
83) Domanda diretta Pm : ma dov’è il metro
Risposta ing. Vangi : la vernice è sul dorso laterale del picchetto.
84) Domanda ing. Bertini : la vernice è presente in piccolissime tracce.
Intervento prof.Toni : l’unica cinematica è quella che orientava il picchetto sulla parte dello spigolo abraso senza considerare la rotazione.
Riposta ing. Vangi : il picchetto ha ruotato nel suo moto. Durante la rotazione abbiamo una piccola variazione ma è una rotazione in avanti spostandosi in senso antiorario. Rotazione che ci porta ad un contatto imprescindibile che avrebbe dovuto portare contatti anche sulle parti laterali del picchetto. In realtà ci sono macchi di vernici evidenti. Si potrebbe ragionare che il taglio lo avesse fatto solo una parte del picchetto ma ciò è impossibile.
85) Domanda prof. Toni:Avete dato l’interpretazione alla parte abrasa del picchetto.
Risposta ing. Vangi: vi sono abrasioni di modestissime entità. Il picchetto viene colpito in prossimità del parasole che ha strisciato sulla cisterna. Sono abrasioni così piccole incompatibili con il taglio di 41 cm.
86) Domanda prof. Toni: sarebbe possibile che questo spigolo abraso fosse incolpevole dell’introflessione della lamiera e le strie sul picchetto fossero analoghe a quello sul truciolo. La larghezza del taglio sarebbe quella che ho con un angolo di impatto non parallelo della suola.
Risposta ing. Licciardello : abbiamo osservato che il picchetto 23 è stato abbattuto senza provocare danni enormi alla cisterna. Dalle foto vi erano striature analoghe sul picchetto 23 rispetto al 24. Quindi mi aspetterei che se questa parte avesse agito come dice il prof. Toni una superficie lucidata …
87) Domanda prof.Toni : il picchetto 23 non ha abrasioni. Il. Prof. Toni prende il modello del picchetto. Il carro era inclinato e non parallelo alla rotaia. I due taglienti sono le parti del picchetto. Questa ipotesi è stata considerata?
Risposta ing. Vangi : se ipotizzato un moto iniziale come ci è stato mostrato dobbiamo considerare una direzione di marcia con una direzione del tutto diversa rispetto a quella che va nella direzione di quiete. Dopodiché il picchetto avrebbe dovuto ruotare in condizione da far le strie presenti. In realtà il picchetto ha ruotato nel senso opposto cioè in moto antiorario. Quindi questa ricostruzione non sta in piedi.
88)Domanda diretta PM : per quale ragione anche al fine di escludere tale ipotesi non ne avete fatto cenno nella perizia.
Risposta ing. Vangi : di ragionamenti nel abbiamo fatti. Siamo partiti propensi con la possibilità del picchetto che taglia la cisterna. Nella ipotesi che abbiamo riportato nella relazione è ipotesi più sostenibile a cui abbiamo trovato la compatibilità. Le altre totalmente incompatibili non hanno avuto nemmeno la dignità per poter essere scritti.
89) Domanda diretta PM : avete parlato di presenza di vernice sul bordo. Dalla foto si vedono i due lati relativi allo spigolo smussato privi di vernice. Cosa lo ha colpito?
Risposta ing. Vangi : allora ci si può chiedere cosa ha provocato la sverniciatura in altri tratti della zampa di lepre
90) Domanda diretta PM : vedo nel picchetto uno sverniciamento sotto lo spigolo.
Intervento del GIP :La domanda non è ammessa perché ripetitiva di altra domanda.
Finisce qui l’esame da parte della Procura. Viene fatta una pausa per poi iniziare con i consulenti da parte delle persone offese.
Interviene l’ing. Marco Boniardi per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Croce Verde, Regione Toscana:
1) Ing. Boniardi : l’aspetto più saliente di tutta la vicenda e cioè la rottura dell’assile e volevo sapere se prima dell’ingresso in Italia ossia prima dell’ultimo esercizio di 22.500 KM si era già formata nell’assile una cricca di fatica la cui profondità era di almeno 11 mm?
Risposta ing. Licciardello: abbiamo stimato quanto poteva essere avanzata la cricca. Quindi facendo riferimento alla distanza di 22.500 KM, prima del periodo dell’ultimo esercizio si può ipotizzare di non essere mai scesi sotto gli 11 mm.
2) Ing. Boniardi :dai miei calcoli vi è una cricca più grande di 11 mm. E’ ipotizzabile che il difetto potesse essere più grande di 11 mm.
Risposta ing. Vangi : si può ipotizzare usando metri meno cautelativi che la cricca potesse essere più grande di 11 mm. 14 mm potrebbe essere il numero giusto.
3)Ing. Boniardi : questa circostanza la ritengo importante perché se tutto è partito da qui il fatto che la cricca fosse di maggior rilevanza significa che poteva essere maggiormente notato.
Risposta ing. Vangi : già con 5mm di spessore la cricca poteva essere sicuramente vista
4) Domanda ing. Boniardi : questa cricca di fatica nei 22.500 KM prima del disastro era individuabile con i controlli che dovevano fare con le procedure proviste.
Risposta ing. Vangi : doveva essere visibile anche sull’assile in oggetto con le abituali tecniche di controllo.
5) Domanda ing. Boniardi : il cedimento per fatica si era innescato a partire da un cratere di corrosione sito nella zona del collarino?
Risposta ing Vangi : è corretto
6) Domanda ing. Boniardi: è corretto che l’assile che si è rotto era stato fabbricato 35 anni prima dell’incidente?
Risposta ing. Licciardello : la data è impressa sull’assile che è il 1974
7)Domanda ing. Boniardi : quindi possiamo dire che l’assile era vecchio?
Risponde l’ing. Licciardello : bè era del 1974
Intervento Gip : sapete l’età di altri assili?
Risponde ing. Licciardello : no. Siccome questa domanda non rientra nei quesiti debbo dare una risposta?
Intervento Gip : bè la domanda gliel’ho fatta io.
Risponde ing. Licciardello : non ho riscontri in merito
8)Domanda ing. Boniardi : l’assile 98331 aveva caratteristiche chimiche/meccaniche adeguate rispetto agli standard normativi del 1974 , cioè 35 anni prima dell’incidente?
Risposta ing. Vangi : si
9)Domanda ing. Boniardi : e rispetto agli standard attuali?
Risposta ing. Vangi : rispetto alla velocità di avanzamento della cricca non dava risultati diversi, su altri valori era inferiore rispetto alla norma.
10)Domanda ing. Boniardi : per l’epoca rispondeva agli standard mentre ad oggi non rispondeva più
Quindi perché fanno marciare un assile non più conforme alla normativa?
Intervento Gip : la domanda ha già avuto una risposta.
11)Domanda ing. Boniardi : fa vedere una foto con l’assile dopo la sverniciatura. Si vedono diverse maglie di corrosione sull’assile. Quando io però leggo la vostra relazione dove si dice “ probabile molatura di piccoli difetti, testimoniata dalla presenza di piccole zona distinguibili a vista” vi chiedo se queste affermazioni rispetto all’evidenza dell’assile non vi paiono limitative.
Ing. Licciardello : per questa ipotesi ci siamo consultati con i tecnici Lucchini. Piccolo si riferisce al difetto singolo rispetto all’estensione di tutta l’assile e mi risulta che si possano corregge con molatura.
12)Domanda ing. Boniardi : la molatura dovrebbe portare alla asportazione totale dei difetti o dovrebbe lasciare carie
Risposta ing. Licciardello : la molatura dovrebbe portare alla asportazione completa
13)Domanda ing. Boniardi : questo è stato fatto vedendo le foto?
Risposta ing. Licciardello : non si può concludere con certezza ma è probabile.
14)Domanda ing. Boniardi : i segni sulla sala 98331 erano evidenti per effetto di una valutazione visiva dell’assile ?
Risposta ing. Licciardello : relativamente al segno 9, ad es, in realtà non ci sono evidenze sperimentali che possano dirci quando questo segno poteva essere evidente
15)Domanda ing. Boniardi : non è che entrando in Italia qualcuno vedendo l’assile poteva dire: non mi piacciono quei segni di corrosione, sostituiamolo. E’ possibile?
Risposta ing. Licciardello : sicuramente potevano essere viste poco prima del disastro . Non so dire se potevano essere viste al momento del montaggio sotto il carro.
16)Domanda ing. Boniardi : lo stato del collarino mostra vernice rigonfia che sono indice di stati di corrosione. A vostro modo di vedere cosa rappresenta questa morfologia della vernice in prossimità del collarino
Risposta ing. Licciardello: vi sono due possibilità, la corrosione e l’adesione della vernice. La vernice veniva via con una certa facilità e quindi si potevano formare sbollature anche per effetti termici e non necessariamente per corrosione
17) Domanda ing. Boniardi: una persona che fa una valutazione visiva non è portata a farsi qualche domanda sullo stato manutentivo dell’assile?
Risposta ing. Licciardello: dipende dalla persona, dal grado di preparazione della persona, chi conosce il grado di fatica degli assili. Un ingegnere prenderebbe in analisi la possibile corrosione un tecnico non so.
18)Domanda ing. Boniardi: L’erba intorno alla sala 85890 è verde, mentre quella intorno alla n. 98331 è completamente bruciata. La valutazione dell’assile non investito dall’incendio rispetto all’altra può essere inficiata da una considerazione non corretta. Da foto Lucchini dell’assile 98331 sul posto non si vede erba bruciata e quindi facci fatica a pensare che la zona sia investita dall’incendio. Forse potrebbe essere che l’assile non sia investito dall’incendio. Può essere?
Risposta ing. Vangi: l’erba noi l’abbiamo vista in posizione diversa rispetto alla foto. Le ruote sono rivestite di una vernice termosensibile e potrebbe essere arrivata un po’ di temperatura non così elevata da creare sbollature sulle ruote, che non abbiamo trovato.
19)Domanda ing. Boniardi: lì vi è una cisterna con gasolio e se si fosse incendiata la zona sarebbe successo il peggio
Risposta ing. Vangi: lì la temperatura è arrivata ma in maniera più temperata. Non è tanto la distanza dalla cisterna ad essere importante.
20) Domanda ing. Boniardi: ho fatto una analisi in base alla NFPA 921 americana che prevede di fare una analisi dei siti colpiti da incendio. Voi avete fatto questa analisi?
Risposta ing. Vangi: noi non l’abbiamo fatta.
21) Domanda ing. Boniardi: voi però avevate parlato di punti con erba bruciata e non e quindi mi pare contradditoria l’affermazione appena fatta.Forse non si deve parlare di dinamica del sinistro ma di cinematica. A me preoccupa la metodologia di approccio . Voi siete partiti dalla dinamica del sinistro e poi abbiamo fatto le evidenze sperimentali – e ciò mi preoccuperebbe – o abbiamo fatto il contrario?
Risposta ing. Vangi : la dinamica a livello macroscopico aveva lo scopo di mettere in evidenza dei punti fermi, che c’è una zona arata, dove è avvenuto lo svio ecc. Dopo con questi punti fermi si è passati ad esaminare le tracce cioè le evidenze sperimentali per convalidare i singoli scenari. La dinamica complessiva ci è servita per inquadrarle. Siam partiti da un quadro di insieme su cui avere la chiave di lettura le evidenze sperimentali che ci suggeriscono altre dinamiche.
22)Domanda ing. Boniardi : l’erba in prossimità della sala 85890 è verde e quella è la posizione della zampa di lepre. E’ corretto?
Risposta ing. Vangi : si
23)Domanda ing. Boniardi : mostra foto RFI con la scena e cisterna squarciata e la sala 85890 e la deviata zampa di lepre. Nella foto è ben chiara l’erba. Se la cisterna si squarcia nella zampa di lepre e poi va a terminare la sua corsa 30 mt cc più avanti è logico supporre che dalla zampa di lepre allo stato di quiete abbia perso GPL che poi si è infiammato . Però dalle foto questo è incompatibile perché dalla zampa di lepre allo stato di quiete della cisterna vi è l’erba non bruciata. La velocità di uscita del GPL è 500 l al secondo e quindi nel caso di specie, impiegando tre secondi dalla zampa di lepre allo stato di quiete avrebbe dovuto perdere 1500 l. Come lo spiegate?
Risposta ing. Vangi : In questo percorso è stato lasciato giù del GPL e poi sono intervenuti altri carri e il carro squarciato è stato fermo 3 minuti prima dell’incendio. Il gas si è espanto intorno alla zona in maniera non uniforme, non sappiamo quanto vento c’era. In qualche modo il GPL uscito prima dello stato di quiete era poca cosa.
24)Domanda ing. Boniardi : il GPL esce come liquido e il terreno lo impregna. 1500 litri non sono poi poca cosa. Inoltre con le sale sui binari vicino alla zampa di lepre è facile che lì fosse partito l’incendio in quanto metallo contro metallo provoca scintille. Purtroppo così non è avvenuto e questo è stato il vero problema che ha causato la strage di Viareggio.
Risposta ing. Vangi : il GPL però evapora, diventa gassoso e si espande e quindi si può essere allontanato.
25)Domanda ing. Boniardi : dove c’è lo stato di quiete della cisterna le traversine sono completamente bruciate. Dove c’è la zampa di lepre le traversine in legno sono messe bene ed il ballast non è sbiancato a seguito della temperatura. Avete avuto conoscenza di queste problematiche?
Risposta ing. Vangi : abbiamo notato l’insieme di queste circostanze valutando anche le diverse temperature che hanno interessato le diverse sale. Nonostante tutto, abbiamo concluso, che anche se abbiamo notato le traversine bruciate abbiamo visto stranamente anche erba verde proprio accanto. Probabilmente ci sono stati vari flash, quando c’è stata l’evaporazione.
26)Domanda ing. Boniardi: ma allora l’avete fatta un’analisi dell’incendio?
Risposta ing. Vangi : a livello qualitativo si, lo abbiamo ipotizzato.
27)Domanda ing. Boniardi: quando ho una pistola sul proiettile vi sono delle rigature che mi riportano all’arma. Nella sfortuna del disastro abbiamo avuto fortuna ad avere la canna ed il proiettile ( truciolo e cisterna).Io vado a vedere le due canne che possono averlo sparato : zampa di lepre e picchetto. E’ corretto se dico che è evidente che la deformazione sulla zampa di lepre va da dx a sx?
Risposta ing. Vangi : se parliamo di spostamenti si senza confondere con l’azione della forza.
28) Domada ing. Boniardi : io ho fatto una schematizzazione della punta della zampa di lepre. A me sembrano tutte bande di deformazione e cioè si tratta di zone in rilievo rispetto alla zampa e non abrasioni che verrebbero prodotte con sfregamento con altre oggetto.
Risposta ing. Vangi : appaiono più come uno spostamento di materiale e non come abrasione, come deformazione plastica.
29)Domanda ing. Boniardi : sul discorso della direzione dei segni io vedo dei segni sulla punta orizzontali e altri che girano attorno, in alto sulla destra. Poi sulla parte laterale della zampa di lepre non vi è sfregamento né deformazione. Ne avete preso atto di questo evidenze sperimentali?
Risposta ing. Vangi : partendo dalle righe queste sono una scalettatura dovute da una deformazione perché ho spostamento di materiale. Nella parte laterale ci sono invece dei segni di abrasione.
30)Domanda ing. Boniardi : se i segni sulla zampa di lepre sono di deformazioni il colpo l’ha preso sotto?
Risposta ing. Vangi : no il colpo l’ha preso sulla punto dove vi son le rigature.
31)Domanda ing.Boniardi : no se avesse colpito li sarebbe indentro il materiale.
Intervento ing.Licciardello : secondo me potrebbe essersi confuso quando stamani abbiamo parlato di segnetti che noi teniamo distinti dalle scalettature.
32)Domanda ing. Boniardi : mostra altra foto della zampa di lepre. Si tratta di bade di deformazione e non di abrasione come ben evidenzia la spalmatura del materiale e la relativa ombra lasciata nella foto.
Risposta ing. Vangi : mi risulterebbe strana questa deformazione
33)Domanda ing. Boniardi : la deformazione sulla zampa di lepre va in altra direzione
Risposta ing. Vangi : noi ce la siamo spiegata con l’urto con un oggetto che ha ulteriormente inclinato la zampa di lepre e poi c’è stata l’abrasione finale.
34)Domanda ing. Boniardi :se la punta della zampa di lepre è entrata dentro la cisterna lateralmente vi dovevano essere delle abrasioni, marcature e non la deformazione
Risposta ing. Vangi : a me sembra congruente . Sul fianco mi aspetto molto meno dei segni perché sono diverse forze che agiscono.
35) Domanda ing. Boniardi: come mai un truciolo frastagliato sui lembi non ha lasciato una rigatura, una abrasione sul fianco della deviata zampa di lepre.
Risposta ing. Vangi: le rigature sono quelle perché la lamiera veniva schiacciata perché aveva questo andamento .
36) Domanda ing. Boniardi: sono rimasto allibito sul fatto che la documentazione fotografica sul picchetto e zampa di lepre sia scarna. Io avrei prodotto molta documentazione fotografica sotto varie angolazioni e distanze. Guardando il picchetto vediamo la punta abrasa e poi abbiamo degli elementi significativi e precisamente la zona della vernice dove è andata via sotto la punta e i segni sottostanti. Ne avete preso contezza?
Risposta ing. Vangi : qui non abbiamo rilevato nessuna abrasione del metallo ma abbiamo rilevato solo il fatto che vi è una sverniciatura. Se vi fosse abrasione non si consumava solo la vernice ma anche il metallo. Si vede che c’è stata una abrasione ma non vi sono tracce sul metallo, è come l’abrasione fosse avvenuta solo sulla vernice. Se guardiamo le foto della fascia ossidata dell’assile si vede bene il passaggio tra l’abrasione e la sverniciatura.
Intervento ing. Boniardi : sull’assile è diverso perché si provoca con un numero considerevole di rotazioni qui è diverso.
37)Domanda ing. Boniardi :anche sul fianco del picchetto vi sono due segni , guarda caso sono orientati nella stessa direzione rispetto a quelli presenti sul truciolo. Li avete considerati?
Risposta ing. Vangi: si li abbiamo considerati. Non di tutti i segni possiamo ricostruire la genesi. Noi abbiamo notato anche altre cose sul picchetto. Ci sono state delle forze sul picchetto.
38)Domanda ing. Boniardi : guardiamo la punta abrasa che a me sembra il classico tagliente di un utensile vedo delle linee di abrasione. Ne convenite che queste linee di abrasione sono tutte parallele e nella stessa direzione?
Risposta ing. Vangi : si conveniamo che le rigature denotano un moto relativo
39)Domanda ing. Boniardi : andiamo a vedere la pallottola e cioè il truciolo. Pare evidente che le righe di abrasione, sfregamento siano tutte pressoché allineate e parallele. Mi sbaglio?
Risposta ing. Vangi : è corretto
40)Domanda ing. Boniardi: voi fate un accostamento con la zampa di lepre e il truciolo. Le linee sulla zampa sono orizzontali e quelle sul truciolo sono parallele.
Risposta ing. Vangi : quando facciamo le comparazioni bisogna stare attenti. Per le pallottole il materiale è piombo , sulla canna invece non mi aspetto di vedere le rigature della pallottola perché materiale più duro. Le rigature sulla zampa di lepre non hanno lasciato le rigature sul truciolo. Il metalli della zampa e truciolo hanno durezza diversa.
41)Domanda ing.Boniardi : io ho fatto una sovrapposizione con il picchetto e qui combaciano perfettamente. Come lo spiegate?
Risposta ing. Vangi : se prendo due oggetti con rigature simili ovvio che combaciano ma non mi dice niente di più.
42)Domanda ing. Boniardi : avete preso in considerazione che l’abrasione sotto la punta del picchetto è il fianco della cisterna che sta sfregando sul picchetto. L’avete preso in considerazione?
Risposta ing. Vangi : per poter essere questo il tagliente , essendo tutti e due concavi non si sposano, dovrebbero essere uno concavo ed uno convesso.
43)Domanda ing. Boniardi : voi dite che c’è della vernice ma poi il truciolo me lo appoggiate sulla punta. Dove si è formato il truciolo sulla punta o altrove?
Risposta ing. Vangi: noi abbiamo preso la posizione originaria del picchetto e quindi la prima considerazione che viene in mente è la punta del picchetto. Noi l’abbiamo scartata perché vi è della vernice, differenza di spessore. Noi abbiamo quindi analizzato un’altra ipotesi del picchetto ma anche qui non tornava perché non vi era segni di introflessione.
44)Domanda ing. Boniardi : però le righe le ha lasciate
Risposta ing. Vangi : ma anche la larghezza non torna, abbiamo solo delle righe che non sono strane perché il picchetto è stato abbattuto . Anche sulla mia giacca vi sono delle righe ma non per questo è stato il picchetto.
45)Domanda ing. Boniardi : sulla dimensione del truciolo faccio notare dove vi siano diverse dimensioni. Devo stare attendo a come lo misuro il truciolo. Voi dite che la dimensione del truciolo è 23 mm e combacia perfettamente con la zampa di lepre. Il truciolo ha dimensione uguale per tutta la sua lunghezza o varia?
Risposta ing. Vangi: qui abbiamo il truciolo che è staccato. Nella parte interna della cisterna abbiamo riscontrato la dimensione di 23 mm. e si capisce che la larghezza originale doveva essere pari a quella indicata.
Intervento Gip : io ammetterò interventi da ora in poi su questioni che non hanno avuto risposta stamani.
Interviene l’ing. Fabrizio D’errico, consulente delle persone offese, provincia di Lucca, Croce Verde di Viareggio
1) Domanda d’Errico: saranno tutte domande con al massimo premessa introduttiva. Dalla vostra discussione di ieri si è in grado di stimare in base ala rilevazione degli angoli di formazione del taglio un orientamento della cisterna nel momento in cui approccia al tagliente. E’ corretto dire che tale angolo era di 5°?
Risposta ing. Vangi : corretto
2) Domanda ing. D’Errico: sulla cinematica, in base alla figure riportate dalla perizia, vi sono i binari rappresentati dalla linea blu, poi vi è l’asse di traslazione e l’asse longitudinale della cisterna. In quest’istante di approccio al taglio, la configurazione è corretta?
Risposta ing. Vangi : si questa è una proiezione lungo l’asse della cisterna.
3) Domanda ing. D’Errico: Quindi si ripropone la cisterna con quell’angolo della traccia lasciata sullo squarcio. E’ corretto?
Risposta ing. Vangi : si
3) Domanda ing. D’Errico: fermo restando questa variazione di movimento necessaria per giustificare lo squarcio ma avete tenuto conto che la cisterna, se inclinata e ruotando, avrebbe sormontato le rotaie disimpegnandosi dal taglio?
Risposta ing. Licciardello : si è considerato. Si è considerata la cisterna prima che inizi il taglio e successivamente si è considerata la rotazione e vi è il disimpegno avviene sia perché la cisterna è cilindrica e perché nel frattempo deve cominciare a portarsi verso l’alto per portarsi al piano del ferro.
4)Domanda ing. D’Errico : lo squarcio cambia la sua angolazione. E’ ragionevole pensare che quando inizia a ruotare la cisterna , è lì che salgo sopra la rotaia. Da quella direzione parallela appoggiata sui binari mi sposto sul piano del ferro. Come si spiega?
Rispost ing. Vangi : il fatto è più geometrico che di movimenti. Non è che l’angolo, la cisterna può trovarsi incassato nel binario deviato non per un solo valore di calcolo. Qui siamo intorno ai 5° la cisterna sarebbe incassata sui binari dai 3 ai 5°. Non è che a 5° gradi si incassa e ad altri gradi no. Il sollevamento può iniziare anche un po’ dopo. Si può arrivare anche a 10°, un po’ di angolo è possibile.
5)Domanda ing. D’Errico : La cisterna, dalla vostra configurazione, sta approcciando anche la controrotaia. E’ possibile quindi ipotizzare un danneggiamento della controrotaia anche in quanto sporgente e della cisterna da parte di questa.
Risposta ing. Vangi : dovrei ipotizzare un angolo della cisterna più in senso orario e trova un naturale blocco .
6)Domanda ing. D’Errico: vi chiedo conferma che il binario in quella zona non vi sono binari devastati né pietrisco smosso. Quindi come può restare sollevata la cisterna senza bucare la cisterna con la controrotaia . Vi siete posti il problema?
Risposta ing. Vangi: noi abbiamo analizzato l’andamento dinamico, il movimento e quindi non mi aspetto grandi sconvolgimenti del ballast e poi siamo in una fase in cui non vi è tutta questa pressione in quanto la cisterna si sta sollevando.
7)Domanda ing. D’Errico: quindi è corretto dire che nella posizione da Voi proposta nella perizia è possibile ipotizzare che il mantello venga tenuto da qualcosa altrimenti si buca.
Risposta ing. Licciardello: dobbiamo pensare ad un fenomeno che avviene dinamicamente e molto brevemente. Queste deduzioni sono nate dal cercare una spiegazione e a noi tale ricostruzione è parsa compatibile. Nel momento in cui vi è il contatto tra la controrotaia e il parasole torna che in quell’istante non vi sia così tanta pressione. Per come è fatto tridimensionalmente il tutto, se avessimo un modellino in mano troveremo per prima la zampa di lepre. Sono tutti elementi che abbiamo valutato.
8)Domanda ing. D’Errico: è evidente che un istante di tempo possa essere staccato dalla controrotaia e quindi è evidente che poco prima abbia avuto una rotazione che mi stia portando verso il sollevamento altrimenti avrei un altro buco dato dalla controrotaia. E’ corretto?
Risposta ing. Vangi :E’ Corretto
10)Domanda ing.D’Errico : avete considerato la fascia abrasa come la massima estensione che può essere lasciata da un corpo in movimento?
Risposta ing. Vangi : l’abbiamo considerato
11) Domanda ing. D’Errico: La misura da boi effettuata della fascia abrasa della punta di picchetto è stata dichiarata pari a 19 mm quindi non 23 mm come da voi indicata. Da dove l’avete presa la misurazione? Avete una opinione in base a questa discrepanza di misurazione?
Risposta ing. Vangi: siamo stati molto attenti alla misurazione fatta più volte. Quello che fa ritenere la misurazione da noi fatta corretta è data anche dal truciolo interno.
12) Domanda ing.D’Errico: perché la compatibilità geometrica proposta nella vs relazione tra il truciolo in cisterna ed il fianco della zampa di lepre , posizionandoli, supera i 23 mm da voi dichiarati? Perché si parla di perfetta compatibilità quando nel contatto in realtà sono oltre 23 mm? Da cosa deriva?
Risposta ing. Vangi : Dalle rilevazioni fatte vi sono 23 mm che coincide anche se dalla foto faccio fatica a vedere i punti precisi della misurazione.
13)Domanda ing. D’Errico : voi parlato di perfetta compatibilità con i 23 mm. Ma ci sono più di 23 mm.
Risposta ing. Vangi: possiamo sbagliare di qualche decimo ma siamo certi della misurazione sui 23 mm.
14) Domanda ing. D’Errico : avete scelto di comparare la punta abrasa del picchetto con il truciolo rinvenuto all’interno della cisterna, corrispondente all’inizio del taglio. Perché invece non avete scelto di misurare la larghezza di fascia del truciolo in uscita del taglio, corrispondente cioè all’ultima porzione di truciolo incontrata dal corpo abradente durante il suo disimpegno del taglio ?
Risposta ing.Vangi : non abbiamo voluto tagliare il truciolo per portarlo all’esterno per fare misurazioni più precise. La misura è stata fatta all’interno della cisterna. Al momento era di 23 mm.
15)Domanda ing. D’Errico : concordate che sia poco dirimente sino ad un certo punto la misurazione dei 23 mm perché ci debbono essere altri elementi da valutare?
Risposta ing. Vangi: concordo
16) Domanda ing. D’Errico: avete esaminato l’impronta di imboccatura all’ingresso del taglio?
Risposta ing. Vangi: si lo abbiamo valutato anche perché l’isp. Laurino supponeva fosse stata lasciata dal picchetto. Ciò però non lo riteniamo compatibile. La parte dei bordi ha strisciature, segni di contatto che non ritroviamo sul picchetto.
17) Domanda ing. D’Errico: non avete considerato che l’apparente differenza di dimensioni di forma tra l’ala del picchetto e l’impronta presente sul mantello dipende semplicemente dall’azione punzone-lamiera che viene ad esercitare naturalmente in fase di deformazione plastica della lamiera non guidata da matrice?
Risposta ing.Vangi: abbiamo tenuto conto approfonditamente dell’impronta. Abbiamo provato con la zampa di lepre a seguire l’imbocco al taglio e riscontrato la coincidenza. Teniamo conto che anche il punzono non è squadrato ma stondato e quindi lascia tracce anche sulle parti laterali.
18) Domanda ing. D’Errico : quale è stata la cinematica del taglio? Se consideriamo il taglio sulla cisterna si evidenziano due tagli e non uno : sono ai lati dx e sx nel senso di formazione del truciolo ( come utensile con due coltelli). Se così è non è compatibile il taglio con la zampa di lepre. Lo avete preso in considerazione?
Risposta ing. Vangi : fisicamente non mi pare possibile. Perché gli angoli del picchetto dovrebbero fare da taglio e toccare la lamiera?
19) Domanda ing. D’Errico : i due fianchi si abradano perché lavorano sul lembo di dx sia a sx. In funzione della rotazione della spigola ci sarà un fianco che lavora di più su un lembo ed uno di meno su altro.
Risposta ing. Licciardello: devo considerare come petto dell’utensile la punta del picchetto e lo considero quando il picchetto è già abbattuto . Avrei il petto orizzontale?
20) Domanda ing. D’Errico: questo non è l’obiettivo della mia domanda. E’ stato considerato il doppio possibile taglio?
Risposta ing. Licciardello : abbiamo valutato la situazione ma ci risultava difficile la curvatura del truciolo perché questo petto poteva agire quando il picchetto era già sdraiato e quindi il truciolo sarebbe stato poco incurvato.
Intervento ing.Vangi: il tagliente quando taglia la lamiera si appoggia a partire dal tagliente e da li nasce il truciolo. Non ci sembra molto realistica la ricostruzione anche in considerazione dell’angolo che dovrebbe essere di 45°.
21) Domanda ing. D’Errico: ovviamente l’utensile non si consuma e il picchetto si perché di altro materiale. Dove possiamo trovare le linee di abrasione rettilinee e tutte parallele che necessariamente il truciolo in formazione avrebbe dovuto lasciare sul passatruciolo della zampa di lepre, ovverossia la sona in mezzo ai due coltelli?
Risposta ing. Vangi: questo esempio non è molto calzante. Un utensile farebbe un truciolo all’esterno, qui all’interno.
Intervento del Gip : ha già risposto
22) Domanda ing. D’Errico : non avete preso in considerazione che tali zone corrugate presenti sulla pelle del metallo sono invece tipiche di un acciaio ad alto tenore di Mn di tipo Hadfield a forte incrudimento proprio quando subisce forti deformazioni plastiche?
Riposta ing. Vangi: queste ondulazioni sono tipiche di un abrasione. Uno spigolo acuto che si è smussato . Sono righe di abrasione e non deformazione.
23) Domanda ing. D’Errico: avete tenuto in considerazione di verificare le forti deformazioni plastiche localizzate e repentine in base alla letteratura specifica?
Risposta ing. Licciardello : noi diciamo che nella parte bassa della zampa di lepre c’è una deformazione quasi circolare. Poi a causa del moto relativo il taglio si alza, la lamiera si alza sino ad interessare la zona con le scalettature che derivano, proprio dal tipo di acciaio. Sulla letteratura non abbiamo guardato ad essere sincero.
Se li abbiamo uno spigolo che scorre in quel punto su un acciaio ad indurimento progressivo, se pensiamo a come è fatto un utensile di taglio si forma una zona ricurva sulla punta dell’utensile. Nella zampa abbiamo anche la deformazione plastica che interviene. Da quanto lo spigolo è piano a quando si incurva la durezza va crescendo. Questo quando la lamiera è bassa. Poi la lamiera tende a salire e l’angolo di spoglio comincia a decrescere ed il truciolo ha quindi una determinata curvatura e poi incontra la parte con la scalettatura. Le linee di deformazioni plastica orizzontali sono dovute al tipo di acciaio e sul truciolo formano linee non di apparente conformità. Noi però questa conformità le vediamo considerando il tipo di materiale.
24)Domanda ing. D’Errico : quindi mi spiego le linee di deformazione plastica per il tipo di acciaio e quindi non si abrade ma si abrade solo il metallo meno duro?
Risponde Licciardello : il truciolo è stato trovato con curvatura via via decrescente all’interno della cisterna e presenta un angolo, la lamiera che avanza, che va decrescendo. Riguardo le linee di abrasioni vedo lo stesso fenomeno. Qui vi è usura ed abrasione.
25)Domanda D’Errico : il metallo è più duro e quindi resiste più alla abrasione. Corretto?
Risposta Licciardello : corretto
26) Quindi un acciaio Hasfield non produrrà segni visibili di usura
Risposta ing. Vangi :non è che non lascia assolutamente segni , ma a lungo andare usura la vedremo.
27) Domanda ing. D’Errico: secondo voi non vi sono segni di abrasione sulla zampa di lepre, parte alta?
Risponde ing.Licciardello : non si osservano apprezzabili segni se non sui fianchi. La zona che forma il truciolo inizialmente è la parte di punta della zampa di lepre e poi si sposta.
28) Domanda ing. d’Errico : vi sono segni di usura quindi non visibili?
Risposta ing. Vangi: vi sono segni di usura ma non striature evidenti. Non vedo incisioni rilevanti.
29)Domanda ing. D’Errico: sui reperti della zampa di lepre sono visibili i segni di abrasione e non di deformazione plastica?
Risposta ing. Vangi : erano visibili la prima volta che siamo andati, l’ultima volta tutto era più ossidato
30) Domanda ing. D’Errico : all’atto del montaggio sotto al carro la sala n. 98331 doveva apparire di colore blu/verde molto scuro sul copro assile e nera sui collari. Ha subito il corpo centrale dell’assile una alterazione termica che ha prodotto una alterazione di colore di un unico strato di vernice? Vi era uno strato di vernice unico che si è convertito in nero con il calore. E’ corretto?
Risposta ing. Licciardello : in realtà la sala era già scura all’uscita dell’ultima revisione e l’abbiamo dimostrato con la rimozione della fascia ritoccata. La parte esterna era rivestita di fuliggine e polvere che sono venuti via con uno straccio. Fatto questo la sala era di colore blu scuro e questo colore era uniforme anche sotto le fasce ritoccate
31)Domanda ing. D’Errico : quindi sul corpo assile la colorazione era blu scuro, vero?
Risposta ing. Licciardello : una volta rimossa la sporcizia si.
32)Domanda ing. D’Errico: il blu scuro ha avuto un viraggio di colore a seguito di un determinato fenomeno?
Risposta ing. Licciardello: questo non si può né escludere né confermare. Dopo poco tempo la superficie si era scurita. Ci risulta però che con queste vernici le tonalità possono essere diverse già all’origine. Ci sono due scenari da valutare : la sala si è scurita con il tempo oppure era già così al momento del montaggio? Sono plausibili tutte e due le ipotesi.
33) Domanda ing. D’Errico: la sala era blu scura dopo la pulizia alla Lucchini o nera?
Risposta ing. Licciardello : blu scuro
34) Domanda ing. D’Errico: con una spatolina si è rimosso uno strato di colore ed è emerso uno strato blu cobalto sottostante. Uno strato unico blu cobalto si è convertito in blu scuro per effetto di luce o termico, quest’ultimo lo escluderei perché la sala non è stata interessata dalla fiamma.
Risposta ing. Licciardello : sicuramente c’è stata virata di colore. Abbiamo preso un campione di colore. Dopo pochi giorni questo provino era cambiato di colore.
Intervento ing.Vangi : noi diciamo più blu scuro invece che nero. Tra il colore prima della fuliggine e quello apparso dopo aver tolto la fuliggine vi era differenza e quindi l’abbiamo identificato con blu scuro. Abbiamo considerato questo colore frutto dell’ossidazione e poi sottostante, tolto lo strato, è risultato blu chiaro. Quindi per noi è una sola vernice.
35) Domanda ing. D’Errico: avete fatto eseguire una prova per valutare la conversione della vernice di riferimento della Lucchini e fatte delle prove. Così facendo la superficie si scaglia mentre nella muffola è stato inserito un altro pezzettino di vernice staccato dall’assile. Messo in forno si è avuta una conversione a blu/verdone. Se vi siete concentrati su questo esperimento il viraggio è stato per cause fotosensibili o per condizioni termiche?
Risposta Licciardello : il meccanismo esatto non lo so non è però termico.
36)Domanda ing. D’Errico: durante le operazioni di sverniciatura e successivamente dopo l’asportazione con la spatolina ho agito meccanicamente e quindi lo strato scuro era ben aderente e non friabile.
Risposta ing. Licciardello : lo strato emerso dopo la pulizia con il panno ha richiesto molta energia
37)Domanda ing. D’Errico: com’è possibile immaginare che la colorazione nera sia un viraggio del substrato blu. Non dovrebbe risultare che al di sotto del nero, se trattasi di blu virato, troveresti il blu e non il metallo?
Risposta ing. Licciardello : la zona lucida è risultata dopo l’asportazione con il solvente solo perché lì aveva scarsa adesione. Nella zona sabbiata si è fatta molto più fatica a toglierla.
38) Domanda ing.D’Errico : come si può giudicare piccoli difetti?
Interviene il Gip : ha già risposto sul punto
Intervento ing.D’Errico: in base al difetto visibile sull’assile di corrosione non si doveva scartare l’assile?
Risposta ing. Licciardello: non si può avere una stima dell’assile al momento della molatura e che i difetti si siano verificati anche sotto la vernice.