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Cattivi pagatori : quali rimedi?

 

A volte, per un ritardo in un pagamento, ci si trova a pagarne le conseguenze anche negli anni futuri. Infatti si possono avere problemi  per l’apertura di un conto corrente, oppure per l’emissione di un finanziamento per l’acquisto di una automobile, un computer o qualsiasi altro bene si abbia necessità di acquistare. Basta poco per essere tacciati come “cattivi pagatori” ed essere inseriti nel Sistema di informazioni Creditizie (SIC), strumento, quest’ultimo, a fornire garanzia di solvibilità. In questa sorta di banca dati viene annotata vita, morte e miracoli del cattivo pagatore : i pagamenti mancati e ritardati, i prestiti presi e non concessi o quelli estinti, i finanziamenti non concessi.

Può accadere che un cittadino si trovi iscritto nella banca dati senza saperlo?

La risposta , purtroppo, è positiva.

E’ accaduto, e non di rado, che la persona venga a sapere della propria iscrizione al momento del bisogno e cioè quando vada a prendere un prestito, un finanziamento ecc.: prestito e finanziamento ovviamente non concesso.

Da sapere : Le modalità di gestione di queste banche dati non permettono di distinguere quando un soggetto sia effettivamente non solvibile oppure se la segnalazione sia stato frutto di un “incidente di percorso”, una disattenzione ma non certamente di non affidabilità. Il garante della privacy ha chiesto così che le segnalazioni dei nominativi a queste banche vengano inoltrate solo in caso di mancato pagamento di somme consistenti o, se l’importo non è rilevante, dopo il mancato pagamento di più rate. Inoltre il Garante della privacy ha chiesto di dare un preavviso all’interessato affinchè possa porre rimedio alla propria posizione . Inoltre è stato richiesto che i nominativi vengano cancellati dal database entro un anno dalla loro regolarizzazione, considerando illegittime le segnalazioni riguardanti finanziamenti non concessi, dato che il rapporto di finanziamento non si è instaurato e quindi non si può comunque dare una segnalazione negativa.

Ma è possibile tutelarsi in qualche modo?

 

In base al Codice della Privacy ( d.lgs 196/03) abbiamo diritto di conoscere dalle banche o dalle società finanziarie se nei loro archivi vi è la presenza di nostri dati personali. Per fare ciò basta inviare una istanza di accesso ai dati personali così come contemplato dall’art. 7 del codice della Privacy.

In detta istanza si dovrà aver cura di chiedere la conferma dell’esistenza di dati riguardanti la nostra persona oppure l’origine di questi dati e si potrà anche chiedere a chi, tali dati, siano stati comunicati.

Nel caso in cui il debito sia già stato saldato, chiederne la cancellazione sarà più che uno scrupolo un obbligo.

Il tempo di risposta non dovrebbe farsi attendere per più di 15 giorni.  Se però, trascorso tale termine, nulla si è saputo avrete diritto di rivolgervi all’autorità giudiziaria o ricorrere direttamente dinanzi il Garante della Privacy.

Quanto sopra vale per le centrali rischi private mentre per quella istituita dalla Banca d’Italia – centrale rischi pubblica – non vi è necessità di consenso da parte degli interessati. La segnalazione , in questa banca dati, si ha se il cliente di una banca o di una finanziaria ha rilasciato garanzie personali superiori ad euro 77.469,00. Se il cliente,invece, è in sofferenza la segnalazione partirà automaticamente indipendentemente dall’entità del debito.

Ecco che anche la scadenza di una sola rata, non pagata, anche di piccola entità può essere causa di inserimento del debitore nella centrale rischi.

Può capitare , e non di rado, di essere inseriti nella lista dei cattivi pagatori anche per errore, o perché si è mancata una rata tanto tempo fa o perché vittima inconsapevole di furto d’identità, frode o vittima di casi di omonimia. Insomma i casi di errore sono i più svariati ed assurdi e possono portare il malcapitato a spiacevoli conseguenze e noie di non poco conto.  Anche perché ,si deve tener conto, che molto spesso della segnalazione nella centrale rischi se ne viene a conoscenza proprio quando si ha bisogno, in tempi brevi, di avere accesso ad un finanziamento, un muto ecc.. E i tempi brevi non collimano certo con i tempi necessari per chiarire l’equivoco ed ottenere la cancellazione : da qui ne deriva un danno quasi certo al malcapitato.

Per richiedere la verifica della nostra situazione è possibile affidarsi a società specializzate che a pagamento effettuano il lavoro per noi ma……..

Noi di LEGALIUS  vogliamo agevolarvi in questo compito e non farvi spendere nemmeno un euro ottenendo lo stesso risultato.

Infatti qui di seguito vi elenchiamo, con tanto di link, le banche dati principali dove è possibile controllare la vostra situazione e dove potrete inviare comodamente la vostra richiesta compilando il fax simile che di seguito vi proponiamo.

 

Società

Link

Modo invio domanda

Banca d’Italia

http://www.bancaditalia.it/

Pec, fax, posta

Crif

http://www.crif.it/Pages/default.aspx

Posta, fax, email

Experian

http://www.experian.it/

Posta, fax

Ctc

http://www.ctconline.it/

Posta, fax

 

CLICCLA QUI PER SCARICARE IL FAX SIMILE DELLA DOMANDA

 

DA SAPERE : Dal settembre di quest’anno non è più possibile ottenere la cancellazione nel caso di ritardati pagamenti regolarizzati ma solamente una integrazione del nominativo segnalato con l’indicazione dell’avvenuto pagamento.

Per quanto riguarda i protesti è possibile ottenere informazioni in merito alla vostra posizione con una visura alla camera di commercio oppure richiedendo a noi direttamente il servizio al costo di 10 euro.

 

CLICCA ORA PER RICHIEDERE IL SERVIZIO PROTESTI

 

Per ottenere poi la cancellazione bisogna inoltrare apposita richiesta di cancellazione al presidente della Camera di Commercio ma qualora il protesto riguardi assegni o cambiali si dovrà prima ottenere l’autorizzazione dal Tribunale competente. In questo caso si dovrà allegare alla domanda il titolo in originale e la dichiarazione del creditore dell’avvenuto pagamento.

 

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Infine vi è da segnalare casi in cui un soggetto, pur non essendo cattivo pagatore, debba richiedere comunque una liberatoria al Crif per accedere ad un finanziamento. E’ il caso ad esempio di Tizio che abbia già richiesto preventivi di finanziamento ( anche su internet) e la finanziaria abbia richiesto, appunto, una liberatoria. In questo caso v’è da sapere che le richieste di prestito restano nei sistemi informativi per 6 mesi per poi venir automaticamente cancellate. Si potrà quindi con il fac-simile di cui sopra fare richiesta al Crif : la risposta sarà gratuita almeno che non sia negativa ; in questo caso il costo sarà pari ad euro 10,00.

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