La Versilia , si sa, è famosa per le sue spiagge, la voglia di vivere che si respira in piena estate, l’organizzazione degli stabilimenti balneari che indicono feste per il piacere dei turisti e non. E’ così che in piena estate uno stabilimento balneare decide di fare delle serate a tema con musica a tutto spiano e fastidio per le persone che si trovano nei paraggi. In particolare a lamentarsi con più forza, però, sono i titolari di due stabilimenti limitrofi e concorrenti. La baldoria si era protratta per oltre venti giorni , con feste a ripetizione, ogni sera, coinvolgendo un grosso numero di persone. Anche così, in piena estate, lo stabilimento balneare tiene su il proprio giro d’affari. Ma ciò non va giù ai vicini e ancor meno essendo concorrenti in quanto tale attività è fastidiosa per «il protrarsi delle feste fino a inoltrata ora notturna». A finire sotto accusa sono gli amministratori dello stabilimento balneare, rispettivamente padre e figlio che vengono condannati sia in primo che in secondo grado, dove, però, le pene vengono ridotte. Restano però acclarati i reati contestati, ossia «apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento e «disturbo del riposo delle persone». Secondo i giudici, difatti, le feste e le serate danzanti, organizzate nello stabilimento non erano accompagnate dalla necessaria «autorizzazione a tutela della pubblica incolumità» e avevano cagionato «disturbo al riposo e alle occupazioni delle persone» nelle zone circostanti e ciò alla luce non solo delle testimonianze e delle verifiche delle condizioni di agibilità e di esercizio dello stabilimento balneare. Allo stesso modo, il dato dell’elevata rumorosità viene considerato certificato sulla base di quanto verificato dalla polizia: gli accertamenti compiuti, chiariscono i giudici, hanno superato le semplici dichiarazioni dei testimoni.E la relativa responsabilità andava attribuita non solo all’amministratore unico – il figlio – ma anche all’amministratore di fatto – il padre che in pratica si era posto, anche nei confronti degli accentratori, come unico referente. Complessivamente, quindi, la fondatezza dei reati contestati viene confermata, assieme alla relativa pena.