Pagamenti in Bitcoin: come comportarsi sul piano fiscale

La diffusione inarrestabile dei Bitcoin innesca una serie di domande che l’imprenditore deve farsi se vuole usare questa criptovaluta per la propria attività e per ricevere il pagamento delle proprie prestazioni in bitcoin.

Stati come l’Australia, la Francia, il Regno Unito, il Canada hanno iniziato a studiare e ad approfondire la materia sottolineando l’utilità e non stando certamente a guardare da lontano questa dirompente innovazione.

L’Italia, invece, resta ancora un po’ indietro lasciando, per ora, gli utilizzatori nella incertezza dato che non ci sono studi ufficiali in merito.

Solo Bankitalia ( ma chi mi segue sa quali perplessità su Bankitalia) ha sostenuto che“in Italia l’acquisto, l’utilizzo e l’accettazione in pagamento delle valute virtuali debbono allo stato ritenersi attività lecite; le parti sono libere di obbligarsi a corrispondere somme anche non espresse in valute aventi corso legale”, ma è stato l’unico ente italiano a pronunciarsi.

Andiamo pertanto a vedere alcuni aspetti fiscali che interessano le criptovalute.

IVA

Alcuni stati hanno dichiarato l’esenzione IVA (Spagna, Regno Unito, Belgio, Finlandia), altri per l’imponibilità (Estonia, Polonia); altri non hanno espresso alcuna posizione.La Commissione Europea sta sostenendo l’esenzione IVA e lo ha descritto nel documento Comitato IVA “VAT treatment of Bitcoin”. In Italia, invece, giace un interpello che propone l’esenzione IVA presso l’Agenzia delle Entrate in attesa di risposta. Quindi, l’uso di Bitcoin in Unione Europea è – al momento –esente da IVA. L’imprenditore potrà, pertanto, accettarli e richiederli in esenzione IVA, fermo restando le ordinarie regole per le cessioni dei beni e servizi. Andando sul pratico se uno vende un bene o un servizio ricevendo il pagamento in bitcoin, dovrà emettere scontrino / fattura normalmente (esempio: euro 1000+ 22% IVA) e potrà ricevere in pagamento l’equivalente in bitcoin. Il commerciante potrà scambiare i bitcoin contro euro in esenzione IVA per il loro valore di mercato. Il vantaggio che ne potrà avere, ricevendo questa modalità di pagamento, è la velocità di pagamento, zero commissioni ed il guadagno che la volatilità delle criptomonete permettono di effettuare sul mercato.

Imposte dirette – persone fisiche – IRPEF

Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi – art- 67 – prevede la categoria dei redditi diversi da capitale ove vi sia una differenza tra prezzo di acquisto e vendita di beni o titoli.

Nelle criptovalute la differenza sta nel prezzo di acquisto rispetto al ricavato ottenuto con la rivalutazione della moneta ( usiamo il termine moneta per facilità anche se giuridicamente non sarebbe corretto).

Questa plusvalenza dovrà essere dichiarata nel quadro RT della dichiarazione dei redditi.

Imprese – Imposte dirette

L’imprenditore deve inserire le operazioni in criptovalute nella propria contabilità e rappresentarle in bilancio.

Ogni azienda dovrà quindi rappresentare nella propria contabilità gli acquisti e le vendite di criptovaluta: chi le accetta in pagamento dovrà contabilizzare (similmente a valute estere) il differenziale da far confluire nel risultato di esercizio. Nel caso in cui il commerciante detenga criptovalute a fine anno, dovrà dare adeguata informazione nel bilancio, tenendo conto del valore corrente della criptomoneta.

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CategoryTutela Bitcoin
  1. 3 gennaio 2018

    Ciao interessante articolo.

    Volevo sottoporti un quesito.
    E’ possibile, visto il momento di incertezza legislativa in merito ai pagamenti commerciali, offrire consulenze GRATUITE accettando solo DONAZIONI in Cryptovalua?

    • 3 gennaio 2018

      Sicuramente è possibile applicare l’istituto della donazione al mondo delle cryptovalute. A mio avviso, però, se la “donazione” viene fatta a fronte di una consulenza in realtà sarebbe una donazione simulata e quindi in sostanza celerebbe un vero e proprio pagamento. In pratica nonostante le problematiche ad oggi sussistenti di inquadrare la cryptovaluta come moneta giuridicamente intesa o come bene immateriale, mi pare più logico ritenere la cryptovaluta più assimilabile ad un bene immateriale. Ciò porterebbe alla applicazione dell’istituto della permuta. In pratica a fronte di una consulenza si riceve, in permuta, un bene immateriale consistente nella cryptovaluta. Stando a questa impostazione non si dovrebbe fatturare la prestazione pagata in Cryptovaluta ma pare,invece, che una fattura debba comunque essere emessa a fronte del pagamento in cryptomoneta. In pratica uno dovrebbe fare una fattura secondo la valuta corrente “ufficiale” e poi ricevere il pagamento in cryptomoneta con il vantaggio che poi se questa aumenta di valore si ha un ulteriore guadagno ( anche sulla plusvalenza si dovrebbero pagare le tasse ma se non entrano mai nel circuito ufficiale e rimangono in quello delle crypto e vengono spese senza la conversione si potrebbe saltare questo passaggio).
      Quindi riassumendo: una donazione a fronte di una consulenza gratuita sarebbe solo simulata ed in caso di controlli ( e si consideri anche le difficoltà di fare i controlli nel mondo delle cryptovalute) potrebbero esserci dei problemi. E’ anche vero che se un soggetto mi paga in cryptomonete direttamente accreditando la moneta sull’exchange o sul wallet ritengo ad oggi quasi impossibile risalire alla transazione soprattutto se viene fatto con cryptomonete quali Monero appositamente create per rendere anonime le transazioni. Seppur non esiste nulla di specifico ad oggi essendo l’unico intervento dell’Agenzia delle Entrate riferito solo all’IVA l’indirizzo è quello della fatturazione del pagamento in crypto in quanto la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 22 Ottobre 20125, causa Hedqvist ha ritenuto il pagamento in crypto un vero e proprio pagamento

  2. 6 gennaio 2018

    Buonasera come apro u conto in bitcoin con un’impresa…?
    Amministro una srl che fa investimenti immobikiari e vogliamo iniziare ad incassare e pagare im bitcoin.
    Grazie

    • 7 gennaio 2018

      Può aprire un conto andando su Coinbase.com che tra l’altro è uno dei maggiori è più sicuri Exchange in circolazione. Al momento della registrazione le sara’ richiesto se vuole registrarsi come persona fisica o come persona giuridica

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