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Bacchettate alle banche!

La Corte Costituionale ha dichiarato incostituzionale la norma del decreto Milleproroghe che accorciava i tempi per chiedere alle banche il rimborso degli interessi sugli interessi che sino al 2000 il correntista era costretto a pagare sui conti in rosso. Questo meccanismo, c.d. anatocismo, non è legittimo in quanto crea un credito sempre maggiore e difficilmente recuperabile da parte del debitore, In pratica sulla somma capitale la banca applica trimestralmente gli interessi e sempre trimestralmente iniziano a decorrere i nuovi interessi sulla somma capitale non più iniziale ma aumentata degli interessi sino a quel momento calcolati. Facciamo un esempio. Somma capitale 100. Dopo tre mesi gli interessi sono uguale a 10. Dopo 6 mesi gli ulteriori interessi non vengono calcolati su 100 ma bensì su 110 e così via in questa infinito calcolo a crescere a danno del debitore. Ovviamente la banca non si comporta così sull’attivo ove gli interessi, tra l’altro molto minori, vengono calcolati annualmente. Insomma se tutto va bene interessi bassi ed annuali, se invece il conto è in rosso la banca aumenta gli interessi e li calcola trimestralmente in barba al divieto dell’anatocismo. Alla fine del 2010 con il Milleproroghe le banche avevano avuto una mano dal Governo accorciando il tempo utile per chiedere al giudice la restituzione di quanto ingiustamente pagato dai correntisti quando andavano in rosso. In un paese dove i c.d. poteri forti dettano legge non poteva essere altrimenti. Per fortuna una raddrizzata a questa giustizia malandata l’ha data la Corte Costituzionale la quale ha dichiarato illegittima la norma che stabiliva che i termini di prescrizione non decorrevano dalla chiusura del conto corrente ma bensì dal momento in cui la banca addebitava la capitalizzazione degli interessi. Alle volte un bagliore di giustizia illumina anche il diritto italiano.

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