Cadere sui gradini bagnati dell’azienda privi di corrimano comporta responsabilità per il datore di lavoro per lesioni riportate dalla dipendente Lo ha sstabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 2085 del 14 febbraio 2012, ha accolto il ricorso della 65enne infortunata. Una dipendente di un’azienda emiliana ha richiesto il risarcimento danni nei confronti del datore di lavoro, chiamando in causa la compagnia assicurativa, per le lesioni riportate a seguito della caduta all’uscita del luogo di lavoro sui gradini bagnati di una scala, priva di corrimano in violazione dell’articolo 16 Dpr 547/55. La terza sezione civile ha ribaltato la decisione della Corte di merito, la quale non ha valutato le risultanze probatorie in relazione alla struttura e dimensioni del vano scala, altrimenti avrebbe dovuto ritenere l’utilità del presidio antinfortunistico a evitare l’evento dannoso. E, inoltre, in violazione degli articoli 2043 e 2697 Cc, i giudici di Bologna non hanno considerato che la danneggiata aveva assolto all’onere probatorio che le incombeva, avendo fornito la prova di tutti gli elementi costitutivi dell’illecito: il fatto, il danno e la colpa derivante dalla violazione della norma precauzionale. Dunque, accertata la mancanza del corrimano, si è integrata quindi la violazione da parte del datore di lavoro dell’articolo 16 del Dpr 547/55, che impone che «le scale destinate all’accesso ai luoghi di lavoro, se sono aperte, devono essere dotate di parapetto o di altra difesa, e se sono delimitate da due pareti, come quella in oggetto, devono essere munite almeno di un corrimano. In ordine al nesso di causalità anche la violazione di una norma può costituire causa o concausa di un evento, quando essa sia preordinata a impedirlo». Piazza Cavour, in sostanza, ha specificato che la norma in oggetto ha la funzione di rendere sicuro l’uso delle scale di accesso ai luoghi di lavoro e di prevenire le cadute, con l’imposizione dell’obbligo di parapetti nelle scale aperte, che hanno anche la funzione di appoggio, o l’installazione di un parapetto delle scale chiuse da pareti. La parola torna alla Corte d’appello in diversa composizione.