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Chi perseguita la ex moglie non ha diritto alla condizionale

Lo stalker che perseguita la ex moglie non ha diritto alla condizionale . Questo è il principio che la Corte di Cassazione ha emesso con la sentenza n. 11176 del 22 marzo 2012 confermando la sentenza della Corte di Appello che condannava un 41 enne per aver perseguitato la ex moglie provocandole permanenti stati d’ansia. La particolarità della decisione sta nel fatto che nonostante la condanna comminata sia stata pari ad un anno e sei mesi di reclusione al reo gli è stato negato il beneficio della sospensione condizionale. Il 41 enne aveva indotto la moglie a querelarlo per lesioni riconducibili a permanenti stati d’ansia e turbamenti documentate da certificati medici. La corte di cassazione ha rilevato che ” trattandosi di reato con l’esplicazione di condotta a livello di sistematicità in pregiudizio della vittima cui si è determinato uno stato psico-fisico di pregiudiziale portata proprio per la detta sistematicità della condotta dell’agente, è sufficiente richiamare il sistema della condotta e riassuntivamente gli effetti di questa sulla vittima” Pertanto il 41 enne si dovrà fare i suoi bei giorni di carcere onde riflettere su quanto commesso.

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