Pubblichiamo questo articolo a cura della Dr.ssa Matteazzi Stefania, esperta in psicologia giuridica e forense ([email protected]) , psicologa della nostra associazione che si è resa disponibile per l’assistenza alle vittime del disastro Costa Concordia.In questo articolo si evidenzia la gravità e l’importanza della valutazione del danno psicologico che , nel risarcimento del danno Costa Concordia, assume una rilevanza primaria.
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Domenica 15 gennaio 2012 … se non fosse per il clima freddo si direbbe una bella giornata estiva. Meta: l’Isola del Giglio, una piccola “perla” dell’Arcipelago Toscano che solo nel periodo estivo si popola … di barche, di gente, tutti i bar aperti, gli hotel pronti ad ospitare i tanti turisti … Proprio come in questa giornata fredda domenicale …. Ma non sono le solite imbarcazioni … sono barche di salvataggio, scialuppe, battelli della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia Costiera, della Marina Militare, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile … e i “turisti” sono giornalisti di tutte le reti mondiali, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Personale Sanitario e della Marina Militare, Sommozzatori, Palombari, Volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile ….
I bar e gli hotel sono eccezionalmente aperti proprio per ospitare tutta questa gente, capitata all’improvviso, tra cui fino a ieri anche le migliaia di naufraghi, sopravvissuti al naufragio della Nave da Crociera Costa Concordia, ancora nella notte di venerdì 13 gennaio.
Ecco che una bella Crociera, per alcuni la prima della vita, per altri occasione per festeggiare un compleanno, un anniversario, fare un viaggio di nozze o semplicemente per godersi un momento dove allontanare lo spettro della crisi, chi ancora ha usato i pochi risparmi come regalo di fidanzamento … si trasforma in pochi istanti in un vero e proprio incubo.
Gli isolotti delle Scole, costituiti da due grossi scogli principali, da una bassa cresta rocciosa a Nord e da due scogli più piccoli a Sud, rappresentano una delle zone subacquee più interessanti e più frequentate dell’Isola dove Gorgonie gialle e rosse si mescolano alle Margherite di Mare …
Alle 21.45 di venerdì 13 gennaio questo complesso di isolotti diventa teatro di tragedia: la nave da Crociera Costa Concordia si schianta …. Comincia l’incubo … l’inferno …
La gente scappa, fugge e comprensibilmente lascia all’interno tutto: vestiti, soldi, computer, gioielli e documenti.
Appena sbarcata sull’Isola ascolto ancora i commenti della gente locale che poche ore prima ha letto negli occhi dei naufraghi il terrore e l’incredulità di essere riusciti a fuggire … Cammino fino a Punta Gabbianara, altro sito subacqueo, vicino alla bella spiaggia dell’Arenella e mi sembra di rivivere la fuga dei sopravissuti, testimoniata da decine di giubbotti di salvataggio ammucchiati qua e là, sporchi, pieni di fango, alcuni ancora bagnati …. Scarpe eleganti sparpagliate … Vestiti … casse di legno, tutti resti di una notte maledetta … sterpaglie e arbusti divelti da persone, uomini, donne, bambini e anziani che, in fuga, le hanno calpestate in piena notte, terrorizzati, increduli, presi dal panico.
“Mi hanno strappato dalle mani il giubbotto di salvataggio. Ho spaccato un vetro e sono riuscita a prenderne uno per i bambini. Sono caduta a terra, ho visto la morte davanti agli occhi” (A.S., passeggera).
“C’è stata una confusione generale, tutti me compreso eravamo nel panico più totale, era buio, tutto era rovesciato … i bicchieri sono caduti rompendosi, i lampadari cadevano … non sapevamo cosa fare … rotolano porte sul pavimento che si è trasformato in una parete sempre più ripida … si camminava sul sangue …” (C.F., turista brasiliano).
“Nell’inclinazione della nave siamo rimasti schiacciati l’uno contro l’altro e ci siamo fatti male. Alcuni sono riusciti a raggiungere l’isola a nuoto” ( un superstite).
“Sono stati momenti di estremo panico. Ho visto molta gente cadere in mare, altre persone travolte … regnava in ogni angolo della nave il caos più totale (un superstite).
“Assieme ai miei genitori sono rimasta schiacciata dalla massa di persone e ci hanno sbalzato fuori, nelle acque gelide e mosse del Giglio … poi improvvisamente ho perso di vista i miei genitori” (una superstite).
Ma non c’è solo chi non trova i genitori, il proprio/a consorte, ma c’è anche chi non trova più il proprio/a figlio/a, come testimonia una donna che sconvolta urla “Ho perso mia figlia, dov’è mia figlia?”
Da queste brevi testimonianze (prese integralmente dai giornali locali) appare evidente come la percezione della tragedia avvenuta in mare sia stata caratterizzata da violente reazioni psicofisiologiche: attacchi di panico, accompagnati da sensazione di asfissia, tachicardia, palpitazioni, sensazione di instabilità, derealizzazione, intesa come sensazione di irrealtà; estrema paura, schock immediato, tremori, stati d’ansia, stati dissociativi e soprattutto la viva percezione di impotenza di fronte al pericolo di morte.
In tutte le persone sopravvissute si è creata quindi una situazione di estrema vulnerabilità fisica e psichica in grado di compromettere l’equilibrio psicofisico della personalità.
La risonanza dell’evento traumatico risulta così difficilmente gestibile proprio perché ci si trova impotenti di fronte all’evento catastrofico.
Di solito gli eventi traumatici avvengono all’improvviso e lasciano poco tempo per prepararsi e per pianificare una risposta. Per questo compromettono la nostra capacità di farvi fronte.
Un trauma è un qualsiasi evento stressante che, nell’esperienza di chi lo vive, stravolge totalmente le normali risorse di fronteggiamento. Come conseguenza la persona che lo vive prova un senso di impotenza, paura intensa o terrore.
Da un punto di vista psichico i traumi causano angoscia, paure immotivate e destabilizzanti, ripiegamento e chiusura emotiva, fino ad arrivare a vissuti di rovina e morte. In tali situazioni l’Io, come reazione a tale angoscia, può mettere in atto meccanismi difensivi che possono determinare sintomi nevrotici e, in casi estremi, psicotici che andrebbero a configurarsi come un vero e proprio disturbo dell’Io e della personalità.
Molto spesso parti del trauma vengono rivissute nuovamente, sconvolgendo le giornate e le persone vengono perseguitate da veri e propri incubi notturni ricorrenti, seguiti da risvegli improvvisi e incapacità di riprendere sonno.
Le reazioni e le risposte dopo un trauma spesso sono vissute in modo così intenso e opprimente che non di rado le persone si sentono come se “stessero impazzendo” o “perdendo totalmente il controllo della loro vita.
Lo psicologo forense è il professionista più idoneo riguardo al tema del risarcimento del danno biologico di natura psichica e del danno da pregiudizio esistenziale, poichè avendo fra le sue competenze la possibilità di effettuare diagnosi con strumenti di indagine, validi ed affidabili (colloqui clinici e test), è in grado di dare una valutazione di parte che permetta al danneggiato, o al suo legale, di avere una base tecnica utile a sapere se esista o meno il danno lamentato ed eventualmente la sua entità.
A differenza della lesione fisica che lascia un segno evidente, il trauma psichico è caratterizzato da manifestazioni che riguardano appunto la psiche e che spesso non portano ripercussioni visibili sul corpo del soggetto e che, purtroppo, rimangono tutta la vita.
Schematicamente il danno biologico di natura psichica si manifesta in una alterazione dell’integrità psichica nelle sue componenti primarie quali le funzioni mentali, l’affettività, i meccanismi difensivi, le pulsioni e il tono dell’umore.
Il danno da pregiudizio esistenziale si presenta invece come una modificazione in senso peggiorativo dello stile di vita del soggetto, nei suoi aspetti individuali e sociali.
Al di là della comparsa di patologie di carattere psichico a carico della vittima, è utile che lo psicologo esperto proceda anche ad una valutazione del tipo d’impatto che un determinato trauma ha provocato sulla vita del soggetto, in ragione delle particolari caratteristiche che riveste la personalità dello stesso.
L’esperto, quindi, è chiamato anche a valutare la perdita del piacere della vita, nel senso di valutare quali specifiche attività ed aree di vita siano state danneggiate e l’impatto che tale evento traumatico ha portato nella vita dei soggetti.
Di molta importanza assumono le Linee Guida per l’accertamento e la valutazione psicologico-giuridica del danno biologico di natura psichica e del danno da pregiudizio esistenziale, elaborate dall’Ordine degli Psicologi del Lazio (2009), che finalmente sono in grado di quantificare il danno in termini percentuali, a seconda delle fasce di gravità.

Per chiunque avesse necessità di assistenza l’associazione e la dott.ssa Matteazzi sono disponibili per qualsivoglia richiesta.



