Le stravaganze nel loro modo di vivere a cui i vip ci hanno abituati non destano oramai più nessun scalpore. Soggiorni in alberghi extralusso per poche notti fatti riarredare per l’occasione, acquisti da Cartier con il carrello della spesa e chi più ne ha più ne metta. E’ accaduto persino che questa stravaganza venisse portata in Tribunale quale giustificazione per la richiesta di un affidamento esclusivo dei figli a fronte di una vita più stimolante dei minori. E’ quello che ha sostenuto un vip dinanzi la prima sezione civile della Cassazione sottolineando che proprio il suo essere famoso avrebbe garantito ai figli un ambiente più stimolante dato dalla caratura delle relazioni sociali frequentate. La Cassazione, con sentenza del 29 luglio 2011, non è stata però dello stesso avviso ritenendo più che sufficiente applicare la regola dell’affidamento condiviso. I vantaggi che i minori potrebbero ricavare dalla frequentazione del jet-set non vengono certamente esclusi – ribadisce la Cassazione – dall’applicare la regola dell’affidamento condiviso tanto più che il vip abita a poca distanza dall’ex casa coniugale. Al vip non resta quindi che pagare le spese di giudizio rinunciando , stavolta, a qualche stravaganza di troppo.
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