Il sottosegretario alle infrastutture, Guido Improta, ha proposto il recepimento dei suggerimenti del Consiglio di Stato e la ripresentazione del testo emendato al Consiglio dei ministri per il varo definitivo dell’applicazione di una tabella unica del danno biologico a livello nazionale. Se , sul piano giuridico e costituzionale, la tabella ci trova favorevoli in quanto non è possibile concepire uno stesso danno con valutazioni diverse a seconda del luogo dove questo avvenga, è da sottolineare che la tabella che doveva già essere approvata abbassava di non poco il risarcimento a punto di invalidità. In buona sostanza era l’ennesima legge pro assicurazione come ve ne sono state in questi ultimi anni. Vi ricordate la rivoluzione del risarcimento diretto? Bene …quali vantaggi se non alla assicurazione ha portato l’introduzione di tale legge? Non certamente al diritto dei cittadini e al risarcimento dovuto a volte offerto in maniera vergognosa e ad una cifra molto più bassa del dovuto al danneggiato il quale l’accettava pregiudicando, a sua insaputa, i propri diritti. IL 3 agosto scorso il Consiglio dei Ministri aveva varato con uno schema di decreto la Tabella unica nazionale per le menomazioni alla integrità psicofisica comprese tra il 10 e i 100 punti di invalidità. In quell’occasione si prevedeva persino un taglio dei risarcimenti del 50% rispetto alle tabelle del Comune di Milano che sono state , soprattutto negli ultimi anni, il riferimento per molti tribunali. A queste si è unita poi una sorta di bocciatura da parte del Consiglio di Stato e l’iter si era di nuovo arenato. Ora, come allora, quasi in sordina riecco che si parla di approvazione delle Tabelle che invece dovrebbero essere ampiamente discusse prima della loro approvazione : discussione ovviamente che non può avvenire solo da parte delle assicurazioni . E’ ovvio che se venissero approvate le tabelle così come si voleva fare il 03 agosto si assisterebbe ad una rivoluzione a danno del cittadino in quanto il risarcimento non si potrebbe più chiamare tale rimanendo svuotato e di tutto ciò le uniche vittoriose sarebbero comunque e sempre le assicurazioni.
Ci chiediamo quanto possiamo ancora tollerare uno Stato che non ci garantisce ed anzi ci crea dei danni con varie leggi e legggine in sordina i cui unici scopi sono quelle di tassarci e comunque guadagnare sulle nostre spalle. Non è per questo che è nata la legge. Non è per questo che la legge deve servire.