Per alcuni giudici essere vecchi è una colpa!

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Questo l’incredibile caso. Una donna di 81 anni esce di casa. Sono le tre del pomeriggio. Ad un certo punto la donna cade in una buca che non aveva visto e , anche in considerazione dell’età, le lesioni si acutizzano. La donna decide di fare causa al Comune , in questo caso quello di Milano. La causa però va male in quanto il giudice da torto alla vecchina. Il giudice è il dott. Pasquale A. ed ovviamente non è tanto il fatto che abbia dato torto alla signora oramai non più in tenera età che desta stupore ma è come questi ha giustificato la sentenza. Il Giudice spiega nella sentenza che ” la caduta si è verificata in prossimità dell’abitazione dell’attrice ( in zona da lei conosciuta) e in ora ( 15.00) in cui l’imperfezione della strada poteva essere agevolmente rilevata. Questi semplici elementi consentono di ritenere che l’imperfezione della sede stradale doveva essere necessariamente rilevata dall’attrice”. Se uno va in giro in pieno giorno e per di più in zone che conosce, se si fa male sono affari suoi. Ma il Giudice non si ferma qui. Questi continua dicendo che ” se l’attrice non ha rilevato l’anomalia può solo ritenersi che fosse ampiamente disattenta”. Ma inoltre secondo il Giudice la signora è doppiamente colpevole perché in età avanzata. Infatti, continua il Giudice, è noto come a quell’età le cadute siano prevedibili e tra l’altro anche rovinose. Come evitarle? Standosene tappati in casa. Il nostro dott. Pasquale A. fa poi riferimento alla comune esperienza secondo la quale ” è noto che con il progredire dell’età il sistema motorio e quello sensoriale perdono parte della propria efficienza. Interviene quindi una diminuzione della mobilità degli altri e della capacità di rispondere prontamente a taluni stimoli del mondo esterno”. Ma secondo voi il dott. Pasquale si ferma qui? Certo che no……continua, infatti, il Giudice che ” in alcuni casi può aggiungersi anche una maggior propensione, sempre dovuta all’età, a perdere la concentrazione su alcuni aspetti del mondo circostante. Tali elementi consentono di ipotizzare una diminuita capacità della persona di età avanzata di osservare alcuni aspetti del mondo circostante rilevandone in tempo utile le anomalie ed evitandole. Consentono altresì di ipotizzare una diminuita capacità di reazione alle incertezze del passo in occasione di imperfezioni del percorso o urti contro ostacoli”. Da questa logica ( !?!) deduzione il Giudice trae quindi le sue conclusioni ” si può in definitiva ragionevolmente supporre come alcuni ostacoli causano la perdita dell’equilibrio e la caduta non per un loro carattere insidioso ma solo perché il soggetto, per l’età avanzata, non ha saputo percepirli come avrebbe fatto qualsiasi altra persona e non ha potuto reagire a essi come avrebbe fatto qualsiasi altra persona”. In definitiva non è la buca ad essere pericolosa ma è la vecchietta che è un pericolo per sé andando in giro.
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