Home » Blog » Diritto Civile » Un freno al mobbing!

Un freno al mobbing!

Si sente parlare tanto di mobbing, di soprusi sul posto di lavoro ma pochi sanno che poche sono le cause che poi giungono a buon fine con soddisfazione del datore di lavoro.

Infatti, a parte la difficoltà oggettiva di dimostrare il danno psicologico effettivamente subito dal lavoratore i giudici tendono comunque a porre un freno alle cause di mobbing.

E’ così che con sentenza del Trib. di Milano del 29 luglio, ad esempio, non è stato riconosciuto il mobbing ad un lavoratore che più volte si era visto dare dell’incapace da parte del datore di lavoro in quanto era in perenne ritardo, svolgeva le mansioni lavorative con leggerezza e fumava sul posto di lavoro, nonostante i divieti. Nel caso di specie la domanda era stata presentata da un cuoco che aveva dichiarato di essere stato trattato più volte come un incapace. Dalle testimonianze, però, era emerso che in realtà il dipendente aveva avuto degli scontri con i titolari perché era sempre in ritardo, si rifiutava di svolgere alcune mansioni, e fumava spesso in cucina. Insomma non ogni rimprovero dell’azienda è mobbing in quanto ciò che è giusto è giusto e non vi è intento persecutorio nel rimproverare un dipendente se sussistono i motivi.

Il Giudice del lavoro di Milano ha quindi negato il risarcimento in quanto non provata la persecuzione. Si ricorda che per la Corte di Cassazione si ha “”mobbing” quando il datore di lavoro ponga in essere una condotta, sistematica e protratta nel tempo ( almeno 6 mesi), tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in un disegno persecutorio nei confronti del dipendente, realizzato per mezzo di sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità».

Va da sé che il dimostrarlo in giudizio non è cosa facile in quanto la realtà giudiziale è cosa ben diversa da quella reale. Ci si trova quindi di fronte a testimoni che non vengono a testimoniare perché sempre alle dipendenze del datore di lavoro o a perizie psicologiche che spesso accertano un malessere il cui nesso causale è difficilmente riconducibile alla causa di lavoro e alla paventata persecuzione. Quindi, attenzione! Il mobbing è ovviamente un fenomeno da combattere anche giudizialmente ma non si creda , il lavoratore, di avere strada facile intraprendendo una azione giudiziale di risarcimento proprio per la difficoltà che probabilmente incontrerà nel provare quanto subito .

Vuoi saperne di più?

Richiedi una consulenza

Leggi anche

Lascia un commento


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.