Assegno di mantenimento per i figli: sai calcolarlo?
Abbiamo già parlato di assegno di mantenimento per i figli nel post intitolato: assegno di mantenimento per i figli, cos’è e come funziona
In questo articolo andiamo ancora più nello specifico e parliamo di calcolo dell’assegno di mantenimento per i figli.
Una delle questioni più rilevanti quando ci si separa è sicuramente l’aspetto economico: ma quanto dovrò corrispondere per l’assegno di mantenimento di mio figlio? Come lo calcolerà il giudice? E se poi non riesco a pagarlo? Devi sapere che non vi sono delle tabelle fisse che ti possono indicare quanto andrai a pagare.
In pratica non vi sono tabelle normative secondo cui se hai un figlio ed uno stipendio, ad esempio, di 2000 euro allora dovrai dare X.
In alcuni Tribunali si è provato ad ipotizzare un criterio su base percentuale e si è parlato del 25% dello stipendio netto nel caso di un figlio e di 40% nel caso di più figli. Questi criteri rimangono, però criteri per orientarci ma certamente non ci danno la sicurezza della determinazione dell’assegno.

Perchè non ci sono Tabelle Fisse per il calcolo dell’assegno di mantenimento?
Come già anticipato non vi è certezza nella cifra che determinerà il giudice per l’assegno di mantenimento. Le tabelle non vi sono perchè ogni caso è unico e va valutato a sé. Non si può guardare solo allo stipendio. Bisogna valutare le spese vive mensili, la frequentazione del diritto di visita, altri entroiti extra stipendio, quote societarie, immobili ecc. Vi sono quindi una serie di parametri che il Giudice dovrà valutare poter arrivare alla determinazione dell’assegno.
Quali sono questi parametri?
Per calcolare l’assegno, il Giudice dovrà tenere conto di alcuni parametri: 1. Le esigenze del figlio: quali sono le sue necessità quotidiane e i suoi bisogni in base all’età? Considera che quando tuo figlio cresce, aumentano le sue esigenze e conseguentemente potrebbe essere aumentato anche l’assegno di mantenimento seppur la situazione economica rispetto a quando ti sei separato sia rimasta uguale. 2. Il tenore di vita familiare: il figlio ha diritto a mantenere uno stile di vita simile a quello che aveva prima della separazione. Pensa al caso di un figlio di una coppia molto ricca che pratica molti sport, quali equitazione, tennis ecc. e che è abituato a studiare nelle scuole private ecc. E’ ovvio che per mantenere il tenore di vita tenuto quando i genitori non erano separati non si potrà corrispondere una somma di euro 2507300 euro mensili che è il minimo sindacabile che un Tribunale può concedere. Ecco perché quando si sente parlare di separazioni di VIP sentiamo anche che quel calciatore ha dovuto corrispondere 7000 euro al mese o più di mantenimento per il figlio o cose simili. Tutto dipende dal tenore di vita! 3. I tempi di permanenza presso ciascun genitore: più tempo il figlio trascorre con uno dei genitori, più questo incide sulle spese quotidiane. Un modo, infatti, per corrispondere un importo minore di mantenimento è quello di tenere di più tuo figlio in quanto il contributo al mantenimento è infatti un “contributo” alle spese che il genitore non collocatario deve corrispondere proprio in quanto il minore passa più tempo con l’altro genitore che deve, di conseguenza, sostenere più spese. Potresti allora ritenere che un diritto di visita paritetico con tempi di permanenza paritari, ugual giorni ad entrambi i genitori, sia la soluzione per mantenere direttamente il figlio e non pagare il mantenimento. Questo è vero solo in parte in quanto se la tua ex non lavora, anche in caso di diritto di visita paritetico, dovrai corrispondere un mantenimento e questo perché tuo figlio non può vivere bene quando è con te ed in povertà quando è con l’altro genitore ma deve avere una conduzione di vita più o meno paritaria con entrambi i genitori. 4. Le risorse economiche di entrambi i genitori: è importante capire quali siano i redditi reali di mamma e papà. Anche qui ti voglio togliere un dubbio. Non è che se io debbo dare un contributo al mantenimento ad esempio di 500 euro allora altre 500 euro debbono essere date dall’altro genitore collocatario. Quello che voglio dire è che il contributo al mantenimento non è sempre al 50% ma potrebbe essere posto maggiormente a tuo carico in quanto hai il reddito maggiore. Si parla sempre di contributo al mantenimento ma la percentuale di contribuzione cambia. Di fatto poi la legge prevede un contributo al mantenimento solo per il genitore non collocatario e quindi in sentenza non troverai che tu devi dare X di mantenimento e la tua ex Y ma troverai solo una voce: quella del contributo al mantenimento che dovrai corrispondere in quanto genitore non collocatario. E’ ovvio che essendo un contributo anche l’altro genitore dovrà fare la sua parte. 5. L’assegnazione della casa familiare: l’assegnazione della casa familiare incide sicuramente nel calcolo dell’assegno di mantenimento. Infatti chi lascerà la casa familiare con molta probabilità andrà a vivere in affitto e quindi sosterrà nuove spese, mentre chi resterà nella casa familiare avrà un indubbio vantaggio economico trovandosi una abitazione gratis o a costi minimi. Tutto ciò, pertanto, non può che rilevare ai fini del calcolo del mantenimento.
Se volessi avere un calcolo ipotetico di assegno mantenimento che potrebbe fare un giudice come posso fare?
Da anni, proprio per cercare di maggior certezza nel calcolo dell’assegno di mantenimento, mi sono dotato di un software di calcolo riconosciuto anche nei Tribunali. Tramite questo software è possibile non solo fare una ipotesi di calcolo dell’assegno di mantenimento ma anche avere una relazione ragionata del perchè si arriva alla determinazione di tale importo. Ovviamente non potrai avere la certezza assoluta che il Giudice poi stabilirà la somma che risulterà dal predetto calcolo ma producendo anche la relazione ed il ragionamento che porta alla determinazione di quella somma avrai sicuramente un vantaggio perchè potrai far valere in Tribunale che la tua richiesta è frutto di un ragionamento concreto. Se vuoi saperne di più su questo metodo di calcolo ti basterà semplicemente scrivermi a seguente indirizzo email: [email protected]
Come calcolare l’assegno di mantenimento?
La prima cosa è analizzare le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni per fare una media del guadagno. Saranno necessarie le dichiarazioni dei redditi sia tue che della tua ex per vedere se vi è o meno disparità e a quanto ammonti questa disparità economica. Ti ricordo che tale documentazione deve, per legge, essere depositata in Tribunale in caso di separazione e divorzio. In caso di separazione o divorzio giudiziale è inoltre obbligatorio depositare anche gli estratti conto degli ultimi tre anni proprio per vedere che non vi siano movimentazioni “sospette” di altri redditi, conti all’estero ecc. Ottenuta la media mensile dello stipendio bisogna ricavarne il netto togliendo tutte le spese fisse mensili. Vi potrebbe essere una spesa ancora non sostenuta che è quella dell’affitto in caso di assegnazione della casa familiare all’altro coniuge. In questo caso, se si prevede già che l’assegnazione andrà alla tua ex, allora è utile già cercarsi un alloggio e magari produrre in giudizio una dichiarazione del proprietario di impegno a locare l’immobile a tal prezzo e/o una dichiarazione da parte di una agenzia immobiliare che ci attesti a quanto ammonti un canone di locazione in media nella tua zona di residenza. Questo in quanto tale cifra e cioè il canone di locazione che andrai a pagare andrà tolto dallo stipendio. Altro elemento che incide a volte non poco è l’assegno unico. Viene percepito? Se si a quanto ammonta? Devi sapere che l’assegno unico che spetta ai genitori nella misura del 50% ciascuno può essere il metro per dare un mantenimento inferiore magari concedendo tutto l’assegno all’altro coniuge. Diritto di vista e permanenza di tuo figlio con entrambi i genitori. Se ciò fosse paritario si potrebbe ipotizzare un mantenimento diretto che può equivalere a non corrispondere nessun assegno solo se i redditi di entrambi i genitori si equivalgono.
Esempi di calcolo di mantenimento
Facciamoci una idea concreta considerando comunque che tutti i fattori che ti ho elencato vanno ponderati singolarmente e quindi non si può mai generalizzare. Prendiamo ad esempio due genitori che guadagnano una cifra tra i 1200 e i 1500 mensili. La sfida principale per i genitori con uno stipendio di 1500 euro consiste nel bilanciare le proprie necessità di vita con l’obbligo di contribuire al mantenimento dei figli. E’ essenziale considerare che l’importo destinato al mantenimento deve riflettere non solo le esigenze dei figli ma anche la sostenibilità economica per il genitore obbligato al pagamento. Con uno stipendio di 1500 euro si può ipotizzare che l’assegno di mantenimento per un figlio possa variare significativamente a seconda delle circostanze specifiche di ogni famiglia. In assenza di condizioni particolari come la proprietà di numerosi immobili o depositi bancari cospicui, l’assegno per i figli si calcola come segue: – Un figlio: tra 300,00 e 400,00 euro – Due figli: tra 480,00 e 640,00 euro – Tre figli: tra 600,00 e 800,00 euro Cosa Accade in Caso di Stipendio Superiore, ad esempio di 1900 o 3000 Euro? Quando si analizzano scenari con redditi più elevati, la determinazione dell’assegno di mantenimento per i figli diventa una questione ancora più complessa, dovendo tenere conto di molteplici fattori e della capacità economica crescente dei genitori. L’aumento del reddito del genitore obbligato al pagamento implica generalmente un incremento dell’assegno destinato al sostentamento dei figli. Se si dovesse fare un calcolo a percentuale come alcuni Tribunali fanno, bisogna considerare che se aumenta lo stipendio le percentuali diminuiscono in quanto si deve sempre guardare alle esigenze di vita del figlio e non fare un semplice calcolo matematico. Ad esempio, per un reddito di 1900 o 2000 euro netti al mese, applicando una percentuale indicativa potremmo considerare un assegno di mantenimento che oscilla intorno al 20-25% del reddito, portando a un importo compreso tra 400 e 500 euro per un figlio. Nei casi di stipendi più elevati, sui i 3000 euro al mese, si potrebbe ipotizzare un assegno compreso tra il 15% e il 20% del reddito, risultando in un range approssimativo da 500 a 750 euro per un figlio, tenendo sempre presente la necessità di adattare tali stime alle specificità di ogni situazione familiare. Chiaramente, anche ora, in presenza di due o più figli, l’aumento non sarebbe nella stessa misura per ogni figlio, ma dovrebbe diminuire.
Conclusioni
Come puoi vedere, calcolare l’assegno di mantenimento è un processo complesso che richiede un’analisi approfondita e personalizzata. Ogni caso è diverso, ed è per questo è necessario che tu ti affidi ad un avvocato che si occupa di diritto di famiglia per essere tutelato al meglio. Lascia stare tuo cugino che si è separato e che ti ha detto che non dà nulla di mantenimento o che con uno stipendio di 5000 euro al mese versa 200 euro di mantenimento: sono solo favole per farti credere che lui -il cugino – è più furbo di tutti. Ma qui non si tratta di furbizia ma di mantenere tuo figlio e di farlo in maniera corretta tutelando anche il tuo equilibrio economico.



