Crisi, non si sente parlare di altro in questo periodo. E come si potrebbe evitare di farlo in un periodo, quale quello attuale, dove la situazione economica italiana sta davvero precipitando. Tutti i settori, purtroppo, ne sono colpiti ed in particolar modo il settore dei trasporti è uno di quelli che ne ha risentito di più.
Ma perchè una azienda di trasporto che sino a poco tempo fa proliferava oggi si trova costretta a chiudere?
1) Tariffe troppo basse e mancanza di committenti. Vi è stato un calo di committenze in quanto molte aziende si sono trovate a chiudere e quindi a non dare più lavoro ai rispettivi vettori. Questi ultimi, in tempo di proliferazione, erano soliti lavorare a tariffe ridotte che però rapportate alla quantità davano comunque un guadagno considerevole. Venendo meno la richieste da parte della committenza, le tariffe basse non sono state più sufficienti a coprire i costi e quindi molte ditte hanno dovuto chiudere. Questo fenomeno si è riscontrato di più nelle ditte di grandi dimensioni che avevano 100 e più dipendenti e che si sono trovate in stato di fallimento in quattro e quattr’otto
2) Mancanza di lavoro. Molte ditte di autotrasporto lavoravano quasi esclusivamente per committenti che poi hanno chiuso la loro attività. Particolare il fenomeno di chi lavorava per le grandi imprese di costruzioni o che comunque fornivano materiali edili. La grande crisi che ha colpito il settore dell’edilizia ha interessato indirettamente, ma poi non così tanto indirettamente, anche il settore dei trasporti. Stessa cosa per quanto riguarda l’arredamento, settore oggi quasi alla paralisi.
3) Incapacità gestionale del legale rappresentante. Qui forse è uno dei casi in cui, a differenza di quelli sopra esposti, l’azienda chiude per sua colpa in quanto i titolari non sono in grado di gestire e capire il mercato o peggio agiscono illegamente. Arriva così nel migliore dei casi il fallimento e per alcuni anche il procedimento penale con Equitalia alle calcagna.
4) Alcune ditte di autotrasporto avevano un unico committente con il quale da decenni lavoravano senza nemmeno un contratto scritto. La fiducia era quindi alla base del rapporto lavorativo tra queste aziende. E’ capitato così che il committente non pagasse alcune fatture di importo anche superiore ai 50.000 euro e che chiedesse una nota di credito al vettore il quale la emetteva , visto il pluriennale rapporto. Il committente promette il pagamento a breve ma non solo ciò non avviene ma inoltre il debito aumenta e quadruplica. Il committente inoltre , si ripete unico, cala drasticamente il giro di trasporto e il vettore si trova anche con un calo di lavoro notevole oltre ad avere fuori diversi soldi. La ditta di trasporti è quindi costretta a chiudere cercando di far valere i propri diritti in Tribunale in materia di costi minimi non rispettati
5) Frode Fiscale: è il caso di alcune ditte di autotrasporti che per tenersi a galla non hanno avuto altra scelta che frodare il fisco . Ciò ha decretato il loro fallimento in quanto sanzioni, accertamenti ecc. sono diventati insostenibili facendo chiudere l’azienda.
Queste sono solo alcuni casi di un settore ad oggi fondamentale per l’economia del paese ma che ha sentito la crisi più di altri settori e ciò anche a seguito dell’entrata in vigore di norme non proprio azzeccatissime.