Le banche ne inventano davvero tutte! C’era una volta Tizio che doveva avere dei soldi da Caio per lavori svolti. Caio aveva lasciato a garanzia del pagamento un assegno che Tizio poi si decise di incassarlo. E’ solo che quando l’assegno venne messo all’incasso Caio non aveva fondi e per cercare di rimediare all’irreparabile, nonostante la sua evidente inadempienza, decise di fare tutto il possibile per bloccarlo. Caio decise quindi di denunciare Tizio sostenendo falsamente che questi aveva compilato l’assegno che gli era stato consegnato in bianco.
Depositata la denuncia e portata la stessa in banca venne successivamente fissato un incontro tra Tizio e Caio per vedere di risolvere la questione: Tizio era ignaro della presentazione della querela.
A tale incontro Caio e la direttrice della sua banca si accordarono con Tizio nel senso che se questi avesse fatto un bonifico a copertura parziale dell’assegno da incassare questo sarebbe stato pagato dalla banca nella sua interezza e quindi Tizia avrebbe comunque percepito un acconto sul maggior avere.
Tizio, pertanto, dette disposizione di effettuare un bonifico per coprire parzialmente l’importo dell’assegno in quanto la somma restante sarebbe stata finanziata dalla banca. Appena fatta disposizione del bonifico, Caio confesso’ a Tizio di aver presentato querela e questi telefono’ subito alla direttrice di banca per sapere se la stessa ne fosse a conoscenza: la direttrice non solo confermo’ ma sottolineo’ come non avrebbe potuto pagare l’assegno – quando invece poco prima ne aveva dato garanzia – perche’ vi era un sequestro in corso.
Ed infatti la banca non pago’ l’assegno con la causale di intervenuto sequestro. A parte quindi il fatto che si era cercato di carpire soldi a Tizio il quale riusci’ ad evitare oltre al danno la beffa, bloccando il bonifico, sta di fatto che all’epoca dei fatti non vi era alcun sequestro. Infatti – era l’inizio del mese di ottobre 2014 – il sequestro venne disposto solo il 28 novembre 2014 e quindi la banca aveva dichiarato il falso.
Tizio poi venne assolto dalle accuse calunniose avanzate da Caio e denuncio’ i fatti alla Procura della Repubblica ed in particolar modo i comportamenti tenuti dalla Banca e dalla sua direttrice.
Come si sa spesso in Procura quando vedono procedimenti in cui sono coinvolte le banche o i loro funzionari battono in ritirata chiedendo l’archiviazione. Ed e’ quello che e’ successo in questo caso anche se cio’ ha dell’incredibile.
Tizio ovviamente ha fatto opposizione alla archiviazione e domani e’ fissata l’udienza dinanzi al Gip per decidere se decretare la morte della giustizia oppure farla risorgere dalle ceneri .
Chi vivra’ vedra’….il responso presto su questo blog.



