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Il blog dello Studio Legale Bartolini

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Il padre disoccupato deve versare alla ex l’assegno per i figli?

In questi momenti di gravi crisi molti si sono trovati disoccupati e con un matrimonio alle spalle e figli da mantenere e sentenze da rispettare non è certamente vita facile. Si è creata una nuova categoria di soggetti ridotti in povertà da questo sistema consumistico che ci vede come tante ” macchine” fabbrica soldi da spendere nei vari prodotti da acquistare e che ci proponinano continuamente. Difficile uscire da questo contesto e quando non si riesce a fabbricare più soldi, quando l’economia cambia e non si è più produttivi non si tiene più conto che vi è una persona umana da tutelare ma ci si comporta come con un oggetto non più utilizzabi : lo si relega in fondo alla soffitta ( nel migliore dei casi). Questa situazione fa certamente riflettere anche perchè a calcare ancor più la mano, nel caso di disoccupazione, è stata la Corte di Appello di Roma

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Guadagnare online

Forse oggi non esiste su Google Parola Chiave più cliccata, Annunci Sponsorizzati su Google AdWords più visualizzati, Blog e Siti Internet si sprecano su questo argomento. Questo fenomeno puo’ voler dire solo una cosa: LAVORARE ONLINE E’ IL SOGNO DI MOLTISSIME PERSONE! Perchè?Le ragioni si possono capire ad intuito ma proviamo ad elencarle: si evita lo Stress giornaliero, il Traffico, Continui Spostamenti, Litigi con i Colleghi e tanto Altro. Ecco che allora oggi giorno praticamente tutti cercano un’opportunità per lavorare su Internet: Professionisti, Casalinghe, Studenti, Ragazzi, Pensionati e Disoccupati. Qualsiasi sia il loro obiettivo (da un Reddito Extra, ai Soldi per ripagarsi le spese di studio ecc. ) oggi tutti cercano quello che anche la Legge definisce il TELELAVORO! Gli avvocati, nella stragrande maggioranza dei casi, non cercano un lavoro sostitutivo della professione ma una modalità diversa, nuova, meno impegnativa per integrare il lavoro svolto e per sviluppare maggiori capacità che purtroppo sono si necessarie nella professione ma che non ci vengono insegnate nei libri di università.

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Il casco della moto usato come arma

 Un diverbio…il casco della moto usato per colpire l’altra parte….e il caso finisce in Cassazione. La Suprema corte ha stabilito che il casco della moto, come il bloccapedali dell’auto o la catena di ferro, è a tutti gli effetti una «arma impropria» e, se usato per colpire o intimorire qualcuno, rende il fatto violento aggravato e pertanto procedibile d’ufficio senza la querela della vittima.

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