ASSOLTO DAL REATO DI CALUNNIA

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Il titolare di una carrozzeria – S.C. -che effettuava anche il servizio di depositeria giudiziale, aveva in deposito una autovettura da demolire di proprietà di un suo cliente ed aveva trovato delle persone che erano disposte a comprarla per esportarla all’estero. Con una di queste persone S.C. aveva trattato un prezzo pari ad euro 350,00 per un eventuale acquisto ed era stato messo un biglietto scritto a penna con la cifra pattuita sul cruscotto dell’auto a ricordo futuro.

Dopo alcuni giorni il proprietario della predetta autovettura si presentava in carrozzeria facendo presente di aver ricevuto una multa relativa alla sua autovettura che però era ingiustificata dal fatto che il veicolo si trovasse presso la carrozzeria.

S.C. si accorgeva, così, che dal piazzale non vi era più l’auto in questione e pertanto provvedeva a sporgere denuncia contro ignoti.

A seguito delle indagini disposte dal PM, la Polizia Giudiziaria individuava l’autovettura ed il suo possessore il quale dichiarava, esibendo il foglietto che era stato esposto sul cruscotto, di averla acquistata da S.C. per 350 euro.

Pertanto, S.C veniva tratto a giudizio accusato per il reato di calunnia punito da 2 a 6 anni di reclusione.

Durante il processo veniva sentita la persona che era stata trovata in possesso della autovettura nonché un testimone che era stato dalla stessa indicato come presente in carrozzeria al momento dell’acquisto.

L’Avv. Bartolini che difendeva S.C. è sempre stato convinto dell’innocenza del proprio assistito ed aveva portato in aula testimoni e prove riuscendo a smontare la tesi accusatoria e sostenendo che il foglietto trovato sulla autovettura non era certo una prova su cui poter fondare una accusa né tantomeno la prova dell’avvenuta vendita.

L’imputato alla fine veniva assolto con formula piena essendo stata riconosciuta la tesi difensiva.

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