Le false denunce contro i padri separati: come difendersi?

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Le false denunce contro i padri separati, credo sia una delle piaghe più tristi del nostro Paese. Se ne contano 2 milioni, ad oggi ed è un dato veramente sconcertante.

Nel corso degli anni, nei procedimenti di separazione, assistendo i padri mi sono trovato spesso di fronte a false denunce avanzate dalla moglie notando l’uso di questo metodo che diviene strumentale ad un procedimento di separazione ancora non definito.

Perchè vengono proposte le false denunce?

In pratica, lo scopo di queste false denunce è far apparire il padre, dinanzi al giudice che tratterà la separazione ed in particolar modo durante l’udienza Presidenziale, non affidabile, pericoloso, insomma un soggetto che deve subire la peggiore delle decisioni sempre a vantaggio della moglie.

Durante il matrimonio o la convivenza, in realtà, non vi è mai stato alcun problema ma, dopo che si intraprendere la via della separazione giudiziale, escono fuori maltrattamenti, violenze fisiche e verbali e persino abusi sessuali sui figli.

Lo scopo è sempre lo stesso: ottenere l’affido esclusivo ed il risarcimento del danno vendicandosi così del marito.

Ma io non ho fatto nulla, quindi non ho nulla da temere dalle false denunce.

La cronaca giudiziaria è piena di innocenti che sono stati condannati e quindi il non aver fatto nulla non è una garanzia.

Non lo è in quanto i tempi lunghi della giustizia non garantiscono una risoluzione del problema in tempi veloci e quindi, quando ci si presenterà dinanzi al Presidente del Tribunale per la separazione ci si andrà con una denuncia in corso ma non con una sentenza di assoluzione: quindi il dubbio che qualcosa si sia commesso un reato permane nel giudice della separazione.

Inoltre, affrontare un processo penale non è mai una passeggiata soprattutto quando una delle testimoni principali è proprio la moglie.

Nell’ambito familiare se vi sono stati maltrattamenti si capirà che difficilmente vi potranno essere testimoni oltre i diretti interessati.

Qui diviene il difficile in caso di false denunce.

E la parola del marito, imputato nel procedimento, non sarà uguale a quella della moglie, testimone in quanto l’imputato nel nostro ordinamento, non sottoponendosi al giuramento e non commettendo il reato di falsa testimonianza in caso di dichiarazioni menzognere, non ha credibilità.

Ma quindi come difendersi dalle false denunce?

La prima cosa da fare è ovviamente cercare di andare a minare le dichiarazioni rese dalla moglie e quindi porre in essere una argomentazione difensiva supportata da elementi probatori che vadano a confermare la tesi difensiva.

Quando si andrà a processo sapremmo già, dallo studio degli atti di indagine, quale siano le dichiarazioni rese della moglie, dichiarazioni che la stessa dovrà ripetere in sede di esame testimoniale.

Su quello andremo a lavorare per prima per difendersi dalle false denunce.

Si andrà poi a scavare nel passato e precisamente l’intenzione sarà quella di dimostrare che non vi sono mai stati episodi in tutti gli anni di matrimonio e che solo una volta separati sono emerse le denunce.

Difendersi dalle false denunce nei confronti di un padre separato, è un lavoro che va preparato con attenzione anche tramite le c.d. indagini difensive che permettono al legale di fare anch’egli indagini e raccogliere prove così come fa il pubblico ministero.

Ho notato nella mia esperienza che agire di anticipo porta spesso ad ottimi risultati e che le indagini difensive possono portare ottimi frutti: in questo caso le false denunce trovano la loro giusta fine con l’assoluzione.

A questo poi seguirà un procedimento per calunnia per quanto subito.

Un caso reale di falsa denuncia

Ad esempio, in un caso recente la moglie, aveva tradito il marito e si era allontanata da casa con l’amante. Poiché la stessa, come si dice non aveva né arte né parte, questa si era ravveduta capendo che aveva commesso un errore nel senso che sarebbe rimasta senza casa: la frase due cuori ed una capanna non era proprio ciò che le si addiceva.

Decise quindi di architettare un escamotage per rientrare in casa o meglio per chiedere al giudice l’allontanamento del marito da casa. Si segnò appositamente i polsi e denunciò il marito per maltrattamenti.

Proprio grazie alle indagini difensive svolte si raccolsero prove da persone che erano state in contatto con la moglie dopo che se n’era andata e che testimoniarono che quei segni non li aveva al momento in cui la stessa si era allontanata da casa.

Alla fine, il marito non solo ne uscì vincitore ma denunciò la moglie, divenuta ormai ex per calunnia.

Quindi non bisogna mai sottovalutare queste false denunce né tantomeno, sapendosi innocente, credere che questo sia sufficiente.

Se vuoi vedere delle testimonianze di chi ha subito questa ingiustizia ti invito a leggere questo articolo.

In realtà quello che si deve fare è prendere, come si dice, il toro per le corna e farlo sin da subito anche perché con il passare del tempo alcune prove possono andar perdute indebolendo la difesa processuale.

Una difesa adeguata, qui, è a dir poco indispensabile ed ogni cosa non va tralasciata anche se minima.

Se hai bisogno di assistenza in materia di famiglia o stai subendo una falsa denuncia, scrivimi a

info@bartolinistudiolegale.com

e sarò lieto di ascoltarti e difenderti nel migliore dei modi

 

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