Mantenimento del figlio maggiorenne: sino a quando lo devo ancora mantenere?

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Mantenimento del figlio maggiorenne: sino a quando lo devo ancora mantenere?

Se si dovesse fare una classifica delle domande che vengono poste in tema di separazione, questa sarebbe sicuramente nella Top Ten questo in quanto non vi è chiarezza sull’argomento e certamente, poi, la singola situazione è un caso a sè e non si  può generalizzare.

Dopo la separazione, spesso, il padre si trova a far fronte alle spese e ai soldi che non bastano mai.

L’assegno di mantenimento, le spese per la casa, le spese straordinarie e chi più ne ha più ne metta.

Non pagare l’assegno di mantenimento può portare a gravi conseguenze anche di carattere penale: vi sono stati casi in cui si è proceduto anche all’arresto del padre per mancato pagamento dell’assegno.

La maggiore età del figlio può essere, pertanto, vista come un traguardo di un alleggerimento di una situazione economica sempre più pesante ed insostenibile.

Ma è davvero così?

La maggiore età di per sé non costituisce motivo per non versare più l’assegno del mantenimento al figlio.

Il criterio a cui guardare non è tanto la maggiore età ma la autosufficienza.

Se un figlio, seppur maggiorenne, frequenta l’università si dovrà continuare a mantenerlo così come qualora questi sia disoccupato non per sua colpa.

Ma quindi lo debbo mantenere a vita anche se maggiorenne?

Assolutamente no! Facciamo un esempio per capirci meglio.

Se, ad esempio, il figlio frequenta l’università ma svolge anche un lavoro , anche part time a tempo indeterminato, allora ci possono essere le condizioni per arrivare alla eliminazione e sicuramente ad una diminuzione dell’assegno di mantenimento: qui la parolina magica è”lavoro indeterminato” in quanto si dimostra l’autosufficienza.

Non aspettarti che anche se lavora ti venga detto.

Non devi aspettarti che una volta trovato il lavoro, magari la tua ex ti dica serenamente che non devi più dare l’assegno di mantenimento. Certo, non si può fare di tutta un’erba un fascio ma, per mia esperienza, di questi casi ne è capitati ben pochi.

Capita più spesso, invece, che il padre sappia per vie traverse dell’occupazione del figlio e che quindi debba indagare e procedere giudizialmente per vedersi revocare l’assegno.

In questi casi il lavoro che va svolto è quello di una attenta analisi dei criteri posti dalla giurisprudenza a base dell’assegno di mantenimento e procurarsi, se del caso, un sufficiente quadro probatorio.

Un caso reale

E’ capitato che un padre i cui rapporti con il figlio erano ormai rari in quanto questi era stato messo su dalla madre, avesse solo il compito di pagare l’assegno di mantenimento venendo messo al corrente poco o nulla di quanto il figlio stesse facendo.

Un post del figlio, ormai maggiorenne, però aveva allertato il padre.

In quel caso, assieme al padre, abbiamo studiato una strategia volta a raccogliere le prove da portare in giudizio.

La conclusione è stata che il Giudice ha riconosciuto come non più dovuto l’assegno di mantenimento del padre in quanto il figlio era ormai autosufficiente.

Se però non si fosse proceduto in quel modo ed il padre non si fosse allertato, questi ad oggi sarebbe ancora qui a pagare una somma non più dovuta.

Devi sapere, inoltre, che se cambiano le condizioni iniziali della separazione l’assegno può essere revocato.

In alcuni casi è possibile chiedere la revoca dell’assegno di mantenimento anche quando il figlio non è autusufficiente.

Se ti interessa approfondire questo aspetto ti invito a leggere questo articolo

Se hai bisogno di assistenza in materia di famiglia, scrivimi a :

info@bartolinistudiolegale.com

e sarò lieto di ascoltarti e difenderti nel migliore dei modi

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